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Speciale Guerra in Iran

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Israele, Shin Bet avverte il governo: Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto del 27 ottobre | Houthi: "Colpito aeroporto di Riad"

Secondo quanto trapelato da alcuni media "Londra sarebbe pronta a espellere 27 diplomatici israeliani". Il Regno Unito risponderebbe così alla chiusura avvenuta nei giorni scorsi del consolato britannico a Gerusalemme Est

05 Ott 2026 - 23:47
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Il capo dello Shin Bet David Zini ha presentato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante: Hamas starebbe intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Zini ha espresso la propria preoccupazione durante il gabinetto politico-militare israeliano tenutosi nella serata di domenica. Intanto le forze governative yemenite hanno rivendicato oltre mille attacchi contro posizioni degli Houthi in diverse aree del Paese. Secondo il portavoce delle forze armate, Majid Abdullah al Nuzaili, le operazioni hanno colpito postazioni di artiglieria, lanciarazzi e centri di comando. Nonostante l'elevato rischio di attacchi navali, secondo i dati provvisori di Kpler, alla fine di settembre le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno superato in quattro giorni su sette i livelli precedenti alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, raggiungendo picchi compresi tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno. Prima del conflitto la media era di circa 18 milioni di barili quotidiani. Intanto, gli Houthi hanno annunciato di aver nuovamente colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria di Aramco.

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Gli Houthi hanno affermato di aver colpito l'aeroporto di Riad e una raffineria del colosso energetico saudita Aramco, oltre a diversi siti nel sud del Regno. Gli attacchi, condotti soprattutto con droni, missili balistici e da crociera, "hanno preso di mira l'aeroporto internazionale di Riad", ha dichiarato il portavoce militare dei ribelli yemeniti, Yahya Saree, aggiungendo che sono stati colpiti anche "la raffineria di Aramco a Rabgh" e siti militari e aeroporti nel sud del Paese.


Una nave cisterna è stata colpita nello Stretto di Hormuz e ha i motori in fiamme. Lo riferisce l'agenzia di monitoraggio britannica Ukmto. "Ukmto - si legge nel report - ha ricevuto la segnalazione di un incidente nello Stretto di Hormuz. Il comandante di una nave cisterna riferisce di essere stato colpito da un proiettile di origine ignota, che ha provocato un incendio nella sala macchine attualmente in fase di spegnimento da parte dell'equipaggio. Al momento dell'emissione di questo avviso, non si registrano vittime né impatti ambientali. Le autorità stanno indagando sull'accaduto".


La Turchia e il Pakistan, legati all'Arabia Saudita da un patto di difesa reciproca, hanno annunciato in un comunicato congiunto l'invio di forze militari nel Regno, bersaglio di attacchi regolari da parte dei combattenti Houthi dello Yemen.


L'ambasciatore britannico, Simon Walters, ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione del ministro degli Esteri, Gideon Sa'ar, di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est, dove operano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l'espulsione di 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata di Londra. È quanto emerge da un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani, sullo sfondo del deterioramento dei rapporti tra i due Paesi. I dettagli del messaggio sono stati pubblicati da Ynet.


Durante il gabinetto politico-militare israeliano di ieri sera, il capo dello Shin Bet David Zini, ha presentato ai ministri un'allerta d'intelligence specifica e preoccupante: Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata di rapimento. Lo riferisce Channel 12. Secondo le valutazioni, Hamas mira a lanciare l'operazione in prossimità delle elezioni del 27 ottobre o nell'immediato periodo successivo, con l'intento di generare un forte impatto mediatico, perturbare l'agenda politica israeliana e influenzare la situazione operativa. L'apparato di sicurezza si sta preparando. 


La coalizione militare a guida saudita ha annunciato la partecipazione alla nuova offensiva del governo yemenita contro gli Houthi, sostenuti dall'Iran; nell'ambito dell'operazione, cento aerei da combattimento sono stati impiegati in attacchi all'alba per fornire copertura aerea alle forze di terra. "Cento caccia hanno partecipato questa mattina all'alba all'operazione 'Alba dello Yemen'", ha scritto su X il portavoce della coalizione, il maggiore generale Turki al-Maliki, utilizzando la denominazione della nuova offensiva annunciata domenica. "Supporto aereo continuo, 24 ore su 24, per le forze armate yemenite sul campo".


Le forze governative yemenite hanno preso il controllo dello stretto di Bab el-Mandeb e dell'aeroporto di Dhubab, e hanno interrotto la strada tra Dhubab e Mokha: lo ha dichiarato un portavoce militare, mentre il governo ha lanciato un'ampia operazione contro le forze Houthi. Lo riporta Iran International. Il colonnello Majed al-Nuzaili ha dichiarato che le Brigate dei Giganti e le forze dello Scudo della Nazione hanno messo in sicurezza lo stretto.


