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Mutui, scopri come potrebbe cambiare la rata

Secondo gli analisti, tra maggio e giugno potremmo cominciare a vedere una prima inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni

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La rata del mutuo è stato uno dei vostri incubi ricorrenti negli ultimi due anni? Avete accantonato il sogno di comprare casa perché terrorizzati dall’aumento dei tassi? C’è ancora da tenere duro, ma si cominciano a intravedere i primi spiragli. Secondo gli analisti infatti, il secondo trimestre del 2024 sarà quello in cui qualcosa, seppur lentamente, inizierà a muoversi.

Dopo un lungo periodo di aumento dei tassi di interesse, la Bce ha optato per uno stop. A giugno ci sono buone possibilità di assistere al primo taglio del costo del denaro, con un effetto che, seppur ancor blando, comincerà a farsi sentire sul fronte mutui. Qualcosa d’altra parte inizia già a intravedersi con i futures sugli Euribor (indice di riferimento per i mutui a tasso variabile): secondo gli analisti di Facile.it le rate potrebbero iniziare a diminuire tra maggio e giugno, anche se il calo sarà contenuto (indicativamente tra i 14 e i 22 euro circa per un mutuo variabile medio).

Verso una diminuzione della rata

  La stretta monetaria sui tassi della Bce ha generato un aumento medio delle rate dei mutui a tasso variabile del 36% rispetto ai minimi registrati nel giugno del 2022. Nel pratico questo significa, secondo un’analisi condotta da Facile.it, che la rata di un mutuo variabile sottoscritto a gennaio 2022 (da 126mila euro in 25 anni) sia passata dai 456 euro iniziali ai 751 di febbraio 2024. La situazione dovrebbe ora, però, essere vicina a un punto di svolta: l’Euribor, anticipando il taglio dei tassi che si prevede per giugno, sta costantemente scendendo e, prendendo in considerazione i futures, potrebbe arrivare tra fine del 2024 e inizio del 2025 attorno al 3%, per scendere ancora al 2,65% entro maggio 2025. Ciò comporterà una graduale diminuzione della rata dei mutui che, nel caso del finanziamento preso in considerazione, potrebbe arrivare a un meno 67 euro tra dicembre e gennaio e a oltre meno 100 euro a maggio 2025.

Le offerte

  Il vento nuovo che ha cominciato a tirare si respira anche sul fronte dell’offerta. Un’inversione di tendenza si è registrata già ad inizio anno con le condizioni proposte dalle banche in particolare per i mutui a tasso fisso. Per un mutuo standard da 126mila euro in 25 anni si parte infatti da un TAN fisso pari al 2,55%, vale a dire una rata di 568 euro (a gennaio 2024 la miglior rata era pari a 604 euro).

In lieve ribasso anche i tassi variabili, che restano però sensibilmente più costosi rispetto a quelli fissi, con i migliori TAN che partono dal 4,49%, pari ad una rata di 693 euro.

Tasso fisso o variabile, quale è più vantaggioso?

 Non esiste una risposta univoca a questa domanda: molto dipende dagli scenari economici futuri, dalla propria propensione al rischio e dalle specifiche necessità del singolo caso.

Per avere un quadro più dettagliato delle proposte attuali delle principali banche operanti sul mercato, è possibile confrontare le offerte di mutuo prima casa su Facile.it per comparare le varie opzioni disponibili, sia a tasso fisso sia a tasso variabile. In questo modo è possibile simulare i diversi scenari in base alle proprie esigenze personali, tenendo però sempre bene a mente che entrambe le soluzioni possono avere pro e contro.

Ad oggi, infatti, i mutui a tasso fisso rappresentano una buona opportunità per chi debba accedere a un finanziamento: le banche offrono delle buone opzioni e, in un clima ancora di incertezze e totalmente in divenire, danno la certezza di una rata costante nel tempo, a prescindere dalle fluttuazioni del mercato. In vista però di una politica di tagli del costo del denaro da parte della Bce, il tasso variabile, che in un mercato stabile ha un “costo” inferiore, potrebbe tornare a essere una scelta vincente.

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