FOTO24 VIDEO24 Logo Mediaset ComingSoon.it Donne logo mastergame Grazia Meteo.it People sportmediaset_negative sportmediaset_positive TGCOM24 meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Insulti social, Dolce & Gabbana chiedono scusa ai cinesi con un video

I due stilisti, travolti dalle polemiche per uno spot giudicato razzista, esprimono "amore e rispetto" per la cultura cinese

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno chiesto scusa con un video al popolo cinese per lo spot, giudicato "razzista e sessista", che ha gettato nella bufera i due stilisti, i cui prodotti sono stati banditi dai principali siti di e-commerce. "Facciamo le nostre più sincere scuse al popolo cinese nel mondo intero, speriamo che il nostro fraintendimento della cultura cinese possa essere perdonato", ha detto Gabbana.

Gli stilisti erano stati costretti ad annullare una sfilata all'Expo Centre di Shanghai, in Cina. La casa di moda aveva pubblicato sul profilo Instagram ufficiale tre clip riguardanti proprio quell'evento. Ma in uno dei video si vedeva una modella cinese che tentava con difficoltà di mangiare pizza, spaghetti e un cannolo siciliano con le bacchette. E questo ha fatto scoppiare la polemica con i prodotti della griffe italiana spariti dalle piattaforme online cinesi. "Siamo sempre andati pazzi per la Cina, l'abbiamo visitata molto. Siamo stati in molte città. Amiamo la vostra cultura" hanno detto Stefano e Domenico nel video, chiuso con un "duibuqi", che significa "scusa" nella lingua cinese.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali