Condannato per aver ucciso una ragazza nel 2001, ha chiesto un rinvio dell'esecuzione di 30 giorni per poter diventare donatore vivente "per chiunque abbia urgente bisogno di un trapianto"
Ramiro Gonzales © Facebook
Ramiro Gonzales, detenuto texano condannato a morte, ha chiesto un rinvio dell'esecuzione per poter donare un rene. L'iniezione letale era fissata per il 13 luglio ma gli avvocati di Gonzales, tramite una lettera al governatore repubblicano Greg Abbott, hanno fatto richiesta di una proroga di 30 giorni.
Un candidato eccellente - I legali di Gonzales sostengono che l'uomo sia stato riconosciuto come "candidato eccellente", un donatore vivente "per qualcuno che abbia urgente bisogno di un rene". Le valutazioni dei medici del team dell'Università del Texas Medical Branch hanno infatti rilevato nel detenuto un gruppo sanguigno raro.
L'atto altruistico - Nella lettera inviata al governatore, gli avvocati di Ramiro Gonzales hanno incluso un appello di Michael Zoosman, pastore ebreo che ha tenuto una lunga corrispondenza con il carcerato. Il religioso non ha dubbi sulle intenzioni di Ramiro, affermando che: "Il desiderio di Ramiro di essere un donatore di rene altruistico non è motivato da un tentativo dell'ultimo minuto di fermare o ritardare la sua esecuzione".
Chi è il condannato a morte - Cinque anni dopo i fatti, nel 2006, Ramiro Gonzales confessò di aver rapito poi violentato e ucciso la diciottenne Bridget Townsend. Gonzales non si pentì mai dei propri crimini, arrivando a dichiarare che "era la sola cosa giusta da fare". Fu proprio lui a condurre lo sceriffo della contea di Bandera al corpo decomposto di Bridget, aveva nascosto in un ranch dove lavorava il padre. Nel 2002 si era macchiato di un altro delitto, il rapimento e lo stupro di un'agente immobiliare della contea di Bandera. Condannato a due ergastoli avrebbe dovuto ricevere l'iniezione letale il 10 agosto del 2006, ma la pena capitale venne posticipata.