Usa, Christa Pike sopravvive all'iniezione letale: fallita l'esecuzione capitale
Il farmaco letale è stato somministrato nonostante, nella mattinata di mercoledì, a un'ora dall'esecuzione, la pratica fosse stata fermata da una corte federale d'appello che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa
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Christa Pike, la 50enne condannata per l'uccisione della 19enne Colleen Clemmer, è sopravvissuta all'esecuzione capitale in Tennessee. Alla donna sono state iniettate due dosi di pentobarbital ma, ciononostante, il suo sistema respiratorio ha continuato a funzionare. Di conseguenza, Pike è stata trasportata in ospedale a bordo dei mezzi di soccorso giunti presso il carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville nel quale è rinchiusa. Il farmaco letale è stato somministrato nonostante, nella mattinata di mercoledì, a un'ora dall'esecuzione, la pratica fosse stata fermata da una corte federale d'appello che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa.
Pike sopravvissuta a due iniezioni letali
Christa Pike è sopravvissuta alla somministrazione dell’iniezione letale, o meglio... alle iniezioni letali. Entro le 20.26 di mercoledì alla donna sono state infatti iniettate due siringhe di pentobarbital - un barbiturico ad azione rapida - ma, ciononostante, la 50enne era ancora in grado di respirare. Pike non avrebbe infatti perso definitivamente conoscenza tanto che, i testimoni presenti nella sala di osservazione, hanno riferito di averla sentita russare regolarmente. L'esecuzione della condanna a morte è stata quindi fermata e la è stata trasferita in ospedale a bordo dei mezzi di soccorso giunti presso il carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. Nel frattempo, il governatore Bill Lee ha ordinato un'indagine indipendente e sospeso le altre esecuzioni previste nello Stato del Tennessee per il resto dell'anno.
La precedente sospensione dell'esecuzione
La vicenda dell'esecuzione di Christa Pike si è sviluppata nell'arco dell'intera giornata di mercoledì. L'iniezione letale, inizialmente prevista per le 10 del mattino (ora locale), era stata sospesa un'ora prima da una corte federale d'appello che aveva chiesto tempo per esaminare un nuovo ricorso della difesa. Il Tennessee si è però rivolto alla Corte suprema degli Stati Uniti che, alcune ore dopo, ha annullato lo stop e autorizzato lo Stato a procedere.
Il protocollo del Tennessee: esclusivamente pentobarbital
Il protocollo di esecuzione del Tennessee prevede l'impiego esclusivo del pentobarbital. Il primo ciclo prevede due siringhe contenenti complessivamente 5 grammi del farmaco, precedute e seguite da soluzione salina. Se il condannato è ancora vivo dopo il periodo di attesa e il controllo medico, è previsto un secondo set di siringhe. Allo stato attuale non è stato ancora chiarito ufficialmente se a Pike sia stato somministrato anche un secondo ciclo.
Il precedente fallimento, sempre in Tennessee
Gli avvocati della donna avevano avvertito prima dell'esecuzione delle difficoltà legate all'accesso venoso della donna e avevano contestato il protocollo. Dopo il fallimento della procedura i legali hanno presentato nuovi ricorsi d'emergenza sostenendo che la loro assistita era stata sottoposta a sofferenze inutili. Si tratta del secondo tentativo di esecuzione fallito quest'anno in Tennessee. A maggio un'altra procedura era stata interrotta perché il personale sanitario non era riuscito a stabilire una seconda linea endovenosa e successivamente una linea venosa centrale. In quel caso il farmaco non era neanche stato somministrato.
