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Attacchi a Parigi, la Turchia al G20: "Assad non si candiderà alle elezioni in Siria"

I leader, al summit di Antalya, si impegnano nella lotta per contrastare e sanzionare i regimi che supportano i terroristi: "Inaccettabile affronto contro lʼumanità"

Attacchi a Parigi, la Turchia al G20: "Assad non si candiderà alle elezioni in Siria"

Il G20 si impegna a contrastare "i canali di finanziamento del terrorismo e sanzioni verso i regimi che finanziano". E' quanto si legge nella bozza del documento del summit di Antalya. "Gli attacchi terroristici a Parigi e Ankara sono un inaccettabile affronto contro l'umanità", si sottolinea. Intanto la Turchia ha annunciato che il presidente siriano Bashar al Assad "non si candiderà" alle elezioni previste dopo il periodo di transizione in Siria.

Attacchi a Parigi, la Turchia al G20: "Assad non si candiderà alle elezioni in Siria"

"Assad lascerà entro sei mesi in un modo e una data concordati dopo che il nuovo governo di transizione sarà creato e assumerà i poteri esecutivi", ha aggiunto il ministro degli Esteri turco, Feridun Sinirlioglu, precisando che una bozza della nuova costituzione verra' preparata in 18 mesi e le elezioni si svolgeranno di conseguenza.

In un documento in 9 punti dedicato al terrorismo il G20 ha indicato le azioni da intraprendere per combattere attacchi come quello di Parigi. Tra le misure c'è il "blocco del flusso dei foreign fighters" e contrastare la propaganda sul web. Nel testo i leader dei 20 paesi hanno sottolineato che bisogna porre maggiore attenzione alle comunicazioni via internet per impedire ai terroristi di sfruttare la tecnologia per incitare a compiere atti di violenza.

"Rafforzare la sicurezza aerea" - I leader del G20 hanno ribadito che il "terrorismo non è e non può essere legato a nessuna religione, nazionalità, civiltà o gruppo etnico" e, nella prima bozza del documento, hanno dichiarato l'impegno a lavorare "insieme per rafforzare la sicurezza globale dell'aviazione".

"Terrorismo non si può giustificare" - Attacchi come quello del 13 novembre a Parigi non possono "essere giustificati in nessuna forma", questa deve essere la priorità per tutti i paesi, fanno sapere i leader del G20. Il terrorismo deve essere affrontato "insieme, con un lavoro comune" in stretto accordo con il ruolo centrale delle Nazioni Unite e le sue leggi su diritti umani e rifugiati.

Renzi: "Con Obama d'accordo per puntare a crescita" - "La sintesi del G20 è la richiesta di Obama a insistere su crescita e investimenti e mettere più risorse nelle tasche dei lavoratori, cosa che l'Italia sta facendo". Così il premier Matteo Renzi dal tavolo del G20, dal quale ha lanciato anche un appello alle forze politiche italiane a non nutrire ulteriori divisioni: "Contro il terrorismo dobbiamo riuscire come europei ad avere una strategia seria, occorreranno mesi e forse anni per risolvere il problema, non servono banalizzazioni".

"Lotta all'Isis non si fa in un giorno" - Dal meeting di Antalya, il presidente del Consiglio ha voluto "parlare chiaro" sul terrorismo: "E' un problema che non si risolve con uno schiocco delle dita, è il più grande tema del nostro tempo, occorre approccio comprensivo. In questo senso il principio italiano, riportiamo la Russia al tavolo della discussione, sta finalmente portando risultati". E ancora: "E' facile dire rifugiati uguale terrorismo, non siamo in condizione di dire con certezza" che nessuno dei terroristi in azione a Parigi fosse tra i rifugiati, ma "il punto è che la quasi totalità dei rifugiati sta scappando da quei terroristi animali visti in azione nelle nostre città".

Condoglianze alle famiglie delle vittime - Nella bozza conclusiva del documento, una parte è rivolta alle vittime della tragedia di Parigi e ai loro parenti. "Riaffermiamo la nostra solidarietà e impegno nella lotta contro il terrorismo in tutte le sue forme - si legge nel testo - ricorderemo sempre le vittime di questi attacchi". E ricordando anche i morti di Ankara il 10 ottobre i leader hanno sottolineato: "I recenti attacchi nel mondo mostrano ancora una volta l'esigenza di un rafforzamento della cooperazione e dell'impegno nella lotta contro il terrorismo". Come gesto di solidarietà con la Francia, alle 12 i lavori del G20 si sono fermati per osservare un minuto di silenzio in ricordo dei morti durante l'attentato del 13 novembre.

Angela Merkel: "Siamo più forti" - La cancelliera Angela Merkel ha espresso il pensiero unanime di tutti i leader riuniti in Turchia: "Dal G20 arriva il segnale che siamo più forti del terrorismo". La leader tedesca è favorevole nel voler far andare avanti il processo avviato a Vienna per la Siria che "è fondamentalmente un processo politico". E la cancelliera ha toccato anche il tema immigrazione dichiarando che "i profughi sono una sfida globale" per la quale "serve una risposta globale" e sottolineando che bisogna proteggere le frontiere fra Turchia e Grecia. "Bisogna dare a ogni profugo una patria, ma anche fare in modo che l'immigrazione illegale diventi immigrazione legale". E Angela Merkel ha anche annunciato che, dopo la Cina del 2016, sarà la Germania a ospitare il vertice del 2017.

Cameron tende la mano a Putin - Dopo il faccia a faccia tra Barack Obama e Vladimir Putin che si sono trovati concordi nell'affermare che risolvere la crisi in Siria è un "imperativo", anche David Cameron ha teso la mano al presidente russo. Il premier britannico si è detto pronto a fare "compromessi" con la Russia per contrastare insieme l'Isis. E una conferma sull'apertura da parte del Regno Unito è arrivata dallo stesso Putin che pur sottolineando come i rapporti russo-britannici "non siano proprio al meglio", ha dato atto a Cameron d'aver condiviso con lui dati dell'intelligence di Londra dopo lo schianto dell'aereo russo nel Sinai.

Putin-Obama, incontro costruttivo ma non è una svolta - Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha specificato che l'incontro tra il presidente americano e quello russo non ha portato a un vero e proprio disgelo dei rapporti tra i due Paesi ma è comunque stato "costruttivo". Peskov ha chiarito: "Sarebbe assolutamente irrealistico aspettarsi che un incontro di 20 minuti possa comportare una svolta ma il colloquio è stato sicuramente costruttivo".

Putin: "Isis finanziato da membri G20" - Vladimir Putin ha dichiarato che i jihadisti dell'Isis sono finanziati da persone fisiche provenienti da 40 Paesi, tra cui anche membri del G20. Il presidente russo ha precisato di aver condiviso con i colleghi del summit ad Antalya i dati a disposizione della Russia sul finanziamento ai terroristi.

Obama: "Non basta colpire Isis in Sira e Iraq" - Il presidente Usa Barack Obama, dal canto suo, ha affermato: "I fatti di Parigi ci dicono che non basta colpire l'Isis in Siria e Iraq". E ha aggiunto: "L'Isis è il volto del diavolo, dobbiamo distruggerlo".

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