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Scontro Russia-Ucraina, i marinai ucraini confessano: "Abbiamo provocato" | Kiev: "Mosca li sta ricattando"

Intanto il ministro degli Esteri russo Lavrov ha rifiutato ogni mediazione riguardo la crisi

"Le richieste radio dalle guardie di frontiera russe sono state deliberatamente ignorate, c’erano armi e mitragliatrici a bordo: ero consapevole che si trattava di una provocazione". Con queste parole il comandante Vladimir Lesovoy ha confessato agli agenti dei servizi di sicurezza russi (Fsb) che i marinai ucraini hanno agito con consapevolezza nella "battaglia navale" al largo della Crimea. Il video della confessione è stato diffuso dalla tv di Stato russa. Gli agenti hanno interrogato anche Andrei Drach,  ufficiale del servizio di sicurezza ucraino, che ha ammesso lo sconfinamento in acque territoriali russe da parte delle navi ucraine. Secondo Kiev però queste dichiarazioni sono state "estorte" ai marinai: "Mosca li sta ricattando".

Il capo di stato maggiore della Marina ucraina, Ihor Voronchenko, ha detto alla tv ucraina che i suoi uomini sono stati costretti a fare queste dichiarazioni false. "Conosco i marinai del Nikopol, sono sempre stati onesti e professionali e quello che hanno detto ora non è vero". Nel frattempo il presidente dei Servizi di Sicurezza ucraini (Sbu), Vasyl Hrytsak, ha ammesso, in una nota, la presenza a bordo delle navi di agenti del controspionaggio militare ucraino. Ma Hrytsak ha precisato che "i funzionari del controspionaggio accompagnano costantemente le unità navali delle forze armate, della guardia nazionale e del servizio di confine di Stato".

Mosca rifiuta mediazione - Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, ha rifiutato ogni mediazione riguardo alla crisi con l’Ucraina, dopo un incontro a Parigi con il collega francese Jean-Yves Le Drian. "Non vedo la necessità di alcun tipo di mediatori", ha detto Lavrov, dopo che il ministro tedesco Heiko Maas aveva suggerito che Germania e Francia potessero contribuire a trovare una soluzione tra Mosca e Kiev. Lavrov ha affermato che per scongiurare altri incidenti di questo tipo gli alleati occidentali dell’Ucraina dovrebbero inviare un "segnale forte" a Kiev a fermare ogni "provocazione".

Russia: azione premeditata - I servizi di sicurezza russi intanto hanno pubblicato un documento che proverebbe che l'azione nelle acqua del mar Nero è stata "premeditata". Il documento, secondo Ria Novosty, era in possesso di uno dei marinai ucraini arrestati. 

Ucraina: ecco la prova dell'aggressione - In precedenza il ministro degli Interni ucraino, Arsen Avakov, aveva pubblicato su Twitter il video dello speronamento. "E' una prova dell'attacco da parte dei russi. E' stata un'aggressione. Confidiamo nella reazione da parte degli altri paesi della comunità internazionale".

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