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Hezbollah: lanciati cento razzi contro Israele | Media: "Per Tel Aviv importanti progressi in risposta di Hamas"

Onu: "Oltre 1,9 milioni di persone sfollate a Gaza"

di Redazione online
03 Lug 2024 - 22:26
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Ultimo aggiornamento: 20 giorni fa

La guerra in Medioriente tra Israele e Hamas giunge al giorno 271. Hezbollah: "Abbiamo lanciato cento razzi contro Israele". Secondo alcuni media, "per Israele ci sarebbero importanti progressi nella risposta di Hamas su un possibile cessate il fuoco". Il primo ministero dell'Iraq, Mohammed Shia al Sudani, ha ribadito il "fermo sostegno" di Baghdad alla causa palestinese. Intanto la coordinatrice umanitaria dell'Onu per Gaza, Sigrid Kaag, ha detto al Consiglio di Sicurezza che 1,9 milioni di persone sono sfollate nel territorio. Dopo essere stato rilasciato, il direttore dell'ospedale al Shifa, a Gaza, ha detto che "molti prigionieri sono stati martirizzati nelle celle degli interrogatori" e "medici e infermieri israeliani picchiano e torturano i prigionieri palestinesi".

Bombe su Rafah e sfollati in fuga nel sud della Striscia

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Israele ha registrato importanti progressi nella nuova risposta di Hamas circa l'accordo sul cessate il fuoco e sugli ostaggi. Lo scrive Axios citando come fonti due alti funzionari israeliani.


I miliziani di Hamas hanno dichiarato di aver inviato nuove "idee" ai mediatori del Qatar per porre fine alla guerra di Gaza con Israele che dura da quasi nove mesi. Israele ha confermato che sta "valutando i commenti" di Hamas su un accordo per la liberazione dei suoi ostaggi e che risponderà' ai mediatori. 


I mediatori dell'accordo su una possibile tregua a Gaza hanno trasmesso a Israele "il riferimento" di Hamas sulle linee generali dell'intesa. Lo ha fatto sapere l'ufficio del premier per conto del Mossad. "Israele - ha detto la stessa fonte - sta esaminando il riferimento e darà la sua risposta ai mediatori". 


Hezbollah ha fatto sapere di aver lanciato cento razzi contro Israele, in risposta all'uccisione dell'alto comandante del movimento, Abu Ali Nasser, colpito in un raid con un drone.


I tank in uscita dall'operazione di terra a Rafah "possono arrivare fino al fiume Litani". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, durante una visita ai soldati al confine con Gaza, riferendosi al fiume in Libano a circa 16 chilometri a nord della frontiera. "Stiamo colpendo duramente Hezbollah e siamo in grado di intraprendere qualsiasi azione necessaria in Libano o a raggiungere un accordo da una posizione di forza. Preferiamo un accordo, ma se la realtà ce lo impone, sapremo combattere". La linea del fiume Litani è quella oltre la quale Israele vuole ritornino i miliziani filo-iraniani.


Abu Hamza, portavoce delle Brigate al-Quds, il braccio armato della Jihad islamica palestinese, afferma che diversi ostaggi israeliani hanno tentato il suicidio. Ha aggiunto in una dichiarazione che ciò è dovuto alla frustrazione per la negligenza del governo israeliano nei confronti della loro situazione e al trattamento riservato dalle unità delle brigate che "li stanno privando di alcuni dei privilegi che erano stati loro concessi prima dell'atroce crimine di Nuseirat commesso dall'esercito nemico criminale nazista di Israele". Lo riporta Al Jazeera. Il mese scorso le forze israeliane hanno ucciso più di 270 palestinesi nel campo profughi di Nuseirat durante un'operazione per liberare quattro ostaggi. Circa in 700 sono rimasti feriti. La decisione di trattare gli ostaggi allo stesso modo in cui vengono trattati i detenuti palestinesi nelle prigioni israeliane rimarrà in vigore "finché il governo israeliano continuerà le sue misure ingiuste nei confronti del nostro popolo e dei nostri prigionieri", ha detto ancora Hamza.


In un raid israeliano su Tiro in Libano è stato ucciso un alto comandante di campo degli Hezbollah. Lo hanno riferito fonti vicine ai miliziani sciiti, citate dai media israeliani. "Un comandate degli Hezbollah responsabile di uno dei tre settori del Libano sud è stato ucciso", ha spiegato la fonte. Secondo media arabi, anche questi ripresi da quelli israeliani, si tratta di Abu Ali Nasser.


Peace Now, movimento progressista pacifista non-governativo israeliano, afferma che lo Stato ebraico ha approvato la più grande confisca di terre in Cisgiordania in oltre 30 anni. Secondo la Ong, le autorità israeliane hanno recentemente approvato l'appropriazione di 12,7 chilometri quadrati di terra nella Valle del Giordano. I dati del gruppo indicano che si tratta della più grande appropriazione singola approvata dagli Accordi di Oslo del 1993. I palestinesi considerano l'espansione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata come il principale ostacolo a qualsiasi accordo di pace duraturo, e la maggior parte della comunità internazionale li considera illegali o illegittimi.


Il primo ministero dell'Iraq, Mohammed Shia al Sudani, ha ribadito il "fermo sostegno" di Baghdad alla causa palestinese nel corso di un incontro con il portavoce della presidenza dell'Autorita' nazionale palestinese (Anp), Nabil Abu Rudeineh. Lo riporta l'agenzia di stampa "Iraqi News".


Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Herzi Halevi, afferma che le Idf hanno ucciso "oltre 900" combattenti della brigata Rafah di Hamas ma che la campagna militare nella zona è ancora "lunga". In un comunicato, Halevi ha spiegato che "lo sforzo attuale" delle forze israeliane in questa parte del sud della Striscia di Gaza "è ora concentrato sulla distruzione delle infrastrutture terroristiche e sotterranee, che richiede tempo: pertanto questa è una campagna lunga. Non vogliamo - specifica il generale - lasciare Rafah con l'infrastruttura terroristica intatta".


L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno quattro persone sono morte nell'attacco di un drone israeliano sul campo profughi di Nur Shams vicino Tulkarem, nel nordovest della Cisgiordania. Le vittime sarebbero uomini tra i 20 e i 25 anni. Le Forze di difesa israeliane hanno confermato da parte loro che "un velivolo ha colpito una cellula terroristica nella zona, mentre piazzava un ordigno esplosivo".