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Messico, tribunale: ok estradizione El Chapo negli Stati Uniti | Al narcoboss resta ancora lʼappello

Un tribunale di Città del Messico ha concesso l'estradizione negli Stati Uniti del super narcoboss Joaquin Guzman detto El Chapo, respingendo un nuovo ricorso della difesa del capo del cartello di Sinaloa. Ne danno notizia i media messicani. El Chapo, ricordano i media messicani, tuttavia ha ancora a disposizione la pronuncia in appello per cercare di fermare l'estradizione.

"El Chapo", dopo la cattura inizia la battaglia legale per lʼestradizione negli Stati Uniti

L'iter, secondo le autorità messicane, potrebbe durare almeno un anno, ma tra ricorsi e contro ricorsi potrebbero passare fino a sei anni prima della consegna agli Usa del boss del narcotraffico.

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El Chapo potrebbe essere estradato a gennaio - La richiesta della giustizia statunitense è già stata approvata dal ministero degli Esteri e dalla Corte Suprema messicani e rafforzata ora dal via libera del magistrato federale. Ma la possibilità di ricorso in appello rende ancora incerto se El Chapo possa essere estradato già il prossimo gennaio o febbraio, come ha detto pochi giorni fa il commissario nazionale per la Sicurezza, Renato Sales, in un'intervista televisiva.

Legale El Chapo: "Mi opporrò fino all'ultimo all'estradizione" - Refugio Rodriguez, capo della squadra di dieci avvocati che rappresentano El Chapo, aveva già definito "un'opinione personale" le dichiarazioni di Sales, sottolineando di aver ricevuto istruzioni di "opporsi fino all'ultimo momento possibile" a ogni richiesta di estradizione verso gli Usa, dove il suo cliente è imputato di omicidio, traffico di droga e riciclaggio di fondi.

La cattura, le fughe e le lamentele di El Chapo - El Chapo è stato catturato nel gennaio scorso, dopo la sua fuga spettacolare dal carcere di El Altiplano, nei dintorni di Città del Messico, attraverso un tunnel lungo 1,5 chilometri che partiva dalla doccia della sua cella. Era già scappato un'altra volta, nel 2001, nascosto in un carrello di biancheria del carcere di Puente Grande (Jalisco).

L'ex boss del cartello di Sinaloa si trova ora nel carcere di Ciudad Juarez, sulla frontiera stessa con El Paso (Texas), dove si lamenta costantemente delle condizioni in cui è detenuto, denunciando come "inumano" l'isolamento nel quale vive.

Solo mercoledì, i suoi avvocati hanno diffuso un rapporto preparato da medici che hanno esaminato "El Chapo". "Mi ricordo cose vecchie ma non quelle più recenti, a volte non ricordo nemmeno cosa ho mangiato ieri", ha detto il superboss. Le autorità messicane hanno respinto le lamentele di El Chapo, indicando che nei 164 giorni che ha passato a Ciudad Juarez ha ricevuto 33 visite dei suoi avvocati, 35 visite di famigliari, 10 visite personali, 75 visite di medici generalisti e 4 visite di medici specialisti.

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