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Obama parla all'America: "Siamo fuori dalla recessione, voltiamo pagina"

Nel discorso sullo stato dell'Unione annuncia un cambio di linea economica: "Basta privilegi ai ricchi, dare più soldi alla classe media". E poi guerra agli hacker e all'Isis

- "Stasera voltiamo pagina": così Barack Obama lancia la sfida per gli ultimi suoi due anni alla Casa Bianca, annunciando nel suo sesto discorso sullo stato dell'Unione l'apertura di una nuova fase. "L'America è risorta dalla recessione". Obama ribadisce la necessità di sostenere la classe media, "non accettando un'economia che dia vantaggi enormi solo a pochi". E invita a impegnarsi "per un'economia che generi un aumento dei redditi".

    "Siamo da 15 anni nel nuovo secolo. E per molti è stata dura e lo è ancora", fra il "terrorismo", "due lunghe e costose guerre e una recessione" afferma Obama, sostenendo tuttavia che gli Stati Uniti "stasera voltano pagina. Con un'economia in crescita, un deficit in calo e un boom della produzione energetica, siamo emersi dalla recessione più liberi di scrivere il nostro futuro".

    "Accetteremo un'economia - mette d'altronde in evidenza Obama - che funziona bene solo per pochi? O ci impegneremo a un'economia che fa salire i redditi e aumenta le chance per chi fa sforzi. Il verdetto è chiaro: è l'economia della classe media, ovvero l'idea che questo paese fa meglio quando tutti hanno possibilità, quando tutti fanno la loro parte e quando tutti giocano secondo le stesse regole".

    Nessun hacker ci fermerà - "Nessun Paese straniero, nessun hacker sarà in grado di paralizzare le nostre reti, rubare i nostri segreti commerciali, o invadere la privacy delle famiglie americane". Dice Obama chiedendo al Congresso di approvare le "norme necessarie per combattere le minacce di cyber attacchi. Se non agiamo il paese e l'economia saranno vulnerabili".

    Sconfiggeremo Isis usando la forza - E sul piano internazionale Obama lancia la sua sfida all'Isis: "Gli Stati Uniti lo sconfiggeranno". Il presidente chiede al Congresso di "mostrare al mondo che siamo uniti nella missione di approvare una risoluzione per l'uso della forza contro l'Isis".

    Aperture verso Cuba e l'Iran - Sul fronte della politica estera Obama ha affrontato i temi riguardanti Cuba e l'Iran. Per il primo caso ha citato Papa Francesco: "Il Congresso dovrebbe iniziare a lavorare per mettere fine all'embargo a Cuba - ha detto -. Come sua Santità, Papa Francesco, ha detto: la diplomazia è un lavoro fatto di piccoli passi, Questi piccoli passi aprono una nuova speranza per il futuro di Cuba". E a proposito di diplomazia, proprio per non intralciarla ha annunciato il suo veto alle nuove sanzioni decise dal Congresso contro l'Iran. "Non hanno senso e garantiranno solo un fallimento della diplomazia, alienando gli Stati Uniti dagli alleati e assicurando che l'Iran riavvi il suo programma nucleare - ha spiegato -. E' per questo che opporrò il veto".

    "Le donne guadagnino come gli uomini" - "E' il 2015. E' ora che le donne vengano pagate come gli uomini a parità di lavoro". Questo l'appello del presidente Usa che è tornato a invitare il Congresso anche sull'aumento del salario minimo: "Provate a sostenere una famiglia lavorando a tempo pieno e guadagnando meno di 15.000 dollari l'anno".

    Abbattuto tabù transgender - Per la prima volta in un discorso sullo Stato dell'Unione il presidente americano pronuncia le parole "transgender" e "bisessuale". Nel 2010 Obama era stato il primo presidente a pronunciare il termine "gay" in un discorso sullo Stato dell'Unione. "Come americani condanniamo la persecuzione di donne, minoranze religiose, lesbiche, gay, bisessuali e transgender", ha affermato Obama.

    "Ferguson o NY, capisco padri che hanno paura per figli" - "Possiamo avere punti di vista diversi su quanto è accaduto a Ferguson o a New York. Ma - così Obama tornando sulla questione razziale - certamente tutti possiamo capire un padre che ha paura che suo figlio non possa camminare senza essere molestato".

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