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La sostenibilità? Non un ostacolo ma una leva per la crescita

Sofidel, gruppo lucchese leader mondiale nella produzione di carta per uso igienico e domestico (suo il notissimo brand Regina), da anni collabora con il WWF e con altre organizzazioni internazionali, e ha trasformato la responsabilità ambientale e sociale in un’occasione di sviluppo

Sofidel

Negli ultimi anni si fa un gran parlare di sostenibilità, e il termine è diventato di uso comune anche nel marketing: ogni azienda è diventata sostenibile, ogni prodotto si definisce in qualche modo “green”.

E se non è raro che si tratti di semplici proclami senza veri contenuti, ci sono anche tante imprese del Made in Italy che di questo concetto hanno fatto una vera e propria bandiera, impegnandosi concretamente per un utilizzo responsabile delle risorse e per la riduzione delle emissioni. È il caso di Sofidel, gruppo di Porcari (Lucca) che figura tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico sotto diversi brand tra i quali il notissimo “Regina”. Un impegno reale e concreto riconosciuto anche dal fatto che l’amministratore delegato Luigi Lazzareschi sia stato nominato, nel 2016, Ambasciatore del 50° anniversario del WWF Italia.

 

Da 15 anni, infatti, il gruppo lucchese collabora con l’associazione ambientalista nella difesa della biodiversità e degli ecosistemi naturali, nella lotta al cambiamento climatico e nella sensibilizzazione dei giovani sui temi delle sfide ambientali. Partita con l’adesione al programma “Climate Savers” per la riduzione volontaria delle emissioni, la partnership tra Sofidel e il WWF si è consolidata ed estesa negli anni all’approvvigionamento responsabile di cellulosa e ad attività di coinvolgimento e sensibilizzazione dei partner nelle tematiche della sostenibilità.

 

E se per tante aziende la sfida della sostenibilità può essere vista come un peso che rallenta la crescita, Sofidel, che è oggi presente in 13 paesi (oltre all’Italia, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Francia, Belgio, Germania, Svezia, Polonia, Ungheria, Grecia, Romania e Stati Uniti), è invece riuscita a trasformarla in una leva per lo sviluppo anche grazie a collaborazioni con importanti organizzazioni internazionali tra i le quali, oltre al WWF, figurano Ocean Conservancy, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, l’UN Global Compact Network Italy, Fondazione Giuseppe Lazzareschi ( e, attraverso i propri marchi, anche con Fondazione Telethon e Woodland Trust ).

 

Sofidel

Tutte collaborazioni che hanno portato il gruppo a essere non solo parte della transizione verso un’economia basata sulla sostenibilità, ma anche promotore di questo importante passaggio che punta a minimizzare l’impatto ambientale e a massimizzare i benefici sociali. Sofidel ritiene infatti che le aziende siano chiamate a svolgere una funzione fondamentale non solo in termini di produzione e distribuzione di beni e servizi, ma anche nel garantire vantaggi sociali e ambientali duraturi lungo tutta la catena di creazione del valore. E per quanto riguarda il proprio impegno diretto, il gruppo lucchese privilegia politiche di sostenibilità a livello globale come la lotta ai cambiamenti climatici, l’impegno nella salvaguardia dei patrimoni forestali e della biodiversità, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse idriche e la riduzione dell’incidenza della plastica convenzionale nella produzione.

 

Obiettivi che hanno portato a una riduzione del 13,1% della Carbon Intensity nel periodo 2018-2021, alla riduzione (dal 2013 al 2021) del 29,5% dell’incidenza della plastica vergine degli imballaggi, a un uso di 7,6 litri di acqua per chilo di carta prodotto e al 100% di utilizzo di sola cellulosa certificata con schemi di certificazione forestale dai più importanti organismi internazionali (FSC, FSC Controlled Wood e PEFC). E per il 2030 l’obiettivo, ancor più ambizioso, è certificato da SBTi (Science Based Targets Initiative): la riduzione delle emissioni in linea con i livelli richiesti per limitare il riscaldamento globale secondo i termini previsti dall’Accordo di Parigi. Ma ha recentemente sottolineato l’ad Lazzareschi, il gruppo è particolarmente impegnato anche sui rating di sostenibilità Esg, metodologie di rendicontazione più sofisticate per documentare e condividere impegni e risultati e per combattere le operazioni di greenwashing.

 

Sforzi che sono già stati riconosciuti internazionalmente: ad agosto Morningstar Sustainalytics, uno dei principali indici di riferimento Esg, ha posizionato Sofidel al primo posto su 103 aziende globali nella sua industry di riferimento, quella degli Household Products (che comprendono non solo carta tissue ma anche prodotti di pulizia per la casa e per l’igiene personale). Un risultato lusinghiero che, ha commentato Lazzareschi, “attesta, ancora una volta, il rigore del nostro impegno nelle politiche di sostenibilità e di gestione del rischio Esg”.