Il presidente americano Donald Trump attacca nuovamente l'Italia: "Roma non c'era quando avevamo bisogno di lei" nella guerra in Iran, "mentre io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". Intanto, il Regno Unito invia una nave da guerra in Medio Oriente per partecipare a una potenziale missione per proteggere le navi mercantili nello Stretto di Hormuz.
"Il problema non è riappacificare o no Italia e Stati Uniti, il problema è far finire le guerre: far finire la guerra in Iran, far finire la guerra in Ucraina e far finire tutte le altre. Tra noi e gli Usa non c'è una guerra". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, in visita a Genova per l'Adunata nazionale degli alpini.
Il comando centrale delle forze armate Usa (Centcom) ha fatto sapere che il blocco navale contro l'Iran, in vigore dal 13 aprile, si mantiene in piena attivita'. "Ad oggi, le forze della Centcom hanno deviato 58 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 (...) per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti iraniani", si legge in un post pubblicato sul profilo X.
Ci sono anche tre bambini, rispettivamente di sei mesi, due e 11 anni, tra i 7 uccisi nel raid israeliano contro un palazzo che ospitava tre famiglie sfollate a Saksakiye (Sidone). Lo scrivono i media libanesi citando il ministero della Salute, che precisa questo sia solo un bilancio preliminare. Almeno 15 i feriti.
Circa 20 persone sono state uccise oggi negli attacchi lanciati dalle Forze di difesa d'Israele (Idf) in varie zone del Libano, secondo quanto riportato dai media libanesi. Questa mattina, le Idf hanno emesso in lingua araba ordini di evacuazione per nove località nel sud del Libano, avvertendo di ulteriori attacchi contro presunti obiettivi del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale libanese "Nna", l'ultimo attacco mortale si è verificato a Bedias, nel distretto meridionale di Tiro, causando un morto.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver colpito e distrutto un sito di produzione e stoccaggio di armi del movimento islamista palestinese Jihad islamica, nel nord della Striscia di Gaza. In una nota, le Idf hanno dichiarato che il sito era stato recentemente utilizzato sia dalla Jihad islamica che da Hamas per fabbricare ordigni esplosivi e immagazzinare altre armi "destinate a colpire i militari delle Idf operanti vicino alla Linea gialla e civili israeliani".
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha reso noto che, dall'inizio del blocco navale imposto ai porti iraniani il 13 aprile, le forze Usa hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno "messo fuori uso" quattro. "Il blocco navale Usa contro l'Iran continua ad essere applicato pienamente. A oggi le forze del Centcom hanno respinto 58 navi mercantili e ne hanno messe fuori uso 4 dal 13 aprile per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti iraniani", ha riferito il Centcom in un post su X.
Hezbollah ha affermato di aver preso di mira il nord di Israele con un drone in risposta ad attacchi israeliani in Libano, che continuano nonostante una tregua. L'organizzazione filo-iraniana ha riferito di aver preso di mira "un gruppo di soldati dell'esercito nemico israeliano nei pressi di Misgav Am", dopo una "violazione del cessate il fuoco da parte del nemico israeliano".
Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo della diplomazia egiziana, Badr Abdelatty, hanno discusso gli sviluppi regionali nel corso di una telefonata. Lo riferisce un comunicato del ministero degli Esteri qatariota, specificando che i colloqui tra i due si sono concentrati sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nonché sugli "sforzi volti alla de-escalation, contribuendo a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione". Durante la chiamata, il premier qatariota ha "sottolineato la necessita' che tutte le parti rispondano positivamente agli attuali sforzi di mediazione, al fine di aprire la strada alla risoluzione delle cause profonde della crisi attraverso mezzi pacifici e dialogo, portando a un accordo sostenibile che impedisca nuove escalation", aggiunge il comunicato. I due ministri hanno inoltre discusso della cooperazione tra i due Paesi e dei modi per sostenere e rafforzare le loro relazioni bilaterali.
"L'Italia non c'era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l'Italia, e così il mio Paese". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All'osservazione che l'Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: "L'Italia non c'era quando ne avevamo bisogno".
