IL BRACCIO DI FERRO

Usa, la Corte Suprema si pronuncerà sui limiti allo ius soli imposti da Trump

Il tribunale deciderà sulla legittimità del piano del presidente americano sulla riduzione del diritto alla cittadinanza automatica per chiunque nasca negli Usa

06 Dic 2025 - 07:47
 © Ansa

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare un caso in merito al diritto costituzionale alla cittadinanza per alcuni bambini nati negli Stati Uniti. Nel suo primo giorno in carica a gennaio, il presidente Donald Trump aveva firmato un'ordinanza per porre fine alla cittadinanza per nascita per coloro che sono nati da genitori che si trovano illegalmente nel Paese, ma la decisione era stata bloccata da diverse corti di grado inferiore.

Ricorso accolto

 I massimi giudici americani hanno accolto un ricorso del dipartimento di Giustizia contro la sentenza di un tribunale di grado inferiore che aveva bloccato l'ordine esecutivo del presidente che imponeva alle agenzie di non riconoscere la cittadinanza ai bambini nati negli Stati Uniti se nessuno dei genitori era cittadino americano o residente permanente legale, ovvero titolare della green card. La corte aveva stabilito che la decisione di Trump violava il XIV emendamento della Costituzione e la legge federale che codifica dello ius soli.

Quando ci sarà la sentenza

 Non è stata ancora fissata una data per la discussione della Corte Suprema: la sentenza arriverà probabilmente tra qualche mese. I giudici hanno annunciato che affronteranno la questione con discussioni probabili ad aprile 2026 e una decisione prevista entro la fine di giugno 2026. Qualunque decisione della Corte potrebbe avere importanti implicazioni per le politiche di contrasto all'immigrazione da parte di Trump.

Lo stop allo ius soli

 Trump firmò l'ordine esecutivo che metteva fine allo ius soli il suo primo giorno di ritorno alla Casa Bianca. In base al provvedimento è stata messa fine alla cittadinanza per diritto di nascita se i bambini nati sul suolo americano non hanno almeno un genitore con status legale permanente. La nuova politica, che rispettava una promessa elettorale, non è mai entrata in vigore a causa di una serie di ricorsi legali.

La battaglia sullo ius soli

 La battaglia sulla cittadinanza per diritto di nascita era già approdata alla Corte Suprema quest'anno ma, con una sentenza di 6 a 3 sostenuta dalla sua maggioranza conservatrice, aveva indebolito il potere dei giudici federali su una serie di questioni senza stabilire se l'ordine del tycoon di limitare lo ius soli fosse legale o meno.

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