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La lettera inedita che Obama scrisse a Trump: mai perdere di vista la democrazia

Rivelata dopo 7 mesi, contiene una riflessione sensibile sulla leadership americana e sulla centralità di un popolo che non va deluso

La lettera inedita che Obama scrisse a Trump: mai perdere di vista la democrazia

Una lettera concisa, in perfetto stile Obama, articolata per punti. E’ il commiato indirizzato a Trump dall’allora presidente uscente che, dopo otto anni e due mandati, si riservava la possibilità di “illuminare” il suo successore con un messaggio di benvenuto alla Casa Bianca. Mai banale né scontato, Barack Obama si congratula col tycoon per la vittoria elettorale e gli consiglia di non perdere mai di vista l’importanza delle istituzioni democratiche. La lettera, inedita, è stata rivelata dalla CNN dopo sette mesi dall’insediamento della nuova amministrazione.

Un’antica ed elegante tradizione - Il presidente americano uscente lascia una lettera al suo successore, che la trova al suo arrivo nello Studio Ovale. Lungi dal voler dispensare consigli sul futuro operato del collega, Obama scrive a Trump per congratularsi all’alba di questa “grande avventura”, sottolineando l’unicità di un’esperienza che “renderebbe inutile qualsiasi mio suggerimento”, spiega. Ma nella sua missiva – che non raggiunge le 300 parole – il 44° presidente degli Stati Uniti d’America riflette sul peso di alcune responsabilità. Oltre alla durezza della politica e alla brutalità delle lotte di potere, è importante ricordare la centralità del popolo americano: “Milioni di persone hanno messo le loro speranze in te, e tutti noi, al di là dei festeggiamenti, dobbiamo sperare di avere più prosperità e sicurezza sotto la tua presidenza”.
 
Il valore della democrazia - Data l'importanza della “leadership americana” nel mondo, continua Obama, “è nostra responsabilità, attraverso le nostre azioni e l'esempio che forniamo, sostenere un ordine internazionale che è stato posto fin dalla fine della guerra fredda e da cui dipendono prosperità e sicurezza”. Sulla singolare dimensione del ruolo del presidente dice: “Siamo solo occupanti temporanei di questa posizione” e, pertanto, “custodi di istituzioni e di tradizioni democratiche come lo Stato di diritto, la separazione dei poteri, la protezione dei diritti civili per i quali i nostri antenati hanno combattuto”.
 
Le difficoltà – Nella sua ultima riflessione l’ex presidente si attiene a un registro più personale. “Nella sconfitta per gli eventi e nell'onere della responsabilità, prendere del tempo per amici e familiari aiuterà a superare i momenti difficili che sono inevitabili”. Un consiglio generico e allo stesso tempo mirato, che assume un significato particolare dopo la caotica estate di Trump, tra le violenze razziste di Charlottesville, la follia atomica di Pyongyang e i continui battibecchi col Congresso.

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