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Trump: "Aumento sui carburanti è un piccolo prezzo da pagare per la sicurezza" | Media: "Ritiro Usa da base Fairford per minaccia attacco con droni iraniani"
Gli Houthi rivendicano attacchi contro aeroporti e impianti petroliferi sauditi
© Afp
Gli Houthi hanno rivendicato nuovi attacchi con missili e droni contro l'Arabia Saudita, sostenendo di aver colpito l'aeroporto internazionale di Riad e una raffineria di Saudi Aramco a Rabigh. Riad ha risposto intensificando le operazioni contro il movimento in Yemen, mentre proseguono i combattimenti con le forze governative. Sullo sfondo dell'escalation, Donald Trump ha definito il rincaro della benzina negli Stati Uniti un "piccolo prezzo da pagare" per la sicurezza.
Ansar Allah (movimento sciita filo-iraniano dello Yemen, meglio noto come Houthi) ha rivendicato tre operazioni condotte con missili balistici, missili da crociera e droni contro aeroporti, installazioni militari e infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita. Le rivendicazioni, rilanciate dall'emittente televisiva emirtina "Sky News Arabia", non sono state finora confermate dalle autorita' saudite. Secondo il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, una prima operazione avrebbe colpito l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, provocando un'interruzione del traffico aereo. Una seconda operazione avrebbe invece preso di mira una raffineria della compagnia statale Saudi Aramco a Rabigh, nella regione della Mecca, dove secondo il movimento sarebbe scoppiato un incendio. La terza operazione avrebbe colpito l'aeroporto internazionale di Abha, la base militare di Khamis Mushait, il campo di Akifah, nella regione meridionale dell'Asir, e altri siti definiti "sensibili" nelle province di Najran e Jazan, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita. Gli Houthi sostengono che gli attacchi abbiano raggiunto con precisione gli obiettivi indicati, ma tali affermazioni non sono verificabili in modo indipendente. Saree ha affermato che le operazioni sarebbero state condotte in risposta a circa 60 attacchi aerei e missilistici sauditi effettuati nelle precedenti 24 ore contro la capitale Sana'a e le province yemenite di al Jawf, Taiz, Hajjah, Saada e Marib. Secondo il portavoce, dall'inizio dell'ultima escalation il numero complessivo degli attacchi sauditi avrebbe raggiunto quota 1.576. Il movimento ha inoltre rivolto un avvertimento alle compagnie aeree internazionali che utilizzano lo spazio aereo saudita, sostenendo che quest'ultimo sia ormai diventato "teatro delle nostre operazioni", con l'eccezione delle aree sopra La Mecca e Medina. La nuova serie di attacchi rivendicati dagli Houthi arriva mentre le forze governative yemenite sostenute dall'Arabia Saudita hanno lanciato un'offensiva lungo la costa occidentale, riconquistando diverse posizioni nell'area dello Stretto di Bab el Mandeb e avanzando verso Mokha.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito gli elevati prezzi della benzina pagati dagli automobilisti statunitensi un "piccolo prezzo da pagare per mantenere il mondo al sicuro e mantenere al sicuro il nostro Paese". Trump e' tornato sul tema durante un comizio elettorale a Grand Island, in Nebraska, in vista delle elezioni di meta' mandato del 3 novembre. Durante il comizio il presidente ha erroneamente affermato che il prezzo del petrolio sia oggi inferiore a quello registrato durante l'amministrazione del suo predecessore Joe Biden e ha previsto che il costo della benzina scendera' sotto 1,85 dollari al gallone (3,8 litri) "in un periodo di tempo molto breve". Secondo il presidente, il calo potrebbe verificarsi prima delle elezioni di meta' mandato o subito dopo. Trump ha quindi ribadito che gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, presentando il prezzo piu' elevato dei carburanti come un costo necessario della sicurezza nazionale e internazionale. Il tema dei prezzi della benzina e' diventato particolarmente sensibile per l'amministrazione in vista del voto di novembre.
