BOTTA E RISPOSTA

Umberto Bossi: "Ministeri restano al Nord"E ribatte:"Carta non dice dove devono andare"

La replica del leader della Lega a Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica aveva scritto nella lettera inviata ieri al premier Berlusconi che "è inconcepibile una capitale diffusa"

29 Lug 2011 - 21:57
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 © LaPresse

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Il leader della Lega Umberto Bossi è intervenuto dopo i rilievi del presidente della Repubblica Napolitano sull'apertura delle sedi decentrate dei ministeri. Parlando con i giornalisti Bossi ha detto rivolgendosi al capo dello Stato: "Non si preoccupi i ministeri li abbiamo fatti e li lasciamo là. Noi pensiamo che il decentramento non sia solo una possibilità ma una opportunità per il Paese".

Napolitano: "Inimmaginabile Capitale diffusa"
"La pur condivisibile intenzione di avvicinare l'amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una 'capitale diffusa' o 'reticolare' disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica". E' quanto si legge nella lettera inviata dal Presidente della Repubblica al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, pubblicata oggi sul sito del Quirinale. "Il decentramento - continua la lettera - va contro l'art. 114 della Costituzione".

"Ministeri al Nord comportano nuove spese"
"L'apertura di sedi di mera rappresentanza di ministeri costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell'attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale". Prosegue così Giorgio Napolitano nella lettera.

"Io garante dell'unità, non mi presto a equivoci"
"Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell'unità nazionale e garante di principi e precetti sanciti dalla Costituzione". Conclude la lettera del Colle.

Bossi ribatte: con il Quirinale nessun attrito
Ancora una battuta del leader del Carroccio, Umberto Bossi, sulla querelle con il Quirinale circa il decentramento al Nord di alcuni ministeri. A Napolitano, che aveva parlato di incostituzionalità, Bossi replica: "Nella Carta non c'è scritto dove devono stare i ministeri". Poi rassicura: "Con il Colle nessun attrito". E sui rilievi del Quirinale dice: "Noi ne teniamo conto però vogliamo spostare i ministeri come fanno gli altri paesi europei".

Berlusconi in Cdm: "Tenere conto dei rilievi del Colle"
In apertura dei lavori il presidente Berlusconi ha rivolto al Consiglio ed ai singoli ministri un pressante invito a tenere in debito conto le osservazioni formulate dal presidente della Repubblica sulle recenti istituzioni di sedi periferiche di strutture ministeriali ed ha quindi chiesto a tutti i Ministri di tenere comportamenti conseguenti". E' quanto si legge nel comunicato stampa diffuso al termine del Cdm.

Fini: "Da Bossi toni sprezzanti"
A stigmatizzare la replica di Bossi è il presidente della Camera, e leader di Fli, Gianfranco Fini: "Ho l'impressione che Bossi stia giocando una partita tutta diversa da quella di Berlusconi", dice. Perché, spiega, "è grave quanto significativo che il doveroso invito di Berlusconi ai ministri di tener conto dei rilievi del Colle abbia avuto come immediata conseguenza la sprezzante dichiarazione del leader della Lega sui cosiddetti ministeri al Nord".