LIVE
Ultimo aggiornamento: 8 ore fa

GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Venezuela, la Corte suprema dopo la cattura di Maduro: "Delcy Rodriguez presidente ad interim" |  Trump: "Faccia le cose giuste o pagherà prezzo alto" |  Rubio: "Successione non legittima"

Il presidente e sua moglie portati a New York e trasferiti al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn

04 Gen 2026 - 18:56
1 di 6
© Afp
© Afp
© Afp

© Afp

© Afp

Un assalto "senza precedenti" al Venezuela ordinato dal presidente Trump per catturare il presidente Maduro e la moglie, sorpresi nel sonno, incriminarli e processarli negli Stati Uniti per narcotraffico e terrorismo. "Siamo pronti a un nuovo attacco", annuncia il tycoon promettendo che gli Usa "gestiranno il paese fino alla transizione". "È arrivata l'ora della libertà", dice la premio Nobel per la pace e leader dell'opposizione Maria Corina Machado, pronta a governare, ma per Trump "non ha il sostegno necessario", mentre la Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la presidenza. Trump avverte: "Faccia le cose giuste o pagherà prezzo alto". Ma il segretario di stato Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia "la presidente legittima del Venezuela" poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. Nel blitz ci sarebbero stati, secondo il Nyt, almeno 40 morti fra militari e civili. Maduro e sua moglie sono arrivati a New York e trasferiti al Metropolitan Detention Center (Mdc), un carcere federale di Brooklyn.



Lunedì 5 gennaio alle 12 ora locale (le 18 italiane), Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores compariranno per la prima volta in tribunale a New York. A riportarlo la Cnn. Il presidente venezuelano deposto si preseenterrà davanti al giudice Alvin Hellerstein, della Corte per il distretto meridionale di New York. Il 63enne e la moglie devono rispondere delle accuse di narco-terrorismo, traffico internazionale di cocaina e uso di armi da guerra. 


La presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha telefonato alla leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado. Con lei, fa sapere in una nota Palazzo Chigi, Meloni si è confrontata "sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela". Nel corso della telefonata "è stato condiviso come l'uscita di scena di Nicolas Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto".


È salito il bilancio delle vittime dell'attacco statunitense in Venezuela. Dai 40 che erano, i morti sono raddoppiati toccando quota 80. A riportarlo il New York Times che citando fonti interne al governo venezuelano. Il bilancio potrebbe però salire ulteriormente e coinvolgerebbe sia personale militare che civili. 


Se Delcy Rodriguez "non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a The Atlantic, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. 


Il segretario di stato Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia "la presidente legittima del Venezuela" poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere. In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone "che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti". Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un'elezione.


"Le forze armate del Venezuela hanno garantito la continuità democratica e continueranno a farlo: chiamo il popolo alla pace e all'ordine e a riprendere le sue attività economiche, lavorative ed educative. La patria deve rimettersi in cammino". Lo ha detto Vladimir Padrino López, capo dell'esercito e Ministro della difesa del Venezuela.


L'organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e alleati (Opec+) ha confermato la decisione del 2 novembre 2025 di sospendere gli incrementi di produzione a febbraio e marzo 2026 "a causa della stagionalità", mantenendo la produzione stabile.


"Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo. Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro. Illuminanti al proposito le parole del Papa, che chiede di garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto". Così su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini.


Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, nel corso di un'intervista alla rete Abc News, ha evitato di rispondere direttamente alle domande sull'autorità legale invocata da Washington per le proprie azioni in Venezuela. Rubio ha poi sostenuto che gli Stati Uniti dispongono di provvedimenti giudiziari per mettere in quarantena il petrolio venezuelano. "Abbiamo ordini dei tribunali per mettere in quarantena il petrolio del Venezuela", ha affermato, spiegando che la misura avrebbe l'effetto di congelare l'economia del Paese "fino a quando non saranno soddisfatte le condizioni che sono nell'interesse nazionale degli Usa e nell'interesse del popolo venezuelano". Il segretario di Stato ha richiamato l'embargo petrolifero come principale strumento di pressione, spiegando che gli Stati Uniti intendono utilizzarlo come leva "fino a quando le persone che controllano le leve del potere in quel Paese non apporteranno cambiamenti che non siano solo nell'interesse del popolo del Venezuela, ma anche nell'interesse degli Stati Uniti".


Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolás Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Stati Uniti per un processo nel quale lo scorso giugno si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.


La Conferenza episcopale venezuelana (Cev) ha espresso la propria solidarietà al popolo del Paese sudamericano dopo gli eventi che hanno condotto alla cattura di Maduro e della moglie Cilia Flores da parte degli Stati Uniti. In un breve comunicato, i vescovi invitano alla calma, al senso di responsabilità e alla prudenza in una fase segnata da profonda incertezza politica e sociale. "La nostra preghiera - si legge nella nota ripresa dai principali media venezuelani indipendenti - è che Dio conceda ai venezuelani serenità, saggezza e fortezza per affrontare questo momento storico". La Cev richiama inoltre la necessità di evitare violenze e lacerazioni, sollecitando il rispetto della dignità di ogni persona e la ricerca del bene comune. L'episcopato ribadisce infine la propria vicinanza pastorale alla popolazione, auspicando un futuro fondato su pace, giustizia e riconciliazione nazionale.


Per quanto riguarda il Venezuela, "voglio esprimere il sostegno dell'intero governo (israeliano) alla decisione ferma e all'azione decisa degli Stati Uniti per riportare libertà e giustizia anche in questa parte del mondo". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo quanto riportato in una nota del suo ufficio. "Devo dire che in America Latina in questo momento c'è un cambiamento visibile e diversi Paesi stanno tornando all'asse americano e (...) al legame con lo Stato di Israele", ha affermato Netanyahu. "Lodiamo il presidente Trump per la sua decisione e rendiamo omaggio anche alle forze armate statunitensi che hanno eseguito un'operazione perfetta", ha aggiunto il premier.


"Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela", ha detto il Papa durante l'Angelus. "Il bene dell'amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica".


La Corea del Nord ha denunciato la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti come una "grave violazione della sovranità", secondo i media statali. Il Ministero degli Esteri di Pyongyang "condanna fermamente l'azione a perseguimento dell'egemonia da parte degli Stati Uniti commesso in Venezuela", ha affermato un portavoce del Ministero in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale Kcna. "L'incidente è un altro esempio che conferma chiaramente ancora una volta la natura canaglia e brutale degli Stati Uniti", ha aggiunto.


L'Opec+ manterrà probabilmente la produzione di petrolio stabile nella riunione di oggi, nonostante le tensioni politiche tra i membri chiave - Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti - e la cattura da parte degli Stati Uniti del presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Lo hanno reso noto alcuni delegati in dichiarazioni rilasciate a Bloomberg e Reuters. Gli otto Paesi (Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Kazakistan, Kuwait, Iraq, Algeria e Oman) a novembre hanno concordato di sospendere gli aumenti della produzione per gennaio, febbraio e marzo. È improbabile quindi che la riunione di oggi apporti modifiche a tale politica. Il Venezuela possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo, superiori persino a quelle dell'Arabia Saudita. La produzione del Paese è però crollata negli ultimi decenni a causa di anni di cattiva gestione e sanzioni.


Human Rights Watch (Hrw) ha espresso forte preoccupazione per gli attacchi militari condotti dagli Stati Uniti in Venezuela e per la cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores, affermando che il Paese necessita di una rapida transizione democratica fondata sul rispetto dei diritti umani e guidata dai venezuelani stessi. Secondo Juanita Gobertus, direttrice per le Americhe di Human Rights Watch, "dopo decenni di brutale repressione sotto il chavismo, i venezuelani meritano una transizione rapida verso una democrazia rispettosa dei diritti, guidata dai venezuelani, in cui siano garantite le libertà fondamentali, il diritto a elezioni libere e corrette, la liberazione dei prigionieri politici e l'accertamento delle responsabilità per le gravi violazioni dei diritti umani".


Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha definito l'operazione militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro come "l'esatto opposto" dell'invasione dell'Iraq. Lo ha fatto ieri sera, 3 gennaio, in un'intervista rilasciata all'emittente "Cbs". "Abbiamo passato decenni, pagando con il sangue, senza ottenere nulla dal punto di vista economico. Il presidente Donald Trump ha ribaltato lo schema", ha affermato Hegseth, rispondendo alle domande del conduttore Tony Dokoupil. Secondo il capo del Pentagono, attraverso un'azione strategica Washington sarebbe in grado di garantirsi l'accesso a "ricchezza e risorse aggiuntive", consentendo a un Paese di valorizzarle "senza dover spargere sangue statunitense".


L'ex vicepresidente degli Stati Uniti e candidata democratica alla presidenza nel 2024, Kamala Harris, ha definito "illegale e imprudente" l'operazione militare condotta dagli Usa in Venezuela. In un messaggio pubblicato nella notte di domenica sui social, Harris ha riconosciuto che Nicolás Maduro è "un dittatore brutale e illegittimo", ma ha aggiunto che ciò "non cambia il fatto che questa azione sia stata sia illegale sia sbagliata". "Abbiamo già visto questo film: guerre per il cambio di regime o per il petrolio, presentate come dimostrazioni di forza e finite nel caos, mentre le famiglie americane ne pagano il prezzo", ha scritto. Secondo Harris, "i cittadini statunitensi non vogliono questo e sono stanchi di essere presi in giro". "Non si tratta di droga o di democrazia. Si tratta di petrolio e del desiderio di Donald Trump di atteggiarsi a uomo forte nella regione", ha aggiunto. L'ex vicepresidente ha inoltre accusato il presidente di "mettere a rischio le truppe, spendere miliardi di dollari, destabilizzare una regione e non offrire alcuna base legale, alcun piano di uscita e alcun beneficio per il Paese". Le dichiarazioni arrivano mentre Harris continua a lasciare aperta la possibilità di una nuova candidatura presidenziale: in un'intervista rilasciata a ottobre alla rete britannica "Bbc", l'ex vicepresidente aveva affermato di "non aver chiuso", senza escludere un nuovo impegno elettorale.


