SPORT E SMOG

Correre nello smog: l'inquinamento può cancellare i benefici della corsa?

Fare jogging migliora la salute cardiovascolare e il benessere mentale, ma respirare aria inquinata durante lo sforzo aumenta l'esposizione alle sostanze nocive. Ecco cosa dice la scienza e come allenarsi riducendo i rischi 

di Silvia Trevaini
22 Ott 2026 - 13:55
© Istockphoto

© Istockphoto

Una corsa al parco prima di andare in ufficio, qualche chilometro lungo i viali della città, il jogging serale per scaricare la tensione accumulata durante la giornata. Correre è uno dei modi più semplici per prendersi cura di sé: non richiede grandi attrezzature, permette di stare all'aperto e contribuisce a migliorare la salute del cuore, la resistenza fisica e il benessere psicologico. Ma c'è una domanda che diventa sempre più importante, soprattutto nelle città dove traffico e inquinamento atmosferico sono una presenza quotidiana: che cosa succede quando ci alleniamo respirando aria inquinata? Durante la corsa aumenta la quantità d'aria che entra nei polmoni e, con essa, può aumentare anche la dose di sostanze inquinanti inalate. Particolato fine, biossido di azoto e altri contaminanti possono raggiungere le vie respiratorie proprio mentre stiamo svolgendo un'attività considerata salutare. Il risultato è un apparente paradosso: il movimento protegge la salute, ma l'ambiente in cui lo pratichiamo può introdurre un fattore di rischio. Alcuni studi suggeriscono che l'esposizione cronica a livelli elevati di inquinamento possa attenuare parte dei benefici dell'attività fisica, soprattutto sul piano cardiovascolare e respiratorio. Questo non significa che correre in città faccia necessariamente più male che bene. Significa, piuttosto, che la qualità dell'aria dovrebbe diventare una variabile da considerare quando scegliamo dove e quando allenarci. Un aspetto particolarmente attuale in autunno e in inverno, quando in molte aree urbane le condizioni meteorologiche possono favorire l'accumulo degli inquinanti.

Perché durante la corsa respiriamo più sostanze inquinanti

 Quando siamo a riposo, il nostro organismo richiede una quantità relativamente contenuta di ossigeno. Durante la corsa, invece, i muscoli lavorano intensamente e il sistema respiratorio aumenta la ventilazione per soddisfare il fabbisogno energetico. Respiriamo più frequentemente e più profondamente, facendo entrare nei polmoni un volume d'aria decisamente maggiore rispetto a quando siamo seduti. Se l'aria contiene sostanze inquinanti, aumenta anche la quantità che possiamo inalare nell'unità di tempo. Inoltre, durante gli sforzi più intensi è frequente respirare attraverso la bocca, riducendo in parte il ruolo di filtrazione e condizionamento svolto dalle cavità nasali. Questo non significa che tutti gli inquinanti raggiungano direttamente il sangue o che ogni corsa produca un danno misurabile. L'esposizione effettiva dipende dalla concentrazione delle sostanze nell'aria, dalla durata e dall'intensità dell'allenamento e dalle caratteristiche individuali. Tuttavia, il meccanismo spiega perché l'attività fisica svolta accanto a una strada trafficata possa comportare un'esposizione diversa rispetto a una corsa lungo un percorso meno inquinato.

PM2.5 e biossido di azoto: gli inquinanti che incontriamo sulle strade

 Tra gli inquinanti più studiati figurano le particelle fini PM2.5, così chiamate perché hanno un diametro aerodinamico non superiore a 2,5 micrometri. Le loro dimensioni permettono di raggiungere le regioni profonde dell'apparato respiratorio, dove possono contribuire a processi infiammatori e ad altri effetti biologici. Un altro contaminante importante è il biossido di azoto, associato soprattutto ai processi di combustione e presente in concentrazioni elevate vicino a molte arterie trafficate. Anche l'ozono a livello del suolo può rappresentare un problema, in particolare durante periodi caldi e soleggiati. L'inquinamento atmosferico non è soltanto una questione di cattivi odori o aria visibilmente sporca. Le particelle fini possono essere presenti anche quando il cielo appare limpido e non percepiamo alcun fastidio immediato. L'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico è associata a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie. Per chi corre regolarmente all'aperto, quindi, la qualità dell'aria merita attenzione anche nelle giornate in cui non si avvertono sintomi.

