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Sovraindebitamento, la via d’uscita dal tunnel ora c’è

Imprese e famiglie, dopo la crisi Covid, sono sempre più indebitate. Ma adesso si può percorrere una nuova strada prevista dalla normativa, con un Piano di rientro su misura studiato insieme agli OCC (Organismo di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento)

20 Set 2021 - 09:35

La pandemia di coronavirus, che così duramente ha colpito l’Italia, oltre alle tante vittime e agli effetti sociali e psicologici che ha prodotto, ha lasciato profonde cicatrici anche sul tessuto economico del nostro Paese. Tanto che, nonostante indennità, bonus e “ristori”, secondo Prometeia i nuclei familiari con almeno un lavoratore colpito dalla crisi hanno perso mediamente l’11,9% del reddito annuo disponibile (pari a 4.300 euro), 435mila persone in più si sono trovate senza lavoro, e secondo i dati Crif le famiglie italiane hanno visto crescere il proprio indebitamento. Che è cresciuto enormemente anche per le imprese: secondo uno studio Cerved, quando i bilanci 2020 saranno tutti depositati, i debiti contabilizzati arriveranno a 937 miliardi di euro, oltre 90 in più rispetto al 2019, con un incremento di quasi il 10%.

Una situazione confermata anche da Banca d’Italia e Istat, che nel rapporto congiunto sugli effetti della pandemia sulla situazione finanziaria delle imprese rilevano come, pur con un impatto eterogeneo (gli effetti sono stati più marcati per alcuni settori, per le PMI e per le aziende del Mezzogiorno), si è assistito a un importante calo della redditività (con uno shock maggiore nel comparto dei servizi) e parallelamente a un incremento dell’indebitamento.

In questo scenario di difficoltà, se non addirittura di impossibilità, di far fronte ai propri impegni economici a causa della crisi innescata dall’emergenza sanitaria, il rischio reale è quello di cadere in una spirale che determina un sempre maggiore indebitamento fino al punto in cui diventa drammaticamente impossibile saldare il proprio debito. È il sovraindebitamento, che la normativa definisce come la “situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”.

Una situazione che la crisi causata dalla pandemia ha reso ancor più frequente di prima, e nella quale chiunque, cittadino o impresa, può trovarsi da un giorno all’altro: la perdita improvvisa del posto di lavoro, la sospensione dell’attività d’impresa, la difficoltà – o l’impossibilità – di riprendere la produzione dopo uno stop prolungato sono solo alcuni dei fattori che possono far precipitare nel pozzo senza fondo del sovrindebitamento, nel quale alla cifra da pagare (anche in caso di  debiti con lo Stato) si sommano interessi e le more che fanno lievitare continuamente il debito.

Ma quello che fino a poco tempo fa era un tunnel senza via d’uscita, ora ha finalmente, grazie a interventi legislativi degli ultimi anni, uno sbocco: la legge prevede infatti la possibilità di dare a chi è sovrindebitato una “seconda chance” proponendo ai propri creditori un “piano di rientro” che rateizzi il pagamento del debito. Per redigere il Piano, cittadini e aziende possono affidarsi a un OCC (Organismo di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento) riconosciuto dal Ministero della Giustizia, il cui compito è quello di verificare la documentazione e redigere una relazione particolareggiata sulla fattibilità della proposta; questo documento viene quindi presentato in tribunale e un giudice si occupa di approvare o respingere il Piano.

La procedura per gestire la crisi da sovraindabitamento è quindi uno strumento sempre più fondamentale in uno scenario difficile come quello del post-Covid: proprio per sensibilizzare sul tema e per informare sull’esistenza di questa possibilità normativa Unioncamere e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno lanciato una campagna informativa sulle opportunità offerte dalla legge sul sovraindebitamento, e in particolare all’esdebitazione e all’esdebitazione dell’incapiente. E per fornire assistenza sui passi da compiere per poter presentare domanda di procedura, le Camere di Commercio offrono supporto tramite la rete dei propri OCC presenti su tutto il territorio nazionale. Perché, come spiega il claim della campagna informativa, “dai debiti non c’è via d’uscita. Ce ne sono due”: le Camere di Commercio o le associazioni dei consumatori.

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