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San Bernardino, una società israeliana aiuta lʼFbi a violare lʼiPhone del killer

Secondo indiscrezioni, sarebbe la Cellebrite, azienda di spionaggio digitale, a decriptare lo smartphone dellʼattentatore. Ma il New York Times rilancia: sono gli hacker anti-Apple ad aiutare le indagini

San Bernardino, una società israeliana aiuta l'Fbi a violare l'iPhone del killer

L'Fbi non avrà più bisogno di Apple per violare l'iPhone di Syed Farook, l'autore della strage di San Bernardino (California) del dicembre 2015. Secondo il giornale Yedioth Ahronoth, gli Usa si sarebbero rivolti all'israeliana Cellebrite, azienda specializzata nello spionaggio digitale, per sbloccare lo smartphone del killer. Ma per il New York Times la verità è un'altra: sono gli hacker americani a collaborare con l'Fbi, per vendetta nei confronti di Apple.

La presunta collaborazione dei pirati informatici deriverebbe dal fatto che Apple si sia rifiutata di "ingaggiarli" per cercare bachi ed errori nel suo software. Una vera beffa per l'azienda statunitense, che si è sempre rifiutata di aiutare l'FBI nell'accedere all'iPhone dell'attentatore: secondo Tim Cook, chief executive di Apple, fornire una "chiave di accesso" per aggirare le barriere di sicurezza della loro creatura creerebbe un precedente pericoloso, in grado di minare la privacy di tutti i loro utenti.

In ogni caso, a confermare l'esistenza di una pista alternativa per accedere all'iPhone è stato lo stesso Dipartimento di Giustizia americano che, lunedì 21 marzo, ha chiesto di annullare con tale motivazione l'udienza prevista per il giorno dopo in un tribunale della California. Nel documento consegnato dal Dipartimento alla giudice federale della corte distrettuale della California, si cita infatti la presenza di un misterioso "soggetto esterno" che sarebbe in grado di decodificare i dati dell'iPhone.

Contattata dalla BBC, Cellebrite si è limitata ad affermare che lavora con la polizia federale americana da tempo, per via di un accordo siglato tra le due parti nel 2013, senza però confermare l'indiscrezione del quotidiano Yedioth Ahronoth.

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