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Guerra in Iran, Trump: "Teheran non è pronta all'accordo" | Poi il monito agli alleati: "La NATO deve intervenire"
Il ministro degli esteri iraniano: "'Un ecocidio gli attacchi Idf sui depositi di carburante"
© Ansa
Il conflitto in Medio Oriente entra nella terza settimana, Donald Trump alza la pressione internazionale. Intervistato dal Financial Times, il tycoon ha chiesto alla Cina di intervenire subito per sbloccare lo Stretto di Hormuz, sottolineando che Pechino importa da lì il 90% del suo greggio: aspettare il vertice di fine mese con Xi Jinping, che Trump minaccia di posticipare, "sarebbe troppo tardi". Il monito è arrivato anche alla Nato: per gli alleati che non aiuteranno a garantire l'apertura dello Stretto si prospetta un futuro "molto negativo". Nonostante il Ministro iraniano Araghchi denunci un "ecocidio" per i raid israeliani sui depositi di carburante, Trump conferma colloqui in corso con Teheran anche se: "Non sono ancora pronti per un accordo, ma ci sono vicini". Intanto, Israele ha iniziato le operazioni terrestri mirate nel sud del Libano.
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro i depositi di carburante di Teheran costituiscono un "ecocidio" a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. "I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio", ha scritto il ministro Abbas Araghchi su X. "I residenti rischiano danni a lungo termine alla loro salute e al loro benessere. La contaminazione del suolo e delle falde acquifere potrebbe avere ripercussioni generazionali", aggiunge il post.
