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Usa, un 34enne mangia il peperoncino superpiccante e finisce in ospedale

Dolori lancinanti alla testa e conati senza vomito i sintomi, prolungati nel tempo, che hanno portato lʼuomo in Pronto soccorso. La spezia Carolina Reaper gli aveva ristretto le arterie nel cervello

Usa, un 34enne mangia il peperoncino superpiccante e finisce in ospedale

Ha mangiato il peperoncino più piccante del mondo, il "Carolina Reaper", ed è finito in ospedale con dolori lancinanti alla testa. Protagonista della disavventura, un americano di 34 anni, al quale i medici del Bassett Medical Center hanno diagnosticato un mal di testa "a rombo di tuono" e una vasocostrizione cerebrale reversibile: diverse arterie nel suo cervello, cioè, si erano temporaneamente ristrette a causa del consumo del peperoncino.

Il racconto della vicenda è finito su Bmj Case Reports, una rivista Usa che illustra diversi casi legati a malattie "anomale". Tra i quali anche quello del 34enne. I dolori terribili che l'uomo ha dovuto sopportare erano dovuti proprio all'assunzione di quel Carolina Reaper. Immediatamente il 34enne ha avuto conati senza vomito, poi ha sentito un forte dolore al collo, associato a episodi di mal di testa molto dolorosi che duravano solo pochi secondi, nei giorni successivi.

I sintomi erano così violenti che l'uomo ha pensato di rivolgersi al Pronto soccorso, dove i medici lo hanno sottposto anche a test per malattie neurologiche. Una Tac ha mostrato la restrizione di diverse arterie nel cervello: in seguito all'esito di questo esame i medici hanno diagnosticato per il paziente un mal di testa a "rombo di tuono", seguito appunto alla sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile. Tale sindrome può essere scatenata da alcuni farmaci o da droghe.

Questo è il primo caso legato al consumo di peperoncino, dicono gli autori, anche se sottolineano che mangiare pepe di cayenna è stato già collegato a un'improvvisa costrizione dell'arteria coronaria. L'uomo ora sta bene: i sintomi sono passati da soli e dopo cinque settimane le arterie sono tornate alla loro larghezza normale.

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