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Stellantis va a caccia di litio e lʼauto elettrica che si ricarica wireless

Nella Settimana dei Motori anche Iveco che riporta la produzione di autobus in Italia e gli 80 anni di Giacomo Agostini

Come già in Nord America, Stellantis va a caccia di litio.

Per produrre le batterie dei veicoli elettrici, il litio è il minerale più importante: ricarica più velocemente, è più leggero ed efficiente di altri minerali, assicura alle batterie un ciclo di vita più lungo e il suo smaltimento impatta di meno sullʼambiente. Sul litio (e altre cosiddette “terre rare”) il mondo dellʼauto sta affilando i coltelli…

Ufficio stampa

Per fronteggiare la sfida,

Stellantis investirà 50 milioni di euro in Vulcan Energy Resources

, diventandone il secondo maggiore azionista. Per i prossimi 10 anni lʼazienda australiana

Vulcan fornirà a Stellantis fino a 25.000 tonnellate dʼidrossido di litio

a basse emissioni di carbonio, come per 10 anni farà la Controlled Thermal Resources Ltd in Nord America.Vulcan ha di recente ottenuto dalla municipalità renana di

Landau

(Germania) la licenza per aumentare le trivellazioni nel suo campo dellʼAlto Reno, dove già produce energia geotermica. Unʼarea di 1.163 kmq, grande quanto la città di Roma!

Una trivella per lʼambiente

.


 


Fulmini e saette

‒ Restiamo sullʼauto elettrica ma da una prospettiva nuova:

chi lʼha detto che una colonnina è per sempre?

Non è mica il gioiello di famiglia che si tramanda di generazione in generazione. No, le colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (e i cavi) potrebbero avere il tempo contato, proprio come le pompe di benzina. Merito della

ricarica a induzione

(o dinamica), in pratica unʼauto elettrica corre sullʼasfalto e si ricarica in automatico grazie a bobine che, in modalità wireless, trasferiscono energia da sotto lʼasfalto alla batteria del veicolo. La tecnologia della ricarica a induzione già esiste, a

Goteborg 

la stanno sperimentando sui taxi elettrici che, però, devono fermarsi su una specie di piattaforma.
Tgcom24

Sullʼautostrada

A35 Brebemi

invece non serve più neanche fermarsi, anzi si può correre a tutta velocità perché con questo tipo di ricarica le batterie non si scaricano. Alle viste nuove saghe cinematografiche:

Fast and… charging!



Iveco non fugge da Foggia

‒ Dopo 11 anni Iveco torna a produrre autobus urbani, interurbani e turistici in Italia. La bella notizia ci arriva dalla richiesta di accesso che Iveco ha fatto ai Contratti di Sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito delle opportunità fornite dal

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

. Saranno coinvolti gli stabilimenti Iveco di Torino e Foggia, 6.000 dipendenti nel primo e 1.500 nel secondo. A Foggia saranno assemblati autobus elettrici e a idrogeno, ma anche con biocarburanti (biometano, biodiesel). Quando? Già nel 2023.

Sperando che la ripresa sia resiliente

.


 


Il rigore di Mino

‒ Il “bambino disubbidiente” che sfuggiva le paure del padre e iniziò a correre in moto compie 80 anni.

Giacomo Agostini

le ricorda ancora, le ricorda sempre, le parole del genitore: “Mino, non correre!”. Non le ascoltò. Piuttosto gli si addicevano quelle della canzone di De Gregori: “

Mino non aver paura…

”, e così salì in sella a una moto e non è sceso più! Correndo e vincendo, come nessuno più di lui, e mettendoci “coraggio, altruismo e fantasia”, come il Mino 12enne della canzone. Tutti i giorni, anche oggi appena può, sale in sella, perché non ci si può sottrarre al destino, quello che lʼavrebbe reso il più grande motociclista di tutti i tempi.



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