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Ue, cʼè accordo tra Parigi e Berlino su eurobudget

Intesa sulla linea tedesca che prevede lʼaccesso allʼeurobudget solo per chi fa le riforme indicate nellʼambito del semestre europeo

Ue, c'è accordo tra Parigi e Berlino su eurobudget

Germania e Francia si sono accordate sulla proposta sull'eurobudget, in linea con quanto annunciato due giorni fa dal ministro tedesco Olaf Scholz. Secondo quanto riportato dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'eurobudget sarebbe parte del bilancio Ue e sarebbe concepito per sostenere le riforme nazionali. Si afferma quindi la linea tedesca, che prevede l'accesso all'eurobudget solo per chi fa le riforme indicate nell'ambito del semestre europeo.

Il documento redatto da Francia e Germania viene così considerato la base per la trattativa con gli altri ministri delle finanze dell'eurozona.

Le fonti di finanziamento - Come possibili fonti di finanziamento del budget, Berlino e Parigi citano tre opzioni: la tobin tax, contributi dal bilancio Ue, o mezzi che arrivino dall'"Ue Invest", programma che succede al cosiddetto fondo Juncker. Un finanziamento attraverso il credito viene invece escluso. I fondi diventerebbero accessibili solo a riforme fatte: si istituirebbe su questo punto un legame vincolante.

L'incontro a Berlino e le anticipazioni di Scholz - Martedì il ministro delle Finanze francese Bruno le Maire era stato a Berlino, per presentare con Scholz un patto sulla politica industriale comune, nell'ambito della stretta collaborazione franco-tedesca rilanciata negli ultimi mesi fra l'altro dall'accordo di Aquisgrana. Nell'occasione i due ministri si erano confrontati ancora una volta sull'eurobudget, arrivando di fatto ad una intesa, come poi rivelato da Scholz il giorno dopo.

Nell'ambito di questo incontro i ministri hanno rilanciato anche la questione dell'adeguamento delle regole antitrust europee, alla luce della necessità di avere campioni dell'Ue in grado di affrontare il mercato globale. Un tema divenuto cruciale per le due capitali, dopo la bocciatura della fusione Siemes-Alstom, contestata da entrambi i governi come frutto di una impostazione troppo limitativa delle regole europee.

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