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TikTok, volti truccati e pigiami a righe: pioggia di critiche per la challenge che ricorda la Shoah

Il museo memoriale di Auschwitz protesta con il social, parlando di "unʼiniziativa offensiva e dolorosa" Lʼapplicazione cinese corre ai ripari cancellando lʼhashtag

Una nuova tendenza che dagli Stati Uniti rischia di arrivare fino nel nostro Paese passando ancora una volta per TikTok, il social network utilizzato soprattutto dai ragazzi della Generazione Z. La challenge in questione trasforma i personaggi dei video in vittime dell'olocausto, e ha subito generato l'indignazione collettiva. Occhiaie disegnate con il trucco, volto emaciato, pigiama a righe e stella di David disegnata sul petto. Nei pochi secondi di video, il racconto della deportazione e dello sterminio nelle docce. 

La ricostruzione - "Un giorno portarono me e la mia famiglia in un posto strano. Una volta arrivati, ci assegnarono un numero e delle divise". La narrazione degli utenti di TikTok, per quanto varia, racconta il calvario che nella prima metà del Novecento portò allo sterminio di oltre sei milioni di persone. "Eravamo costretti a lavorare, mangiavamo molto poco. Un giorno ci costrinsero a entrare in una doccia e poi...".

 

Le polemiche - Non è chiaro cosa abbia spinto i giovani a portare alla ribalta questo trend: da inizio maggio a oggi il "gioco" ha però riscosso sul web un discreto successo ma ha anche fatto scattare l'allarme di alcune associazioni e istituzioni. Fra i primi a criticare aspramente questa iniziativa il museo di Auschwitz, che l'ha definita "offensiva e dolorosa". "Mentre alcune persone si sforzano in tutti i modi per sensibilizzare ed educare sull'orrore della Shoah, in questo caso i video sono pericolosamente vicini se non già oltre il confine della banalizzazione della storia", ha dichiarato il memoriale tramite il suo profilo Twitter. 

 

TikTok corre ai ripari - Negli Stati Uniti la piattaforma social ha già eliminato gli hashtag di riferimento della challenge, nel tentativo di limitare la diffusione del fenomeno. Inoltre, l'applicazione di proprietà di ByeDance ha dichiarato di aderire al Codice di Condotta della Commissione Europea, che ha l'obiettivo di contrastare l'incitamento all'odio online. 

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