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Mostro di Loch Ness, la Scozia ha un piano per ritrovarlo

Nonostante siano passati migliaia di anni dal primo avvistamento, la storia di Nessie continua a incuriosire. Gli scienziati, intanto, sono al lavoro per risolvere il mistero

Mostro di Loch Ness, la Scozia ha un piano per ritrovarlo
Il Castello di Urquhart e il lago di Loch Ness

Il Mostro di Loch Ness esiste davvero? Se così fosse la Scozia saprebbe sicuramente cosa fare. La madrepatria di Nessie – il nome con il quale è conosciuto il misterioso animale – ha elaborato un piano d’azione da applicare nel caso in cui fosse ritrovato nelle acque del lago delle Highlands.

Ma facciamo un passo indietro. Nel 2001 la fondazione Scottish Naturale Heritage (SNH), che ha il compito di tutelare l’habitat della fauna selvatica scozzese, ha pensato di offrire protezione alle nuove specie trovate nella zona del lago e perché no, anche all’ipotetico mostro. L’idea dell’ente era quella di catalogare campioni di DNA di ciascuna nuova specie trovata.

Sebbene non sia stato mai messo ancora in pratica, il piano dopo 17 anni è ancora valido e attuabile. Alcuni scienziati hanno iniziato a raccogliere materiali biologici e campioni di pelle proprio a Loch Ness. Un mese fa alcuni campioni di DNA prelevati nella zona sono stati raccolti e analizzati da un team internazionale di scienziati. L’obiettivo è quello di confermare ma anche individuare quali specie popolano queste acque e magari fornire una spiegazione biologica al mito del celebre mostro.

Lo stesso primo ministro scozzese Nicola Sturgeon nel corso di un'intervista a “ITV Good Morning Britain” ha rivelato di aver sempre creduto nel mostro di Loch Ness. Che stesse scherzando o meno, la leggenda è molto sentita in tutta la Scozia.

La storia ha origine circa 1500 anni fa, quando il missionario irlandese St. Columba raccontò di aver visto un animale misterioso nel fiume Ness. Ma è nel ’900 che risale il primo avvistamento di Nessie. Il giornale britannico “The Inverness Courier” descriveva la creatura simile a un dinosauro, esattamente un plesiosauro. Aveva un corpo dotato di coda e quattro grandi pinne. Il collo era lungo e la bocca, con tanti piccoli denti, era appuntita.

Finora tutti i tentativi di ricerca sono falliti. Tra questi si ricorda l’operazione Deepscan, costata un milione di sterline che coinvolse ben 24 barche. Tutte equipaggiate con un sonar, in una settimana avevano percorso il lago in tutta la sua lunghezza fino al punto più profondo di circa 230 metri, senza però trovare nulla.

La storia, almeno per ora, è destinata a rimanere irrisolta. Che sia leggenda o realtà, Nessie continua ad attrarre milioni di turisti ogni anno.

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