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in raid israeliani avvenuti nelle ultime ore su diverse località del sud del Libano e a sud di Beirut, dove i media statali libanesi hanno riferito di almeno tre attacchi in poco tempo. Lo riferisce il giornale L'Orient-Le Jour. Sei vittime e sei feriti sono indicati in un bilancio preliminare di un attacco contro un palazzo che ospitava famiglie sfollate a Saksakiyé (Sidone). Un altro morto è stato riportato a Saadiyat, più a nord; due per un attacco che ha colpito un'auto su una strada che collega questa località con Beirut; e altri due ad Habbouch, più a est.
In una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto commentare sullo spostamento di truppe dalla Germania, potenzialmente verso il fronte orientale della Nato, mentre ha confermato che 'sta ancora prendendo in considerazione' di spostare truppe dalle basi italiane
Il Regno Unito ha annunciato che invierà un cacciatorpediniere, l'HMS Dragon che si trova attualmente nel Mediterraneo, in Medio Oriente in previsione di una futura missione internazionale per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. "Questo preposizionamento dell'HMS Dragon fa parte di una rigorosa pianificazione per garantire che il Regno Unito sia pronto, come parte di una coalizione multinazionale guidata congiuntamente da Regno Unito e Francia, a garantire la sicurezza dello stretto quando le condizioni lo permetteranno", ha dichiarato il ministero della Difesa britannico.
Secondo l'intelligence degli Stati Uniti, la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei continua a essere coinvolta nella definizione della strategia di guerra e negoziale di Teheran, nonostante non appaia in pubblico da quando è rimasto ferito negli attacchi che hanno ucciso il padre e predecessore Ali. Lo riporta la Cnn. Secondo il rapporto, Khamenei si sta ancora riprendendo da ustioni e altre ferite, rimanendo in gran parte isolato e comunicando tramite corrieri anziché con dispositivi elettronici. L'intelligence statunitense ritiene che la leadership iraniana rimanga frammentata, con alti comandanti dei pasdaran e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf che gestiscono gran parte del processo decisionale quotidiano, mentre il governo di Teheran valuta le proposte statunitensi per porre fine al conflitto.
Sarebbero alcune petroliere europee le responsabili per la fuoriuscita di petrolio vicino all'isola di Kharg, nel Golfo Persico. È questa l'accusa lanciata da un parlamentare iraniano parlando delle enormi chiazze di greggio che hanno iniziato ad allargarsi vicino all'isolotto, crocevia dell'export petrolifero iraniano. "Sono state causate da residui di petrolio e acque di zavorra provenienti da petroliere europee, che sono state scaricate in mare, danneggiando l'ambiente marino", ha dichiarato il deputato Jafar Pourkabgani.
Il dipartimento del Tesoro americano, nell'ambito dell'operazione Economic Fury parallela alla campagna contro l'Iran, ha deciso di sanzionare 10 individui e società. Queste - con sede tra Medio Oriente, Asia ed Europa orientale - avrebbero agevolato gli sforzi delle forze armate iraniane negli approvvigionamenti di armamenti, di materie prime impiegabili nei droni e nel programma missilistico balistico. "Mentre i leader superstiti dei pasdaran sono intrappolati come topi su una nave che affonda, il dipartimento del Tesoro prosegue con implacabile determinazione la sua campagna", ha commentato soddisfatto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione all'Onu per chiedere all'Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz. Il testo aggiornato, come riferiscono i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell'Onu, che consente al Consiglio di sicurezza d'imporre misure che vanno dalle sanzioni all'azione militare. Ha però mantenuto un linguaggio duro contro Teheran. E, malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l'uso della forza, "riafferma il diritto degli Stati membri dell'Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione".
Rimane difficile che Russia e Cina, tra i membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu, sottoscrivano il nuovo testo. Già una precedente risoluzione sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava avrebbe potuto legittimare un'azione militare americana contro l'Iran, è fallita ad aprile proprio dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.
"Andremo per una strada diversa se tutto non sarà firmato e sistemato". Lo ha detto Donald Trump, alla Casa Bianca sotto il suo elicottero, parlando dei prossimi passi nella trattativa con l'Iran. "Potremmo tornare al Project Freedom se le cose non accadranno. Ma sarà Project Freedom Plus, cioè Project Freedom più altre cose".
