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Paragona il trasporto dei maiali alla deportazione a Auschwitz: deputato svizzero si scusa

Il polverone alzato sulle dichiarazioni del consigliere nazionale dei Verdi Jonas Fricker lo ha costretto a una marcia indietro apprezzata dalla comunità israeliana di Berna

Scuse accettate, ma il polverone mediatico sollevato da quelle parole stenta a dissolversi. Le dichiarazioni del consigliere nazionale dei Verdi Jonas Fricker durante il dibattimento al Consiglio nazionale di Berna, in Svizzera, sull'iniziativa popolare "Per alimenti equi" continuano a tenere banco sui social. Il parlamentare, nel suo intervento, aveva paragonato l'attuale trasporto dei maiali al macello "alla deportazione degli ebrei ad Auschwitz", con la differenza che "i primi sono condannati a morte certa". Dopo la presa di distanza dei suoi stessi compagni di partito, l'ambientalista ha fatto marcia indietro e su Facebook ha pubblicato il messaggio di scuse accettate da parte delle comunità israeliane svizzere.

La gaffe che potrebbe costargli l'espulsione dal partito è stata subito rettificata: Fricker ha definito la sua dichiarazione, nell'ambito di un dibattito sul cibo ecosostenibile, come inadeguata e frutto della sua ingenuità.

Riuscirà a scampare all'annunciata espulsione? Dure critiche gli erano giunte dal suo stesso schieramento politico: via Twitter l'ex consigliere nazionale Josef Lang si era definito scioccato "dall'enorme scivolone" e i Verdi tutti hanno a loro volta condannato quelle parole, accogliendo le scuse al Consiglio nazionale e alla comunità ebraica in Svizzera.

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