Correre nello smog annulla i benefici dello sport? Cosa emerge dagli studi

 È la domanda centrale, ma anche quella che richiede la risposta più prudente. L'attività fisica regolare è associata a importanti benefici per la salute, mentre l'inquinamento atmosferico rappresenta un fattore di rischio documentato. Quando i due elementi si incontrano, gli effetti possono interagire. Le ricerche suggeriscono che un'esposizione elevata e prolungata all'inquinamento possa ridurre alcuni vantaggi dell'esercizio fisico, ma non dimostrano che ogni corsa nello smog sia inutile o dannosa. Uno studio sperimentale pubblicato su The Lancet ha confrontato gli effetti di una camminata in un'area verde londinese con quelli di una camminata lungo una strada molto trafficata. Nei partecipanti, compresi alcuni soggetti con patologie cardiovascolari o respiratorie, i miglioramenti di determinati indicatori della funzione vascolare e respiratoria risultavano attenuati nell'ambiente più inquinato. È un risultato interessante, ma riguarda una specifica situazione sperimentale e non può essere applicato automaticamente a ogni tipo di corsa. Altre ricerche epidemiologiche indicano che l'attività fisica continua generalmente ad associarsi a benefici anche in ambienti con inquinamento atmosferico, sebbene l'entità del vantaggio possa variare. Il messaggio scientificamente più corretto è quindi evitare gli estremi: né ignorare lo smog, né rinunciare al movimento per paura dell'aria cittadina.

Cuore e polmoni sotto pressione: cosa può accadere durante lo sforzo

 L'esposizione agli inquinanti atmosferici può influenzare diversi sistemi dell'organismo. Il particolato fine è associato a processi di infiammazione, stress ossidativo e alterazioni della funzione vascolare, meccanismi che contribuiscono a spiegare il legame tra inquinamento e rischio cardiovascolare. Durante l'esercizio, l'aumento della ventilazione può rendere più rilevante l'esposizione agli inquinanti presenti nell'ambiente. Alcune persone possono avvertire irritazione delle vie respiratorie, tosse, senso di costrizione toracica o maggiore difficoltà respiratoria, soprattutto in presenza di asma o altre condizioni polmonari. Non tutti reagiscono allo stesso modo e l'assenza di sintomi non significa necessariamente assenza di esposizione. Bambini, anziani e persone con malattie cardiovascolari o respiratorie possono essere particolarmente vulnerabili agli episodi di cattiva qualità dell'aria. Per loro, adattare l'intensità dell'attività e scegliere ambienti meno inquinati può essere particolarmente importante. In presenza di sintomi insoliti durante la corsa, come dolore toracico, forte mancanza di respiro o capogiri, è necessario interrompere l'attività e richiedere una valutazione medica appropriata.

Autunno e inverno, perché lo smog può diventare più insidioso

 Con l'arrivo dei mesi freddi, la qualità dell'aria può peggiorare in alcune aree urbane. Il fenomeno dipende da una combinazione di fattori: emissioni del traffico, riscaldamento degli edifici, condizioni meteorologiche e caratteristiche del territorio. In particolare, nelle zone soggette a inversione termica e scarsa ventilazione, gli inquinanti possono accumularsi vicino al suolo. È una situazione che interessa periodicamente anche diverse città della Pianura Padana. Non significa che l'aria sia sempre peggiore in inverno o che le prime ore del mattino siano necessariamente le più inquinate. Le concentrazioni variano secondo il luogo, il tipo di contaminante, il meteo e l'andamento del traffico. L'ozono, per esempio, tende a essere più problematico durante le giornate calde e soleggiate, mentre il particolato può raggiungere livelli elevati in condizioni differenti. Per questo scegliere l'orario della corsa soltanto in base alla temperatura o alla presenza di automobili può non essere sufficiente. È più utile consultare i dati locali sulla qualità dell'aria, tenendo conto che le previsioni e gli indici rappresentano una stima delle condizioni ambientali, non una misura esatta della dose personale inalata.

