FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51
Temi del momento

Molly come Carolina, "spinta al suicidio dai contenuti online" | Il padre della 14enne novarese: "Alzare i limiti d'età per i social"

Sentenza storica in Gran Bretagna: Instagram e Pinterest riconosciute dal coroner tra le cause che hanno portato Molly Russell a togliersi la vita a soli 14 anni

molly russell, carolina picchio
Tgcom24 - Molly Russell (a sx) e Carolina Picchio (a dx)

Morta per gli "effetti negativi dei contenuti online": è la conclusione dell'inchiesta presentata dal coroner alla corte di Londra sul suicido della 14enne britannica Molly Russell.

I fatti risalgono al 2017. L'adolescente soffriva di depressione, ma la sua condizione è stata esasperata dall'esposizione ai contenuti dei social media (quali Instagram e Pinterest), "particolarmente espliciti", incluse migliaia di immagini che spingevano a forme di autolesionismo, fino a quella estrema di togliersi la vita. Il caso ricorda quello della studentessa novarese Carolina Picchio, che nel 2013, a 14 anni, si lanciò dalla finestra di casa dopo essere stata vittima di cyber bullismo. Da allora il padre si batte per chiedere "una vera educazione digitale" e di innalzare i limiti di età per l'uso dei social.

Carolina, la 14enne di Novara che si tolse la vita dopo le offese sul web

Carolina, così come Molly, si è uccisa a soli 14 anni. Alcuni giovani avevano diffuso un video in cui mimavano atti sessuali sul suo corpo; era stata presa di mira dopo che aveva bevuto troppo. Quando il video iniziò a circolare, la giovane venne denigrata con migliaia di messaggi e finì col togliersi la vita. Il padre, Paolo Picchio, ha voluto creare una fondazione in memoria della figlia e si batte affinché non si ripetano tragedie simili. "Come Ian, il papà di Molly, anch'io non mi fermerò fino a quando le cose non cambieranno davvero", dice a La Stampa.

 

"La presenza di bambini e preadolescenti sui social oggi è un rischio assurdo, che non possiamo più permetterci. Di Carolina ne abbiamo avute fin troppe. Bisogna applicare il concetto di sostenibilità anche al digitale", sottolinea chiedendo di alzare i limiti d'età per i social. "Al di sotto dei 16 anni i ragazzi non hanno la formazione e la consapevolezza necessaria per superare da soli certe sopraffazioni. I grandi ci passerebbero sopra, mentre per loro sono un dramma: si sentono assaliti dalla vergogna e finiscono per chiudersi in se stessi. L'educazione digitale oggi riguarda sempre più la salute mentale dei nostri giovani".

 

"Le famiglie - afferma - hanno un'enorme responsabilità. Prima di tutto si tratta di dare il buon esempio: i genitori non possono pretendere attenzione dai propri figli se a tavola sono i primi a non staccarsi dallo smartphone. Non si può neanche lasciare un telefono nelle mani di un ragazzino pensando che ne farà buon uso anche quando lo usa solo nella sua cameretta".

TI POTREBBE INTERESSARE

Commenti
Commenta
Disclaimer
Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali