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Scomparso in Burkina Faso, il padre di Luca Tacchetto: "Mio figlio probabilmente è stato rapito"

Secondo Nunzio Tacchetto, lʼopzione più probabile è che il giovane sia stato sequestrato "per fini politici o economici". La Procura di Roma indaga per sequestro di persona

"O è stato rapito o inghiottito da un gorgo dove non si trova più niente". Lo dice al quotidiano "Mattino di Padova" Nunzio Tacchetto, padre di Luca, l'architetto di Vigonza (Padova) di cui non si hanno più notizie dopo un viaggio in Burkina Faso con l'amica canadese Edith Blais. "La cosa più probabile è che sia stato rapito per fini politici o economici, non da jihadisti", aggiunge. La Farnesina segue il caso: "Necessario mantenere il massimo riserbo".

"In questi casi prima o dopo - ha sostenuto Nunzio Tacchetto - se lasciamo indagare chi di mestiere fa questo e lo fa bene, troveremo la soluzione".

Il padre di Luca ha confermato ancora una volta che l'ultimo contatto con il figlio risale "alle 23:57 del 15 dicembre, quando ha spedito l'ultimo messaggio. Poi sono risultati entrambi spenti, sia quello di mio figlio che quello di Edith. Il telefono di Luca si è rotto in Mali e lì ne ha acquistato uno nuovo, funzionava bene perché ci ha messo la sua scheda". Edith invece "non ha mai avuto il cellulare, però quando sono partiti Luca gliene ha regalato uno. Ma dall'Africa ci si collega solo con il wifi".

La Procura di Roma indaga per sequestro persona - Si procede per il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo nel fascicolo avviato dalla Procura di Roma in relazione alla scomparsa di Luca Tacchetto. Il procedimento era stato aperto in un primo momento come modello 45, ossia senza indagati o ipotesi di reato. Il pm Sergio Colaiocco, titolare dell'indagine, ha adesso rubricato il fascicolo con quanto previsto dall'articolo 289 bis del codice penale. Sugli sviluppi dell'indagine gli inquirenti di piazzale Clodio mantengono al momento il più stretto riserbo.

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