"Per un'Europa che guardi al mondo": alla ricerca di pace, democrazia e di una nuova unità
Incontro al Campidoglio di Roma con al centro un appello "a tutti i cristiani e alle persone di buona volontà" in nome di una vera integrazione del continente
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“Per un’Europa che guardi al mondo. Appello ai cristiani e alle persone di buona volontà”. Così è intitolato l'incontro di carattere internazionale che si terrà lunedì 2 marzo dalle ore 10.30 a Roma, in Campidoglio presso l’Aula Giulio Cesare. L'organizzazione è a cura dell’Associazione Culturale "Progetto Europa Domani" in collaborazione con la Fondazione Giulio Pastore, il Centro di Documentazione Europea della Università LUMSA e l’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia «Mario Romani». L’evento sarà l’occasione per presentare il volume con le riflessioni sul tema di Patrizio Bianchi, Sergio Fabbrini, Luigi Paganetto, Vincenzo Paglia e Vincenzo Scotti e per porre in campo idee e iniziative per una ripresa del processo di integrazione europea. La sede scelta è particolarmente significativa: in Campidoglio furono infatti firmati i Trattati di Roma del 25 marzo 1957 che istituirono la Comunità Economica Europea.
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Fulcro dell'evento sarà la condivisione di un appello rivolto a tutti gli europei affinché mobilitino la loro “buona volontà” lavorando insieme per la pace e la democrazia. È indispensabile che l’Europa ritrovi la sua centralità in questo contesto globale, segnato da incertezze e conflittualità, per affermare i propri valori, consapevoli che senza un’Europa forte e coesa non vi può essere pace e sviluppo nel mondo. Secondo i promotori serve un’Europa a più cerchi, con al centro un’unione federale, che sviluppi una politica estera e di difesa unitaria, una politica economica comune che completi l’unione monetaria con una necessaria politica fiscale congiunta, una politica dei diritti umani che si unisca – come esplicitato in modo mirabile nel Secondo Articolo della Costituzione Italiana - “con il dovere inderogabile della solidarietà”. Oggi è il tempo opportuno perché il cristianesimo europeo riprenda l’iniziativa e spinga l’umanità intera a concepirsi come un’unica famiglia che abita una unica casa.