Correre al parco o lungo il traffico? Il percorso può cambiare l'esposizione

 Uno dei modi più concreti per ridurre l'esposizione agli inquinanti è scegliere con attenzione il percorso. Le concentrazioni di alcuni contaminanti legati al traffico possono essere particolarmente elevate nelle immediate vicinanze delle strade percorse da molti veicoli. Spostarsi su vie secondarie, piste lontane dalle carreggiate o aree verdi può contribuire a ridurre l'esposizione, anche se il beneficio dipende dalla configurazione urbana e dalle condizioni atmosferiche. Un parco non garantisce automaticamente aria pulita, ma allontanarsi dalle principali fonti di emissione è spesso una scelta ragionevole. Anche evitare di fermarsi a lungo accanto a incroci congestionati o code di veicoli può essere utile. Quando gli indici di qualità dell'aria segnalano livelli elevati di inquinamento, soprattutto per le persone più sensibili, può essere opportuno ridurre l'intensità dello sforzo, accorciare la seduta o spostare l'allenamento in un ambiente interno con aria adeguatamente filtrata. La scelta non dovrebbe trasformarsi in un ostacolo alla regolarità dell'esercizio: l'obiettivo è continuare a muoversi, limitando per quanto possibile l'esposizione evitabile.

Mascherine e allenamento indoor: quali alternative funzionano davvero

 Quando lo smog aumenta, qualcuno pensa di risolvere il problema indossando una mascherina durante la corsa. I dispositivi filtranti ben aderenti, come quelli di classe FFP2, possono ridurre l'inalazione di una parte delle particelle sospese nell'aria, ma la protezione dipende dalla tenuta sul viso e dal corretto utilizzo. Non proteggono allo stesso modo da tutti gli inquinanti gassosi, come il biossido di azoto, e durante uno sforzo intenso possono risultare difficili da tollerare. Una mascherina chirurgica, inoltre, non offre la stessa capacità filtrante e di aderenza di un respiratore progettato per le particelle. Per chi desidera allenarsi nei giorni di forte inquinamento, un'alternativa può essere la corsa sul tapis roulant, purché l'ambiente interno abbia una buona qualità dell'aria. Anche palestre e abitazioni, infatti, possono presentare fonti di inquinamento indoor. Non basta quindi spostarsi al chiuso per essere automaticamente protetti. La soluzione più utile dipende dalle condizioni reali, dalla disponibilità di spazi adeguati e dalle esigenze personali.

Come proteggere i benefici della corsa senza rinunciare al movimento

 Il rischio maggiore, di fronte alle notizie sull'inquinamento, è arrivare alla conclusione che allenarsi all'aperto non valga più la pena. Sarebbe una semplificazione sbagliata. L'attività fisica regolare rimane uno dei comportamenti più importanti per la prevenzione delle malattie croniche e per il benessere psicologico. La strategia migliore non è smettere di correre, ma rendere più consapevoli le proprie scelte. Consultare gli indici di qualità dell'aria, preferire percorsi lontani dal traffico intenso, adattare la seduta nei giorni peggiori e rispettare i segnali del proprio organismo sono accorgimenti ragionevoli. Per chi vive in zone molto inquinate può essere utile alternare corsa all'aperto e allenamento indoor, senza considerare questa scelta una rinuncia. Anche camminare, pedalare o praticare altre attività fisiche possono contribuire al raggiungimento delle raccomandazioni settimanali sul movimento. Naturalmente, la responsabilità della salute non può ricadere soltanto sul singolo corridore: ridurre le emissioni urbane e migliorare la qualità dell'aria significa rendere più sicuri gli spazi pubblici per tutti.

Il movimento fa bene, ma anche l'aria conta

 Correre resta una scelta preziosa per la salute, ma l'ambiente in cui lo facciamo può influenzarne gli effetti. Durante lo sforzo respiriamo più aria e, se questa è inquinata, possiamo inalare una quantità maggiore di sostanze nocive. Le ricerche indicano che livelli elevati di inquinamento possono attenuare alcuni benefici dell'attività fisica, soprattutto in determinate condizioni e nelle persone più vulnerabili. Non significa che lo smog cancelli automaticamente i vantaggi della corsa, ma che la qualità dell'aria è parte integrante di un allenamento davvero salutare. Scegliere percorsi meno trafficati, controllare le condizioni ambientali e adattare lo sforzo nei giorni critici sono modi concreti per proteggere il benessere senza rinunciare al piacere del movimento. La corsa ci insegna ad ascoltare il respiro, il ritmo del cuore e i segnali del corpo. Forse è arrivato il momento di prestare la stessa attenzione anche all'aria che ci circonda.