Sono rimasti solo i fantasmi a camminare tra le vie di Aleppo: gli abitanti, quelli fortunati, sono riusciti a fuggire mentre gli altri, sono sfollati o giacciono senza vita sotto le macerie. Secondo le stime dell'Unicef, i bambini intrappolari nelle zone sotto assedio sarebbero circa mezzo milione. Invece, nella sola parte orientale della città, sono 31,500 le persone ad aver perso tutto, casa compresa, e di queste almeno la metà sono minori.
La vita dei bambini siriani è stata cambiata per sempre da quelle bombe, così devastanti, che cadono dal cielo. Grazie all'aiuto dell'Unicef 1,2 milioni di persone possono avere accesso all'acqua potabile, altrimenti irraggiungibile, ma gli interventi che vede impegnati i soccorsi sembrano essere senza fine. Le cliniche mobili sottopongono a vaccinazioni circa 7mila minori e le loro madri, mentre ne sono stati visitati oltre 1,600 a causa della malnutrizione.
“Il nostro staff di 19 operatori, decine di volontari e centinaia di partner in città rischiano ogni giorno la vita per aiutare i bambini e le famiglie di Aleppo. Lavorano da un ufficio che è stato direttamente colpito da un mortaio, appena un mese fa. Rischiano la vita ogni volta che escono di casa per andare al lavoro, o per visitare un programma”, dichiara l'Unicef.
La situazione, però, rimane incredibilmente difficile: secondo il Presidente del consiglio locale di Aleppo negli ultimi 26 giorni sono 800 i morti mentre i feriti ammontano a 3,500. Dati impressionanti che mettono in evidenzia solo una piccola parte della strage in atto in Siria.
"Possiamo fare la differenza, ma non è abbastanza. Bisogna essere chiari: finché le violenze continueranno, i bambini in Siria soffriranno," dichiara in un comunicato l'Unicef "Invitiamo tutte le parti in conflitto a fermare gli attacchi su civili, scuole e ospedali, ad arrestare il reclutamento e l’utilizzo di bambini in gruppi e forze armate, e a bloccare l’utilizzo degli assedi come strumento di guerra".
