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Venezuela: la nuova Assemblea costituente occupa il Parlamento e si dichiara organismo supremo

La guardia nazionale ha impedito ai deputati antigovernativi lʼingresso nel Palazzo legislativo federale. Chi si oppone viene punito con il carcere, dura condanna dalle Nazioni Unite

Venezuela: la nuova Assemblea costituente occupa il Parlamento e si dichiara organismo supremo

Caos in Venezuela. ​La nuova Assemblea costituente promossa dal governo di Nicolas Maduro si è insediata nell'emiciclo del Palazzo federale legislativo, dove si svolgevano le sessioni del Parlamento unicamerale controllato dall'opposizione, e si è dichiarata organismo supremo. "Il potere costituito è subordinato a questa Assemblea", ha annunciato la presidente Delcy Rodriguez.

Dopo aver assunto la presidenza della Costituente, Rodriguez si è messa in contatto con Julio Borges, il presidente del Parlamento, controllato dall'opposizione, "per spiegargli la necessità di convivere con questo potere costituito, ma la sua risposta è che loro non intendono" accettare.

Parlamento diviso - A Caracas sono di fatto attive due Assemblee nazionali in aperto conflitto: da un lato il Parlamento controllato dalle formazioni anti-Maduro, dall'altro l'Assemblea costituente eletta il 30 luglio per volere del presidente chavista, con il compito di rivedere il funzionamento delle istituzioni repubblicane. L'Assemblea ha preso possesso del Palazzo federale dopo che la guardia nazionale ha impedito ai deputati antigovernativi l'ingresso.

Opposizioni sulle barricate - Inutili i tentativi di impedirne l'insediamento. "Non lasceremo il palazzo legislativo. Questo governo invade gli spazi che non è più in grado di ottenere legittimamente", ha detto il deputato Stalin Gonzalez, capogruppo del partito di maggioranza nell'opposizione. 

Chi si oppone viene arrestato - Intanto continuano le misure repressive contro l'opposizione nel giorno dell'insediamento della nuova Assemblea costituente. Ramon Muchacho, sindaco del municipio di Chacao nell'est di Caracas, è stato condannato dalla Corte suprema a 15 mesi di carcere per aver permesso manifestazioni contro il governo. Si tratta del terzo sindaco mandato in carcere nell'ultimo mese.

Onu: violati i diritti umani - Contro gli arresti illegittimi e le violenze delle forze di sicurezza ha preso posizione l'Onu, con un rapporto sulle violazioni dei diritti umani. Chacao è la zona in cui si sono sviluppate molte delle proteste degli ultimi quattro mesi, teatro di violenti scontri. Il sindaco ha pubblicato un messaggio attraverso i social network: "Veniamo condannati perché facciamo il nostro lavoro, perché garantiamo a tutti i venezuelani il diritto a protestare in modo pacifico e ad esercitare i propri diritti civili", ha scritto.

Dura condanna dalle Nazioni Unite - Una dura condanna al regime di Maduro è arrivata dalle Nazioni Unite, con dure prese di posizione da Ginevra e da New York. "La responsabilità per le violazioni dei diritti umani che stiamo registrando arriva ai più alti livelli di governo", ha dichiarato l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra 'ad Al Hussein. "La crisi venezuelana non può essere risolta con l'imposizione di misure unilaterali", ha avvertito il portavoce del segretario generale Onu, Antonio Guterres.

I leader dei Paesi sudamericani: Assemblea illegittima - I rappresentanti di 13 Paesi del continente sudamericano, riunitisi nella capitale peruviana Lima, hanno approvato una dichiarazione comune in cui si denuncia "l'interruzione dell'ordine democratico" in Venezuela e si dichiara "illegittima" l'Assemblea costituente promossa dal governo di Nicolas Maduro. Il testo contiene anche una forte condanna della "violazione sistematica dei diritti umani e delle libertà fondamentali".

Caracas replica: "Eseguono gli ordini degli Stati Uniti" - Il ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha denunciato che il vertice regionale tenutosi a Lima è servito per "creare una congiura contro l'unione della nostra America", lanciata da un gruppo di Paesi che "esegue gli ordini dell'imperialismo americano per continuare ad aggredirci".

Maradona con Maduro: "Venezuela libero" - Una voce fuori dal coro si è levata oggi in sostegno del governo Venezuelano. Diego Armando Maradona, in un messaggio su Facebook, si è dichiarato "chavista fino alla morte" e ha assicura che "quando Maduro lo ordinerà, io mi vestirò da soldato per un Venezuela libero, per combattere contro l'imperialismo e quelli che tentano di impossessarsi della nostra bandiera, che è la cosa più sacra che abbiamo".

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