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LʼIsis rivendica la strage di Nizza, fermate altre due persone vicine al killer

Proseguono le indagini sul drammatico attacco del 14 luglio. Sei i sospetti in manette, scarcerata la moglie dellʼattentatore

L'Isis rivendica la strage di Nizza, fermate altre due persone vicine al killer

Se c'era qualche dubbio, è lo Stato islamico a scioglierlo: Mohamed Lahoujaiej Bouhlel "è uno dei nostri soldati", è stata la rivendicazione. La strage di Nizza, 84 morti e 121 feriti ancora ricoverati, è opera del Califfato anche se - ha detto Jean-Yves Le Drian, ministro della Difesa - "l'Isis non organizza" ma si limita "a instillare lo spirito terrorista". Intanto sei delle sette persone arrestate perché ritenute vicine a Bouhlel restano in carcere: liberata la moglie. Cresce con il passare delle ore l'ansia per gli italiani ancora dispersi.

Gli ultimi fermi - I due nuovi arrestati sono un uomo e una donna, fermati nelle prime ore del mattino. Sembra siano stati individuati, come gli altri cinque, partendo dal cellulare del killer, che è stato trovato nella cabina del camion con il quale è entrato sul lungomare di Nizza.

Nessuna prova concreta del legame con l'Isis - Le verifiche sul materiale informatico rinvenuto nell'appartamento dell'attentatore e sul cellulare ritrovato nel camion dell'attacco insieme ai suoi documenti non hanno finora permesso di trovare prove concrete di una sua effettiva adesione ai ranghi dell'Isis, o di una dichiarazione di fedeltà all'organizzazione come quelle lasciate da diversi altri attentatori prima di morire da "martiri".

Contatti "interessanti" nel telefono legati a Al Nusra - Gli inquirenti al momento si stanno concentrando sulla rubrica dei contatti del telefono, da cui, secondo rivelazioni di Le Monde, sarebbero emersi nomi "interessanti", di persone già collegate in passato con Omar Diaby, jihadista originario di Nizza. Quest'ultimo non è però legato all'Isis, ma ai suoi rivali del fronte Al Nusra, la branca siriana di Al Qaeda.

Non si hanno ancora notizie di alcuni italiani - Intanto sale l'ansia per gli italiani di cui ancora non si hanno notizie. Fonti da Nizza fanno trapelare il timore che - vista la rigidità delle autorità francesi che non vogliono comunicare i nomi prima dei referti finali della Commissione riconoscimenti - si riproduca la situazione del dopo-Bataclan, quando ci vollero 21 giorni per avere l'ufficialità dei nomi di tutte le vittime. Stavolta, stando alle fonti, si punta ad accorciare i tempi e chiudere entro i primi giorni della prossima settimana.

Rafforzate le misure di sicurezza in tutta la Francia - Sotto shock per l'ennesimo massacro di innocenti, la Francia ha rafforzato le misure di sicurezza in tutto il Paese, ha annunciato il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve. Ma la strage della Promenade des Anglais ha aperto fronti nuovi del terrore in Francia: da un lato quello della famosa unità nazionale o repubblicana che aveva fin qui tenuto e che stavolta è andata in frantumi solo qualche ora dopo l'attentato. Poi quello di un tipo di attentato "nuovo" - ha ammesso Cazeneuve - commesso da un killer che ha agito da solo, "senza collegamenti, senza armi pesanti e senza essere noto ai servizi come jihadista o radicalizzato". Le cui mosse, quindi, erano difficilissime o impossibili da prevedere.

Depresso o imbecille? La personalità dell'attentatore è ancora da definire - E' proprio questo aspetto, al confine fra il "marginale", il "depresso" o addirittura "l'imbecille" - come emerso dalle varie testimonianze - e lo spietato terrorista che fa strage di bambini, a preoccupare di più le autorità francesi. Colui che il Califfato definisce un suo "soldato" avrebbe condotto l'azione "in risposta agli appelli a colpire la popolazione degli Stati della coalizione che combatte lo Stato islamico", annuncia l'Isis.

Hollande respinge le accuse sulla sicurezza ma infuria la polemica - E il presidente Francois Hollande ha convocato di nuovo all'Eliseo i principali ministri, soprattutto per provare a chiudere le polemiche sulla sicurezza e i dubbi che crescono. E non a caso, al termine della riunione, sono usciti sulle scale del palazzo presidenziale il portavoce Le Foll e i due ministri chiamati in causa dall'opposizione, a cominciare da Marine Le Pen ("un ministro dell'Interno con il bilancio di Cazeneuve si deve dimettere") per finire ad Alain Juppè ("la strage di Nizza si sarebbe potuta evitare").

Per respingere ogni accusa e per dare il polso della rabbia di Hollande di fronte all'unità nazionale finita a pezzi, come hanno riferito fonti del governo. "La polizia era presente, direi molto presente, per mettere in sicurezza la Promenade des Anglais", ha affermato Cazeneuve, invitando alla "dignita'". E sparando una bordata in risposta a Christian Estrosi, presidente della regione che ha parlato di dispositivo di polizia "insufficiente": era tutto preparato "d'intesa con il governo locale. Se le condizioni di sicurezza non c'erano, poteva decidere di annullare le celebrazioni del 14 luglio".

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