Caos in Venezuela dopo il terremoto devastante che ha provocato al momento 1.450 vittime accertate, 3150 i feriti. Si scava anche a mani nude tra le macerie dei palazzi. A quattro giorni dalle scosse che hanno devastato la regione sono due i ragazzi estratti vivi dalle macerie nello stato di La Guaira. Nelle ultime ore estratti vivi anche un padre con suo figlio adolescente. "In questo momento, ogni vita è fonte di speranza per il Venezuela" ha detto la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez. I vigili del fuoco italiani individuano tre persone in vita a La Guaira.
I vigili del fuoco italiani stanno lavorando sulla segnalazione di una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto, cittadina dello Stato di La Guaira, l'area del Venezuela maggiormente colpita dal sisma. I vigili del fuoco sono all'interno della struttura per rilevare segnali di vita delle tre persone. Secondo quanto si apprende, la donna, di 30 anni, avrebbe comunicato con l'esterno attraverso alcuni messaggi whatsapp in cui avrebbe detto di essere bloccata all'interno con due dei suoi tre figli.
I vigili del fuoco all'interno dello stabile hanno avuto risposte dalla donna intrappolata all'interno della struttura insieme con due dei suoi tre figli. "Abbiamo avuto risposte consapevoli, segnali coscienti - spiega il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari -. Abbiamo battuto ad una porta e la donna ci ha risposto più volte". Al momento però non ci sono risposte da parte dei bambini, la cui presenza è stata segnalata solo dalla madre attraverso messaggi WhatsApp con i parenti all'esterno.
Un uomo e suo figlio adolescente sono stati appena tirati fuori dalle macerie quasi quattro giorni dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo riferiscono i giornalisti AFP a Caraballeda. Gli uomini delle squadre di soccorso americane e francesi hanno fatto scendere dall'ammasso di macerie, il giovane e suo padre, entrambi nudi su barelle, circondati da decine di persone.
Sale ancora il numero delle vittime del terremoto in Venezuela. Lo conferma Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana: "Ci sono al lavoro oltre 25mila uomini per i soccorsi per salvare vita. Abbiamo di fronte ore cruciali. La cifra dei morti è salita a 1450, 3150 feriti, 764 edifici danneggiati".
La presidente incaricata del Venezuela Delcy Rodríguez ha ispezionato il centro di raccolta principale nel Complesso Sportivo José María Vargas, nello Stato di La Guaira, per supervisionare la ricezione e la distribuzione degli aiuti agli sfollati del sisma del 24 giugno. Durante il sopralluogo, Rodríguez ha constatato la partecipazione delle Forze Armate nella classificazione di vestiario, farmaci e alimenti destinati direttamente ai rifugi temporanei e agli ospedali. Ha inoltre ricordato che le donazioni continuano a essere raccolte formalmente presso la base aerea di La Carlota e l'Almacenadora Caracas. Sottolineando lo sforzo congiunto tra le istituzioni locali, quelle nazionali e l'apparato militare, la presidente ha garantito il totale sostegno dello Stato. Valorizzando anche la solidarietà internazionale, ha assicurato: "Nessuna persona né nucleo familiare colpito si trova in condizione di abbandono o isolamento istituzionale durante queste ore critiche"
L'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha avuto una telefonata con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, in seguito ai devastanti terremoti. "Ho trasmesso la piena solidarietà dell'Ue al popolo venezuelano e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i loro cari. L'Ue ha già mobilitato 5 milioni di euro in aiuti di emergenza per le comunità colpite", ha scritto sui social la capa della diplomazia europea. "Abbiamo attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, con diversi Stati membri che stanno rapidamente dispiegando squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico - ha aggiunto -. Il sistema satellitare Copernicus dell'Ue sta supportando i soccorritori di emergenza aiutando a mappare i danni e a indirizzare gli aiuti dove sono più necessari. L'Europa è al fianco del Venezuela in questa ora di bisogno"
Sono due i ragazzi di 11 anni di età estratti vivi nelle scorse ore dalle macerie dei terremoti del 24 giugno in Venezuela, nello stato di La Guaira: lo riporta la Bbc. Stando all'emittente britannica, uno, di nome Moisés, è stato tratto in salvo ieri da soccorritori colombiani, i quali hanno raccontato l'operazione di salvataggio attraverso video sui social, senza però specificare il punto preciso de La Guaida in cui è stato assistito il piccolo. Un secondo minore di 11 anni, di cui non è stato reso pubblico il nome, è stato invece salvato nella località di Caraballeda, secondo quanto reso noto su X nelle prime ore di oggi dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez. In questo, caso a intervenire sono stati principalmente soccorritori dell'Esercito messicano.
