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Writer italiano arrestato a Betlemme, lʼappello del padre: "Liberatelo"

Secondo Luigi Cerullo il figlio "non è un criminale" ma "un artista". Intanto è stata liberata la 17enne attivista palestinese dopo otto mesi di carcere scontati per avere schiaffeggiato soldati israeliani

Writer italiano arrestato a Betlemme, l'appello del padre: "Liberatelo"

Il padre di Jorit, il writer napoletano arrestato a Betlemme dalla polizia israeliana, ha lanciato sui social un appello per la liberazione del figlio. "Aiutatemi a liberare mio figlio", chiede l'uomo, Luigi Cerullo, in un post su Facebook, spiegando che il figlio è stato arrestato "come un criminale" mentre non è altro che un artista. E dice che gli sembra di impazzire per l'accaduto.

La madre: "E' un bravo ragazzo" - Vive ore di ansia e trepidazione anche la mamma di Jorit, Jeannine, che in un'intervista all'agenzia Ansa afferma: "Non sono riuscita a parlare direttamente con Jorit. Ho appreso dell'accaduto grazie ai social. Poi ci siamo contattati con whatsapp. Ci siamo scambiati alcuni messaggi. I contatti sono durati fino alle 22 di ieri sera. Poi più niente. E' un giovane interessato alla politica e agli eventi sociali. Non è superficiale, approfondisce tutto e si batte per la libertà e la democrazia. E' un bravo ragazzo - ripete -. E' generoso. Fate qualcosa per lui".

Arrestato per un murales - Jorit, insieme a un connazionale e a un palestinese, è stato arrestato per avere dipinto sul muro di separazione fra Israele e la Cisgiordania occupata un murales che ritrae il volto della 17enne Ahed Tamimi, icona della resistenza palestinese contro l'occupazione israeliana, che è stata liberata dopo otto mesi di carcere scontati per avere schiaffeggiato dei soldati israeliani nel cortile della sua casa di famiglia.

L'attivista palestinese rilasciata dopo 8 mesi - La ragazza e la madre, anche lei incarcerata a seguito dell'incidente, sono state trasferite dal penitenziario Sharon in Israele fino in Cisgiordania dove risiedono, come riferito da Assaf Librati, portavoce del carcere. Sono state quindi accompagnate fino al loro villaggio di Nabi Saleh. In lacrime, Ahed ha abbracciato gli altri componenti della famiglia e diversi attivisti palestinesi accorsi ad accoglierla. In conferenza stampa, la giovane ha detto di voler in futuro studiare legge "per difendere il mio popolo e la causa palestinese".

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