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Dal Consiglio in Belgio Meloni: "Ue torni a pensare in grande, non c'è tempo da perdere" | Disgelo Merz-Macron

Prevertice Italia-Germania-Belgio prima dell'incontro "informale" per il rilancio dell'economia dei 27. Costa: "Il 2026 sarà l'anno della competitività, priorità è crescita"

12 Feb 2026 - 14:27
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Dopo la riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, organizzata da Italia, Germania e Belgio, che ha visto allo stesso tavolo Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Bart De Wever, si registrano segnali di disgelo Merz-Macron. "L'Ue torni a pensare in grande, non c'è tempo da perdere", è l'invito di Giorgia Meloni. Al Consiglio informale in formato "Leaders retreat", convocato da Antonio Costa con la partecipazione di Mario Draghi ed Enrico Letta, che proveranno a stimolare la discussione sui rapporti presentati - ormai due anni fa - per rilanciare l'economia europea, sono presenti i leader di 19 Paesi. Assente lo spagnolo Pedro Sanchez, che ha fatto sapere la sua preferenza per le ipotesi di debito comune e di una clausola "buy european". "Il 2026 sarà l'anno della competitività, priorità è crescita", è il messaggio di partenza di Costa.


"L'Ue deve scegliere: se la sua strategia è di aprire ad accordi di libero scambio allora deve sapere di non poter iper regolamentare, per questo serve semplificare". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni nel punto stampa prima del vertice Ue sulla competitività.


"Vediamo la necessità di una cooperazione rafforzata per realizzare e approvare le proposte da parte del Consiglio. Quindi non siamo necessariamente timorosi al riguardo. Ne abbiamo avuto prova lo scorso Natale con il prestito all'Ucraina". Lo ha dichiarato il primo ministro irlandese Micheál Martin arrivando alla riunione informale del Consiglio Europeo presso il castello belga di Alden Biesen. Ha puntualizzato che "molto dipende dai dettagli. C'è ancora molta strada da fare in questo senso. L'Irlanda crede in un'Europa più competitiva, in un mercato unico più ampio e in un'Unione del risparmio e degli investimenti più profonda. E abbiamo tratto enormi benefici dal mercato unico. Quindi non abbiamo nulla da temere da una cooperazione rafforzata".


"È un'opportunità da cogliere. Non credo abbiamo altra scelta mentre ci prepariamo alle azioni decisive che saranno adottate al Consiglio europeo di marzo". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, arrivando al ritiro informale dei leader Ue al castello di Castello di Alden Biesen, in Belgio. "Dobbiamo essere pronti a prendere decisioni se alcuni Paesi vogliono andare più avanti insieme. Siamo sempre stati a favore dell'integrazione: non è un ostacolo all'unità né una scorciatoia, ma piuttosto un percorso verso di essa", ha aggiunto.

Secondo Metsola "la competitività ha bisogno di capitale: in Europa abbiamo risparmi, non è una questione di mancanza, ma non abbiamo abbastanza strumenti per trasformarli in crescita". Se ciò avverrà "con l'innovazione, potremo crescere e ridurre i prezzi". La presidente dell'Eurocamera ha quindi chiesto di "completare l'Unione del risparmio e degli investimenti" e anche il mercato unico, ricordando "le discussioni che abbiamo oggi con Mario Draghi ed Enrico Letta". "Abbiamo troppe barriere che impediscono al capitale di muoversi da un Paese all'altro. Basta parole, più azioni finalmente", ha sottolineato.

Sul commercio internazionale, Metsola ha indicato che "quando siamo fiduciosi e aperti verso l'esterno possiamo ottenere molto. Dobbiamo essere aperti, mai ingenui, sempre basati su dialogo, equità e rispetto", un approccio che l'Ue intende seguire anche nei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. Interpellata sulle proposte di deregolamentazione e semplificazione, la presidente del Parlamento europeo ha spiegato che "la spinta alla semplificazione è ciò che unisce tutte le istituzioni". L'obiettivo è "rendere più facile per le nostre imprese, per le nostre industrie e per le famiglie", intervenendo dove necessario per correggere e semplificare le norme, senza rinunciare al processo legislativo ordinario.


"Parleremo di competitività e, naturalmente, questa è la base di tutto perché, in termini geopolitici, se si vuole essere una potenza geopolitica, o si è una forte potenza economica o una forte potenza militare. Siamo una forte potenza economica, ma dobbiamo essere più forti, questo è certo. Quindi dobbiamo lavorare sui nostri processi di semplificazione, dobbiamo lavorare su tutto ciò che aiuta le nostre aziende". Lo dice l'Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.


Qual è la via più semplice per l'Europa? "Primo, fermare la guerra. La guerra fa male agli affari. Cercare la pace. Secondo, non inviare soldi a qualcun altro se ne hai bisogno per la tua competitività. Quindi non inviare soldi all'Ucraina. Terzo, ridurre e abbassare il più possibile il prezzo dell'energia. È semplicissimo". Lo dice il premier ungherese, Viktor Orban, al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.


Oltre a Italia, Germania e Belgio - organizzatori dell'incontro - al pre-summit convocato prima del vertice Ue sulla competitività di Alden Biesen hanno partecipato Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Belgio, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia, Svezia. Presente anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Il vertice si è concluso da pochi minuti.


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"Credo che oggi la discussione sul mercato unico, sulla nostra competitività, sia in realtà una questione di sicurezza nazionale. Credo che geopoliticamente l'Europa sia ancora vulnerabile, e questo a causa delle dipendenze, delle dipendenze critiche, soprattutto per quanto riguarda l'approvvigionamento di materie prime". Lo dice il presidente della Lituania Gitanas Nauseda arrivando al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. "Il mio Paese è stato il primo a smettere di acquistare risorse energetiche russe pochi mesi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Questo grazie al nostro forte impegno politico e alle azioni concrete intraprese per ridurre questa dipendenza. Credo che a livello europeo possiamo fare lo stesso", aggiunge.


"Come abbiamo fatto l'anno scorso per la difesa, il 2026 sarà l'Anno della competitività dell'economia europea". Lo afferma il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. "Abbiamo una chiara priorità: rafforzare la crescita economica in Europa, essenziale per la nostra prosperità, creare posti di lavoro positivi e sostenere il nostro modello economico e sociale. Quattro priorità principali: prima di tutto, dobbiamo approfondire e completare il nostro mercato unico - spiega -. Dobbiamo rimuovere le barriere interne e anche quelle burocratiche. Seconda priorità, dobbiamo far crescere le nostre aziende. Per questo, abbiamo bisogno di mercati dei capitali unificati e dinamici per sostenere le nostre PMI, le nostre startup, per crescere, investire nell'innovazione e modernizzare la nostra economia".

"In secondo luogo, dobbiamo far crescere anche le nostre grandi aziende, perché abbiamo bisogno di aziende forti per competere sul mercato globale. Terza priorità, nel contesto geoeconomico, dobbiamo continuare la nostra politica commerciale molto proattiva e proteggere le nostre aziende dalla concorrenza sleale e dalla coercizione economica, consentendo loro di continuare a lavorare, e affrontare la questione dei costi energetici. E infine, dobbiamo investire di più e meglio", illustra. "Naturalmente, investimenti pubblici e privati. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici, avremo l'opportunità di discutere, più avanti quest'anno, del prossimo bilancio pluriennale dell'Unione Europea. Oggi, la nostra priorità è sbloccare gli investimenti privati, mobilitare i nostri risparmi per investire nelle nostre aziende e creare un ecosistema più dinamico e dinamico per gli investimenti", conclude.

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