Si sono svolte numerose proteste negli Stati Uniti, dopo l'operazione militare del presidente Donald Trump in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Lo riporta la Cnn spiegando che nelle principali metropoli come Washington, New York, Boston, Chicago e Los Angeles, hanno sfilato centinaia di persone esponendo cartelli con frasi come "Nessuna guerra al Venezuela" e "Giù le mani degli Stati Uniti dall'America Latina".


Starlink ha annunciato su X che fornirà "servizi di banda larga gratuiti ai cittadini venezuelani fino al 3 febbraio", dopo l'attacco americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro. L'azienda di Elon Musk ha sottolineato di voler garantire "una connettività continua" nel Paese. Lo stesso Musk ha commentato su X l'annuncio, scrivendo: "A sostegno del popolo del Venezuela".


Stop alle restrizioni Usa dello spazio aereo sui Caraibi. Il segretario ai trasporti Sean Duffy ha scritto in un post su X che le restrizioni iniziali sono scadute a mezzanotte (le 6.00 in Italia), e i voli sono potuti riprendere come previsto. "Le compagnie aeree sono informate e aggiorneranno rapidamente i loro programmi".


La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di rilasciare "immediatamente" il presidente venezuelano Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores, attualmente detenuti negli Usa. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese. In una nota, Pechino ha invitato Washington a "garantire la sicurezza personale del presidente Maduro e della moglie, a procedere al loro rilascio immediato, a cessare i tentativi di sovvertire il regime venezuelano e a risolvere la questione attraverso il dialogo e la negoziazione". Il documento ribadisce le posizioni già rese note dalla Cina, che si è detta "profondamente scioccata" e ha "condannato con fermezza l'uso palese della forza da parte degli Stati Uniti contro uno Stato sovrano".


Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è stato condotto al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dopo essere arrivato in elicottero a New York, dove sarà chiamato a rispondere alle accuse federali di narcotraffico e possesso di armi. La Casa Bianca ha pubblicato il video che mostra l'arrivo di Maduro sotto la didascalia "Perp walks" (la passeggiata dell'imputato, ndr): il leader venezuelano, ammanettato, cammina tra gli agenti della Dea (Drug Enforcement Administration), in un corridoio su un tappeto la scritta "DEA NYD". Rivolgendosi ai presenti, Maduro augura "Buonanotte e Buon anno".


"L'azione militare condotta in Venezuela dall'amministrazione Trump, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e Cilia Flores, solleva gravi preoccupazioni per i diritti umani della popolazione venezuelana. Con estrema probabilità essa costituisce una violazione del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite, così come lo è l'intenzione dichiarata dagli Stati Uniti di gestire il Paese e di controllarne le risorse petrolifere". Così afferma in una nota Amnesty International, che si dice poi "particolarmente preoccupata per il rischio di un'ulteriore escalation delle violazioni dei diritti umani nel Paese, che potrebbe scaturire sia da nuove operazioni statunitensi, sia dalla risposta del governo venezuelano agli attacchi degli Stati Uniti". Amnesty International esorta il governo degli Stati Uniti a "rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani, a dare priorità alla protezione della popolazione civile e a garantire i diritti umani di tutte le persone private della libertà, comprese le garanzie processuali e il diritto a un trattamento umano".


Zohran Mamdani, neo sindaco di New York, ha chiamato personalmente Donald Trump per esprimere la sua contrarietà all'operazione messa in atto dalla Casa Bianca in Venezuela. "Ho chiamato il presidente e ho parlato direttamente con lui per esprimere la mia opposizione a questo atto", ha detto Mamdani durante una conferenza stampa riportata dai media americani. Mamdani ha aggiunto di aver detto al presidente di essere contrario "a un tentativo di cambio di regime e alla violazione del diritto federale e internazionale". I collaboratori di Mamdani hanno spiegato che la conversazione è stata "breve". "Ho espresso chiaramente la mia opposizione ed è finita lì", ha dichiarato il sindaco di New York.


Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano, Yvan Eduardo Gil Pinto, ha definito il raid americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro "un chiaro esempio di terrorismo di Stato e un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del popolo venezuelano". Araghchi - sottolinea l'agenzia Irna - ha sottolineato il sostegno dell'Iran al popolo e al governo eletto del Venezuela.


Dal governo cinese arriva agli Stati Uniti la richiesta di liberazione immediata del presidente venezuelano.

La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la presidenza, dopo la cattura da parte degli Usa del presidente Maduro. La Corte ha stabilito "che Rodriguez assuma ed eserciti in qualità di responsabile tutte le attribuzioni, i doveri e i poteri inerenti alla funzione di presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela al fine di garantire la continuità amministrativa e la difesa integrale della nazione". I giudici non hanno ancora dichiarato Maduro definitivamente decaduto, il che avrebbe comportato l'indizione di elezioni anticipate entro 30 giorni.


Secondo un rapporto pubblicato dal New York Times "almeno 40 persone, tra civili e soldati", sono state uccise durante il raid americano contro il Venezuela che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro. Lo ha affermato un funzionario di Caracas in forma anonima al quotidiano americano.

Ti potrebbe interessare