Terremoto in Venezuela, le vittime accertate salgono a 2.954 | Fermato e rilasciato "El Topo": denunciò i ritardi del governo
Il volontario simbolo dei soccorsi torna libero dopo due giorni. Intanto proseguono gli aiuti internazionali
© Afp
Il bilancio del terremoto in Venezuela continua ad aggravarsi. A quasi una settimana dalle violente scosse del 28 giugno, il presidente dell'Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, ha aggiornato il numero delle vittime: i morti sono saliti a 2.954, mentre i feriti hanno raggiunto quota 16.592. Numeri che confermano la gravità dell'emergenza umanitaria provocata dal doppio sisma, con migliaia di persone ancora alle prese con le conseguenze della devastazione. Le autorità e i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie nel tentativo di individuare eventuali superstiti e garantire aiuti alle comunità rimaste senza casa.
Chi è "El Topo" e perché è stato fermato
Tra i protagonisti delle operazioni di soccorso dopo il terremoto in Venezuela c'è Wilmer Antonio Cruz, conosciuto come "El Topo de La Guaira". Armato di un piccone e con mezzi di fortuna, il volontario è diventato il simbolo della solidarietà tra i sopravvissuti, ma anche una delle voci più critiche nei confronti delle autorità. Attraverso una serie di video pubblicati sui social ha denunciato la scarsità di macchinari pesanti, l'assenza di attrezzature specializzate e i ritardi negli interventi governativi, mostrando le ferite riportate alle mani durante i soccorsi.
Poco dopo quelle dichiarazioni, Cruz è scomparso per circa due giorni. Secondo la denuncia dei familiari, rilanciata dall'organizzazione per i diritti umani Provea, sarebbe stato prelevato a Caraballeda da uomini in abiti neri senza identificazione, che si sarebbero qualificati come agenti della direzione delle Indagini criminali della Polizia nazionale bolivariana.
Alcuni testimoni raccontano che, prima di essere portato via senza spiegazioni, gli era stato promesso un martello pneumatico per proseguire gli scavi. La vicenda ha suscitato forti preoccupazioni e ha spinto diverse organizzazioni a chiedere chiarimenti sulle sue condizioni. Nelle ultime ore si è appreso che "El Topo" è stato rilasciato con misure cautelari ed è accusato di presunto furto. Nel primo video diffuso dopo la liberazione, ha ringraziato chi ha chiesto il suo rilascio, assicurando di voler continuare a raccontare la situazione nelle aree colpite dal terremoto.
Continuano gli aiuti internazionali
Mentre il bilancio del terremoto continua a salire, prosegue anche la mobilitazione internazionale a sostegno del Venezuela. L'Uruguay ha avviato un ponte aereo umanitario che trasporterà oltre 60 tonnellate di medicinali, alimenti, prodotti per l'igiene e materiali destinati ai soccorsi. Il Cile ha inviato un terzo carico di assistenza all'aeroporto di Maiquetía con 13,4 tonnellate di forniture, tra cui 35 mila dosi di vaccini, farmaci, dispositivi medici e generi alimentari, dopo aver già schierato squadre di soccorritori nei giorni successivi al sisma.
Anche l'Ecuador ha fatto partire un quarto volo con altre otto tonnellate di beni di prima necessità, superando le 30 tonnellate complessive di aiuti destinati al Paese, riportando inoltre a casa i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di ricerca e salvataggio. Infine, la Repubblica Dominicana ha annunciato l'allestimento di un ospedale mobile nell'area di La Guaira con un'equipe composta da 40 operatori sanitari, insieme all'invio di 42 mila dosi di vaccini e altro materiale medico per ridurre il rischio di epidemie tra gli sfollati.
