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Usa, due stragi in 13 ore tra Texas e Ohio: 29 i morti

Per la prima cʼè già una pista legata al suprematismo bianco. Ancora buio fitto invece sullʼultima sparatoria, accaduta poco dopo la mezzanotte a Dayton

Due stragi a meno di 13 ore l'una dall'altra tra Texas e Ohio, per un totale di 29 morti ed oltre 50 feriti, seminano emozione ma anche indignazione negli Usa, dove sullo sfondo della campagna elettorale si riaccende il dibattito sulle armi da fuoco e sulla retorica incendiaria di Donald Trump, con i suoi risvolti razzisti e xenofobi.

Per la prima c'è già una pista legata al suprematismo bianco, una risposta "contro l'invasione ispanica del Texas". Ancora buio fitto invece sull'ultima sparatoria, accaduta poco dopo la mezzanotte a Dayton, cittadina di circa 140mila abitanti nel cuore del Midwest, dove un uomo armato pesantemente ha seminato il panico in un animato quartiere notturno, vicino al bar Ned Peppers.

La strage di Dayton - "In meno di un minuto i primi poliziotti sul posto lo hanno ucciso", ha raccontato la sindaca della città, Nan Whaley. "Se non fossero stati lì avremmo potuto avere centinaia di vittime", ha aggiunto. In effetti in meno di un minuto sono morte nove persone (tra i 25 e 57 anni), tra cui la sorella del killer, mentre altre 27 sono rimaste ferite.

Il killer di Dayton - Gli investigatori lo hanno poi identificato come Connors Betts, un giovane bianco di 24 anni, residente a Bellbrook, a circa 40 km a sud di Dayton. Secondo la Cbs, non aveva precedenti penali. Ora si scava sulla sua vita e sui suoi account social per capire il movente dell'attacco. Quando è entrato in azione, con un giubbotto antiproiettile, aveva un fucile automatico d'assalto con 100 proiettili.

Fucile comprato online - Il fucile calibro 223 usato da Connor Betts era stato comprato online in Texas e gli era stato inviato tramite un rivenditore locale. Lo ha riferito il capo della polizia di Dayton, aggiungendo che non risultano precedenti che impedissero al giovane di acquistare l'arma e i proiettili.

La strage di El Paso - Meno di 13 ore prima la strage in un supermercato Walmart dentro il centro commerciale Cielo Vista di El Paso, la città del candidato presidenziale dem Beto O'Rourke, vicino al quel confine col Messico che ossessiona Trump e dove si trova anche un centro di detenzione per i migranti. In totale 20 morti, tra cui alcuni bambini, e 26 feriti (anche tre messicani). Tutti in gran parte ispanici.

Il killer di El Paso - A fare fuoco con un fucile automatico per circa un'ora, sabato mattina, è stato Patrick Crusius, un giovane bianco di 21 anni, residente con i genitori ad Allen, a mezzora da Dallas e a più di nove ore d'auto dalla città della strage. Non è chiaro se Crusius avesse qualche connessione con l'area di El Paso. La procura texana ha annunciato che chiederà per lui la pena di morte e che il massacro è trattato come terrorismo domestico e crimine d'odio.

Strage legata al suprematismo - Gli investigatori sospettano che sia l'autore di un manifesto razzista e suprematista - non firmato - postato online una ventina di minuti prima della sparatoria. "Questo attacco è una risposta all'invasione ispanica del Texas", scrive l'autore, che afferma di sostenere il killer delle moschee di Christchurch (Brenton Tarrant) e il suo manifesto, basato sulla teoria suprematista bianca della "Grande sostituzione", promossa dallo scrittore francese Renaud Camus, secondo cui le elite del vecchio continente stanno lavorando per sostituire gli europei con immigranti provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa.

Nel documento, postato nel forum online 8Chan, lo stesso usato da Tarrant, si parla dettagliatamente di un piano per separare l'America in territori in base alla razza e si ammonisce che i bianchi saranno sostituiti da stranieri. "Se possiamo sbarazzarci di abbastanza persone, allora il nostro modo di vivere può essere più sostenibile", si legge.

Gli account social di Crusius contengono invece retweet di Trump, post sul muro al confine col Messico e attacchi al candidato presidenziale Bernie Sanders e alla speaker della Camera Nancy Pelosi. Tutti elementi che stanno mettendo in imbarazzo il presidente, il quale si è affrettato a chiarire su Twitter che condanna i crimini d'odio. Ma per il resto solo bandiere a mezz'asta e la preghiera che "Dio benedica la gente di El Paso e di Dayton", mentre i candidati presidenziali dem attaccano frontalmente lui e i repubblicani che in Senato bloccano l'approvazione di una legge per rafforzare i controlli sui precedenti di chi acquista armi.

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