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Israele, Bennett rimane nel governo: si allontana il voto anticipato

Dopo la minaccia di dimissioni, il ministro dellʼistruzione "da fiducia al primo ministro". Scongiurata la crisi politica innescata dallʼex ministro della difesa Lieberman

Israele, Bennett rimane nel governo: si allontana il voto anticipato

Il ministro dell'Istruzione israeliano, Naftali Bennett, ha annunciato che non lascerà la coalizione di governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, nonostante i forti disaccordi, rendendo dunque meno probabile il voto anticipato. Il ministro ha detto che darà il tempo a Netanyahu per correggere il tiro su una serie di problemi. Il partito di Bennett aveva annunciato che avrebbe lasciato la coalizione se non fosse stato nominato ministro della Difesa.

L'annuncio del ministro dell'Istruzione israeliano, Bennet, ha dunque evitato la crisi di governo che aveva dato le sue prime avvisaglie con le dimissioni anticipate del ministro della Difesa, Avigdor Lieberman. L'uomo della Difesa israeliana chiedeva al governo un'azione militare più pesante a Gaza. Ma gli stessi alti gradi militari avevano avvertito che una nuova guerra contro Hamas a Gaza non avrebbe risolto nulla in termini strategici. Israele, costretta anche a incursioni di terra, avrebbe rischiato di perdere uomini senza la garanzia di cambiare l'equilibrio strategico fra il movimento terroristico e lo stato di Israele.

Bennet, intanto, aveva chiesto apertamente al primo ministro di diventare il nuovo uomo della Difesa, ma dopo che questa possibilità gli è stata negata ha minacciato le dimissioni facendo sapere che le "elezioni anticipate", erano "ormai inevitabili". Insieme a lui, il sostegno dei membri del suo partito di estrema destra, il "Focolaio ebraico". Tra cui la ministra della Giustizia Ayelet Shaked.

Il primo ministro, dal canto suo, ha cercato di scongiurare le elezioni anticipate, normalmente previste per novembre 2019, e ha invitato il governo a essere compatto "per non ripetere lo storico errore del 1992, quando arrivò al potere la sinistra e si giunse agli accordi di Oslo".

Poi il colpo di scena. Dopo le parole pronunciate da Netayahu, Bennet in una conferenza stampa ha ritirato il suo ultimatum e si è reso disponibile "a dare fiducia al premier". "Ora spetta a lui", ha detto il ministro dell'Istruzione. Con le mancate dimissioni, il governo attuale ha ancora la maggioranza parlamentare e la crisi di governo sembra, per il momento, scongiurata.

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