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Siria, forte tensione durante il colloquio telefonico Erdogan-Conte

Il premier ha ribadito alla Turchia la richiesta di interrompere lʼiniziativa militare che "ha effetti negativi sulla popolazione civile". I curdi accusano Ankara di aver usato armi chimiche. La replica: "Non le abbiamo"

Durante il colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan "non sono mancati momenti di forte tensione a fronte del fermo e reiterato invito del presidente Conte ad interrompere questa iniziativa militare, che ha effetti negativi sulla popolazione civile". 

Telefonata di un'ora - Nel corso della conversazione, durata oltre un'ora, il presidente Conte ha ribadito che l'Italia ritiene inaccettabile l'azione militare avviata in Siria". 

 

La posizione della Russia - Nel frattempo, la Russia ha ribadito la sua preoccupazione per la situazione nel nord-est della Siria aggiungendo che questo sarà un argomento centrale nell'agenda dei prossimi colloqui tra i presidenti russo e turco a Sochi. "Durante una recente conversazione telefonica, il presidente Putin ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze umanitarie di questa operazione. La nostra posizione è ben nota e non è cambiata affatto", ha detto il diplomatico DmitryPeskov. "La situazione nel nord-est della Siria è tesa a causa di questa operazione", ha aggiunto. 

 

Mike Pence ad Ankara - Ad Ankara è arrivato il vicepresidente Usa Mike Pence: l'obiettivo è tentare di ottenere un cessate il fuoco dell'offensiva turca contro le forze curde in Siria. Pence è stato preceduto, poco prima, dall'arrivo del segretario di Stato americano Mike Pompeo, a bordo di un altro aereo. 

 

Media: "Erdogan ha buttato nella spazzatura la lettera di Trump" - Missione non semplice, quella dei diplomatici Usa visto che, secondo fonti governative turche, citate dai media locali, la lettera del 9 ottobre  con cui Donald Trump chiese a Recep Tayyip Erdogan di evitare un attacco ai curdi in Siria poco prima che venisse lanciata l'offensiva sarebbe stata "gettata nella spazzatura" dal presidente turco.

 

I curdi: "Abbiamo riferito a Trump dell'alleanza Damasco e Mosca" - Per quanto riguarda il conflitto in corso e le conseguenti alleanze sul fronte di battaglia, il comandante delle milizie delle Forze democratiche siriane (Fds) a guida curda, il generale Mazloum Kobani, ha rivelato alla tv curda Ronahi di aver "detto al presidente americano Donald Trump che stavamo contattando il regime siriano e i russi per proteggere il nostro Paese e la nostra terra. Lui ci ha detto: 'Non siamo contrari. Vi sosteniamo'". 

 

I curdi accusano la Turchia di usare armi non convenzionali - Ancora le autorità curde hanno poi accusato la Turchia di usare armi non convenzionali nell'offensiva in Siria, come il fosforo bianco e il napalm. "In flagrante violazione del diritto e dei trattati internazionali, l'aggressione turca contro Ras al-Ain viene condotta con tutti i tipi di armi", ha detto in un comunicato l'amministrazione semiautonoma curda. Erdogan "ha fatto ricorso ad armi vietate a livello internazionali, come il fosforo e il napalm".

 

La replica: "Mai usate armi chimiche" - Immediata la replica di Ankara:  "Tutti sanno che l'esercito turco non ha armi chimiche nel suo inventario. Alcune informazioni ci indicano che le milizie curde dello Ypg usano armi chimiche per poi accusare la Turchia". Lo ha detto il ministro della Difesa di Ankara, respingendo così le accuse dei curdi siriani.

 

I curdi chiedono un corridoio umanitario per i feriti - Le autorità curde nel nord-est della Siria chiedono corridoi umanitari per evacuare i civili dalla città sotto assedio turco di Ras al Ayn, dopo che un ospedale della città è stato colpito, lasciando in trappola, al suo interno, pazienti e personale sanitario.

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