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Siria, esercito di Assad verso Palmira con il sostegno degli aerei russi

La conferma del contributo dellʼaviazione di Mosca arriva allʼindomani dellʼannuncio di Putin dellʼinizio del ritiro delle forze russe

Siria, esercito di Assad verso Palmira con il sostegno degli aerei russi

L'esercito governativo avanzerebbe verso Palmira, la città archeologica controllata dai militanti dello Stato Islamico (Isis). Lo riferisce una tv satellitare libanese legata alle milizie sciite Hezbollah alleate di Damasco. Secondo l'emittente, le forze del presidente Bashar al Assad hanno avuto anche il sostegno di "una massiccia copertura di aerei russi".

Secondo al Manar, i governativi dopo aver "preso sotto il loro controllo Tel 800 e al Muammedan", località a 6-7 chilometri a Ovest di Palmira ora stanno "registrando una grande avanzata nel monte al Hail verso Tel 900".

La conferma del contributo dell'aviazione di Mosca arriva all'indomani dell'annuncio del presidente russo Vladimir Putin dell'inizio del ritiro delle forze russe dalla Siria. Il Cremlino ha comunque confermato che manterrà nel Paese tutti i mezzi necessari alla protezione delle sue strutture, compresi i sistemi di difesa aerea S-400.

Inoltre i raid contro "obiettivi terroristici" proseguiranno. "E' ancora presto per parlare di vittoria sui terroristi", ha dichiarato il vice ministro della Difesa, il generale Nikolai Pankov, presso la base aerea russa nel sud-ovest della Siria.

Intanto Salim al Muslet, dell'Alto comitato per i negoziati (Hnc) delle opposizioni, ha chiesto "il ritiro di tutte le truppe straniere dalla Siria, non solo quelle russe". Le milizie sciite libanesi di Hezbollah, alleate dell'Iran, combattono in Siria al fianco delle forze governative e anche i Guardiani della rivoluzione di Teheran sono presenti in forze, anche se ufficialmente solo con il ruolo di "consiglieri".

Dalla parte del presidente Bashar al Assad combattono anche molti miliziani sciiti provenienti da altri Paesi, come l'Afghanistan e l'Iraq. Mentre nelle file dell'Isis sono presenti migliaia di jihadisti stranieri, in maggior parte provenienti da altri Paesi arabi.

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