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Charlie, Al Qaeda minaccia la Francia
Polizia: "Ancora sei terroristi in fuga"

Aumentare la tensione in un Paese in cui nessuno si illude che l'offensiva del terrore sia un capitolo chiuso

- Parigi ancora nel mirino dei terroristi. Arriva infatti dal Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) una nuova minaccia per la Francia. "Finché i soldati (francesi) occupano Paesi come Mali o Centrafrica e bombardano la nostra gente in Siria e in Iraq, e finché la sua stupida stampa continuerà a offendere il Profeta, la Francia s'esporrà al peggio", si legge infatti su alcuni siti jihadisti.

    Potrebbero esserci ancora sei terroristi in fuga - Le nuove minacce di Al Qaeda non fanno che aumentare la tensione in un Paese in cui nessuno si illude che l'offensiva del terrore sia un capitolo chiuso. C'è infatti almeno un complice, un altro elemento di mistero che si aggira in libertà. Ma fonti di polizia citate dall'Associated Press evocano "fino a sei" terroristi legati alla cellula jiahdista ancora alla macchia: uno di loro sarebbe stato avvistato alla guida di una Mini Cooper registrata a nome di Hayat Boumeddiene, la compagna del killer Coulibaly.

    Il Primo ministro Valls: "Massima allerta su tutto il territorio" - E' l'ora degli interrogativi, delle polemiche, delle prese di distanza e del lancio di nuove strategie di sicurezza. Ma è ancora tempo di proteggersi nella Francia colpita al cuore, come il primo ministro Manuel Valls ha spiegato: "Il piano Vigipirate resterà in vigore al suo livello più alto", ha detto infatti riferendosi al dispositivo normativo che innalza la protezione del territorio e dei cittadini in caso di rischio.

    Edifici pubblici, scuole e giornali "pattugliati" - Restano le pattuglie davanti agli edifici pubblici, alle scuole e soprattutto ai giornali, che si continuano a considerare nel mirino del terrore. Il governo, lungi dallo smobilitare, schiererà diecimila militari in più per proteggere "tutte le istituzioni che possono essere obiettivo di attacchi, in particolare le sinagoghe, le scuole confessionali ebraiche ma anche le moschee", dove sono saliti a cinquanta gli atti anti-islamici dopo l'attacco a Charlie Hebdo.

    Paura soprattutto nelle scuole ebraiche - Un capitolo a parte per le scuole ebraiche. Dopo il terrore, molti genitori hanno esitato a riportare i figli questa mattina a scuola. La Federazione delle scuole ebraiche di Parigi ha spiegato che "la maggior parte degli istituti sono aperti, ma alcuni direttori hanno deciso di restare chiusi fin quando non avranno una protezione adeguata davanti al portone".

    A questo ha già pensato Bernard Cazeneuve, ministro dell'Interno, che ha annunciato proprio davanti ai genitori di una di queste scuole che tutti i 717 istituti ebraici del Paese saranno protetti da poliziotti e gendarmi adibiti a questa specifica missione.

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