Trazione posteriore o 4x4?

La doppia sfida MINI alla 40° edizione della Dakar

Due modelli, Buggy e Rally, per il team X-raid

21 Dic 2017 - 11:49

Un esperimento per vedere le qualità dinamiche a confronto, trazione integrale e trazione posteriore, nella più impegnativa corsa del mondo: la Dakar. A farlo è MINI, che la Dakar lʼha vinta quattro volte di fila dal 2012 al 2015 e lʼanno scorso ha piazzato tre auto nei primi 10 posti della classifica.

La sfida di MINI e dellʼX-raid Team alla Dakar Rally 2018 verrà portata da due modelli: la John Cooper Works Rally a trazione integrale e la John Cooper Works Buggy a trazione posteriore. È la prima volta che unʼauto, plurivincitrice della corsa, viene proposta in due distinte versioni tecniche. La 40° edizione della Dakar partirà il prossimo 6 gennaio da Lima, capitale del Perù. MINI e il team tedesco X-raid stanno lavorando da un anno allʼimpegno, e alla fine hanno scelto per entrambi i modelli in gara il motore 6 cilindri in linea 3.0 diesel con doppio turbocompressore, in pratica la tecnologia TwinPower Turbo del gruppo BMW. Un motore forte di 340 CV di potenza e di una coppia massima di 800 Nm, letteralmente mostruosa.

A distinguere i modelli appunto la trazione a quattro ruote motrici per la Rally e posteriore per la Buggy. La partecipazione a una gara massacrante come la Dakar, che terminerà il 30 gennaio a Cordoba, in Argentina, richiede strutture super resistenti. Deserti, rocce, sassi e altezze fino ai 4.000 metri sul livello del mare sono il pane della lunghissima corsa. Le MINI impegnate hanno il telaio tubolare in acciaio, progettato appositamente, e una carrozzeria in plastica rinforzata con fibre di carbonio e Kevlar.

Il team X-raid ha selezionato in tutto 7 equipaggia per lʼedizione 2018 della Dakar. Tre gli equipaggi per la Buggy, pilotati da campioni come Mikko Hirvonen, Bryce Menzies e Yazeed Ali-Rajhi, quattro invece le Rally ai nastri di partenza, con al volante Orlando Terranova, Jakub Przygonski, Joan “Nani” Roma e Boris Garafulic.