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Il tycoon: "Tutti uccisi i candidati per il controllo dell'Iran, soluzione venezuelana fattibile anche in medio oriente"

02 Mar 2026 - 07:17
teheran iran 2 marzo © Afp

teheran iran 2 marzo © Afp

È il terzo giorno di conflitto che vede Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'esercito israeliano ha lanciato un ordine di evacuazione in Libano. Il portavoce dell'Idf ha detto: "Chiunque si trovi vicino a strutture di Hezbollah mette in pericolo la propria vita". Nel frattempo il presidente americano, Donald Trump, ha suggerito che, dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, l'Iran potrebbe agire come il Venezuele dove, solamente il leader Nicolas Maduro è stato arrestato e rimosso con l'attacco militare americano, mentre gran parte del resto del governo è rimasto al suo posto pronto a una collaborazione pragmatica con Washington. 


Le forze statunitensi e israeliane hanno colpito l'aeroporto internazionale di Karmanshah, nella parte occidentale dell'Iran. Video verificati dall'emittente televisiva in lingua araba Al Jazeera mostrano colonne di fumo che si innalzano dietro gli edifici nelle vicinanze dello scalo. Segnalazioni di esplosioni e pesanti bombardamenti sono giunte anche da altre aree del Paese, tra cui Sanandaj, Bashehr e diverse località del sud. Nella capitale Teheran, forti detonazioni sono state udite dalla mezzanotte in poi. 


Forti esplosioni sono state avvertite a GerusalemmeDubai, Abu Dhabi e Doha. Lo riferisce l'emittente televisiva Cnn citando i suoi inviati. A 109563348i giornalisti hanno udito "due esplosioni consecutive" seguite dal sorvolo di aerei militari. Nella capitale del Qatar sono stati percepiti boati "piuttosto forti", mentre ad Abu Dhabi è stata segnalata "una grande esplosione". Sirene d'allarme sono risuonate anche in Bahrain, dove il ministero dell'Interno ha invitato la popolazione a "mantenere la calma e dirigersi verso il luogo sicuro più vicino" e dove una persona è morta in seguito agli attacchi iraniani.


Almeno dieci persone hanno perso la vita negli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut. Lo riferisce una fonte medica citata dalla versione online della Reuters


Il capo della sicurezza iraniana Ali Larijani ha affermato in un post su X che l'Iran "non negozierà" con gli Stati Uniti. Le parole di Larijani smentiscono le affermazioni fatte in precedenza dai media statunitensi secondo cui ci sarebbe stato un nuovo tentativo di riprendere i colloqui sul nucleare con Washington. La dichiarazione è arrivata dopo che il Wall Street Journal ha affermato che Larijani aveva fatto questo tentativo tramite mediatori omaniti dopo l'uccisione di Khamenei. 


Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato il lancio di razzi da parte di Hezbollah contro Israele che compromette gli sforzi di Beirut per evitare di essere trascinata in un conflitto regionale. "Il lancio di missili dal territorio libanese va contro tutti gli sforzi e le iniziative intraprese dallo Stato libanese per mantenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione", ha dichiarato Aoun in un comunicato, deplorando "l'insistenza nell'utilizzare ancora una volta il Libano come piattaforma per guerre che non lo riguardano". 


Le autorità di Cipro hanno confermato che la base della Royal Air Force britannica di Akrotiri è stata colpita da un drone che ha provocato "danni limitati". Il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis ha riferito che le autorità stanno monitorando attentamente la situazione in coordinamento con il Regno Unito. Non sono stati forniti dettagli sull'origine dell'attacco e su eventuali feriti. 


Sulla morte della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, il presidente americano Donald Trump ha detto: "L'ho preso prima che lui prendesse me. Ci hanno provato due volte. Beh, l'ho preso prima io".


Il presidente americano Donald Trump avrebbe detto: "L'attacco ha avuto un tale successo che ha eliminato la maggior parte dei candidati. Non sarà nessuno di quelli a cui avevamo pensato perché sono tutti morti". 


Diverse esplosioni si sono verificate nelle città iraniane di Isfahan e Yazd, nella parte centrale della Repubblica islamica. Secondo quanto riportato dal canale televisivo Al Hadath citato dall'agenzia russa Tass. Non sono noti i dati sui danni causati. 


Un ospedale nel nord di Teheran ha dovuto evacuare i suoi pazienti, inclusi neonati, dopo che la struttura è stata gravemente danneggiata nel corso di raid notturni delle forze statunitensi e israeliane. Filmati diffusi dall'emittente statale Irib mostrano l'esterno del Gandhi Hospital danneggiato e molti detriti sparsi sulla strada. 


Sale a 22 il bilancio delle persone che hanno perso la vita durante le proteste in Pakistan per la morte dell'ayatollah, Ali Khamenei. La notizia della morte della Guida Suprema ha scatenato tafferugli in diverse città dei Paesi vicini con forte presenza musulmana e sciita, in particolare in Pakistan, Iraq e nel Kashmir indiano. 


Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, capitale dell'Iran, e nella vicina Karaj, secondo quanto riferito dai media statali. "Pochi istanti fa, il suono di molteplici esplosioni è stato udito in alcune aree di Teheran" ha riportato l'agenzia semi-ufficiale Fars. L'agenzia Tasnim ha inoltre segnalato "diverse forti esplosioni udite nei dintorni di Karaj". Non si conoscono i dettagli su eventuali danni o vittime. 


L'esercito statunitense vuole sostenere l'attacco all'Iran "per quattro o cinque settimane", se necessario, sulla convinzione che "non sarà difficile", per Israele e gli Stati Uniti tenere l'intensità della battaglia, malgrado i rischi di altre vittime militari americane. In una breve intervista al New York Times, il presidente Donald Trump, alla domanda su quanto a lungo Usa e Israele avrebbero potuto sostenere gli attacchi, ha risposto "beh, intendevamo 4 o 5 settimane. Non sarà difficile. Abbiamo enormi quantità di munizioni. Sapete, abbiamo munizioni immagazzinate in tutto il mondo, in diversi Paesi".


L'esercito israeliano ha lanciato un ordine di evacuazione di massa riguardante 52 località del Libano. Il portavoce dell'Idf, riferisce Haaretz nell'edizione online, ha emesso un avviso di evacuazione "urgente" rivolto ai residenti di decine di villaggi nel sud del Libano, avvertendoli che devono "evacuare immediatamente le loro case e allontanarsi dai villaggi di almeno 1.000 metri verso aree aperte". "Chiunque si trovi vicino a elementi, strutture e mezzi di combattimento di Hezbollah, mette in pericolo la propria vita", ha aggiunto il portavoce.


Il governo giapponese sta valutando l'evacuazione dei connazionali residenti in Israele dopo gli attacchi congiunti dello Stato insieme agli Stati Uniti contro l'Iran. Già dalla giornata odierna potrebbero partire i trasferimenti in Giordania tramite bus. Lo riferiscono fonti governative all'Agenzia Kyodo, che segnalano come in Iran, invece, dove vivono circa 200 giapponesi, un'evacuazione organizzata appare al momento difficile per la chiusura degli scali aerei e i rischi sulle vie terrestri. Tokyo sta seguendo con attenzione anche la situazione nello Stretto di Hormuz, rotta energetica cruciale per il Paese, dopo le ritorsioni iraniane contro altri Stati del Golfo.


Il presidente americano, Donald Trump, ha sostenuto di avere "tre ottime scelte" di candidati a cui affidare la guida dell'Iran. Il tycoon, in una breve intervista al New York Times, ha detto: "Non rivelerò ancora le mie scelte, prima finiamo il lavoro".