Gli ospedali come punto di riferimento per la ricerca di informazioni. Nei centri di cura che accolgono i feriti di La Guaira, per esempio, i familiari dei parenti scomparsi controllano minuziosamente le liste appese ai muri per vedere se sono scritti i loro nomi. Un cittadino citato da Ansa racconta il suo dramma: "Siamo andati in vari ospedali per cercare una cugina, sperando sempre di trovarla in uno, ma finora non abbiamo avuto fortuna". Un volontario invece spiega: "Arrivano molti parenti a controllare le liste. Ho visto che vengono in moto e, se non trovano il nome sui fogli di carta, vanno subito in un altro ospedale". Per agevolare le ricerche, il Venezuela ha attivato il portale localizapacientes.com, che permette di identificare le persone tramite nome o documento d'identità.
Il comando Sud degli Stati Uniti ha annunciato l'arrivo di diversi elicotteri del Corpo dei Marines per supportare la ricerca dei dispersi. Sul campo sono operativi due velivoli MV-22B Osprey e un Elemento di Risposta alle Emergenze, un team tecnico con il compito di collaborare con le autorità venezuelane per ispezionare gli aeroporti e ottimizzare l'uso delle piste di atterraggio. Il Comando Sud ha garantito la fornitura continua di immagini satellitari dettagliate, per permettere alle squadre sul campo di coordinare i soccorsi e distribuire gli aiuti.
È arrivato nella notte in Venezuela un secondo aereo dell'Aeronautica militare italiana con il personale dei vigili del fuoco, tende e aiuti per sostenere le operazioni di soccorso. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Di fronte alla tragedia il miracolo della vita. Siamo grati a questi angeli che hanno tratto in salvo dalle macerie un neonato di 18 giorni", ha scritto il titolare della Farnesina. Tajani ha espresso riconoscenza "a tutti i soccorritori che stanno mettendo in pericolo la loro vita per salvare quella degli altri".
Caos in Venezuela dopo il doppio terremoto. Ci sono oltre 1.400 morti e 50mila dispersi, secondo le ultime stime. Il direttore dei programmi di Medici senza frontiere in Venezuela ha descritto le zone colpite come "aree di guerra".
"Nelle mie precedenti esperienze con Msf ho lavorato in situazioni simili, ma quello che ho visto assomiglia proprio a ciò che si vede in una zona di conflitto armato". Lo afferma Andrea Spaett, direttore dei programmi di Medici senza frontiere in Venezuela. Secondo Spaett, la situazione negli ospedali è già migliorata ma, nonostante questo, continuano ad arrivare veicoli con "molte salme a bordo". Gli ospedali di Caracas e di La Guaira restano comunque sotto pressione.
L'Unicef stima che 1,8 milioni di persone, tra cui 680.000 bambini, hanno bisogno di assistenza umanitaria in seguito dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela. In collaborazione con il governo locale, il sistema delle Nazioni Unite e altri partner umanitari, l'Unicef ha attivato una risposta di emergenza, inviando personale e mobilitando aiuti per raggiungere circa 650.000 persone, tra cui 234.000 bambini. Il 27 giugno è arrivato un primo carico aereo dell'Unicef, proveniente dal magazzino regionale di Panama, contenente 20 tonnellate metriche di forniture mediche, articoli per l'acqua, servizi igienico-sanitari e tende. Nei prossimi giorni è previsto un secondo carico di aiuti.
"Poco fa, un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda". Così la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, sui social X. "In queste ore, ogni vita è speranza per il Venezuela".