Le forze governative yemenite hanno attaccato le posizioni degli Houthi nel distretto di Dhubab, che domina lo strategico stretto di Bab el-Mandeb: lo scrive Reuters sul sito. Ieri il governo riconosciuto a livello internazionale ha lanciato un'offensiva per riconquistare il territorio controllato dagli Houthi. Le Brigate dei Giganti, movimento filogovernativo, affermano che i loro primi contingenti sono giunti nella zona di Bab el-Mandeb.


Due agenti di polizia sono rimasti uccisi dopo un attacco subito quelli che i media iraniani hanno definito "terroristi armati". Secondo quanto riferisce Isna, "due terroristi armati hanno attaccato una pattuglia della polizia proveniente dalla stazione di Nokju (Comando di polizia della contea di Bampur) lungo la tratta Bampur-Iranshahr, aprendo il fuoco contro gli agenti mentre questi ultimi erano impegnati in attività di pattugliamento e di tutela della sicurezza pubblica". A causa dell'attacco, avvenuto nella provincia del Sistan-Baluchistan che confina con il Pakistan, oltre ai due morti anche un altro agente di polizia è rimasto ferito. "Gli autori dell'attacco sono attualmente inseguiti dalle forze dell'ordine ed è in corso un'operazione nell'area per identificarli e arrestarli", riferisce Isna. La provincia del Sistan-Baluchistan è spesso teatro di attacchi contro le forze dell'ordine da parte di gruppi armati e durante il mese di settembre il ministero dell'Intelligence di Teheran aveva dichiarato che "tre terroristi" erano stati uccisi "prima che potessero compiere atti di sabotaggio o terrorismo" e altri nove erano stati arrestati, in due diverse operazioni.


Il capo di Stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, ha dichiarato che è "dovere" di Israele condurre un'indagine completa sul massacro del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas: è quanto riporta il Times of Israel, citando un suo discorso in commemorazione dell'attacco terroristico nel terzo anniversario. "Un'intera nazione china il capo in lutto. Ricordiamo i civili uccisi nelle loro case, i giovani che erano usciti per ballare e non sono mai tornati, coloro che sono stati rapiti e uccisi durante la prigionia, i combattenti e le combattenti e tutti i soldati caduti, i membri delle forze di sicurezza e le squadre di emergenza e soccorso che si sono precipitate nell'inferno e sono cadute in combattimento", ha affermato Zamir. Che ha poi aggiunto: "Porteremo con noi le loro storie e formeremo nella loro luce le future generazioni di comandanti e soldati. È nostro dovere indagare e garantire che gli insegnamenti vengano messi in pratica, affinché possiamo essere più degni della fiducia che il popolo ha riposto in noi".


Ali Fadavi, consigliere del comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha affermato che, per la prima volta, in questo momento non c'è nessuna nave statunitense nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo di Oman e neppure nella parte settentrionale dell'Oceano Indiano. "Le forze statunitensi sono fuggite e si sono posizionate a più di 1.000 chilometri dal territorio iraniano", ha sottolineato parlando alla tv di Stato. "Lo spostamento delle forze — ha proseguito Fadavi — non è stata una scelta degli americani, ma è avvenuto in considerazione dell'autorità dell'Iran. Le navi da guerra americane sono vulnerabili al 100% rispetto agli attacchi dei Guardiani della Rivoluzione".


Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato a colloquio l'ambasciatore norvegese a Teheran, Paal Bjornestad, che è stato ricevuto dal direttore generale del Dipartimento per la pace e la sicurezza internazionale, Mohammad Hassannejad Pirkouhi. L'Iran accusa infatti Oslo di non aver rispettato obblighi internazionali relativi all'uso del sistema satellitari Starlink. Lo riporta l'agenzia di stampa Irna. "Gli Stati Uniti e Israele abusano sistematicamente della rete satellitare Starlink per portare avanti programmi interventisti nei confronti dell'Iran", ha dichiarato Hassannejad Pirkouhi durante l'incontro, sottolineando che "la Norvegia non ha adempiuto ai propri obblighi giuridici in quanto Stato di registrazione dei servizi Starlink presso l'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit) delle Nazioni Unite" e che "dovrebbe adottare le misure necessarie per impedire trasmissioni con Starlink non autorizzate sul territorio iraniano". "Oslo ha ignorato i ripetuti appelli dell'Iran affinché cessino le attività che compromettono la sicurezza nazionale e la sovranità territoriale dell'Iran", ha aggiunto Pirkouhi.


Le esportazioni di greggio dal Medio Oriente hanno superato i livelli precedenti alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran in quattro dei sette giorni dell'ultima settimana di settembre, nonostante l'aumento degli attacchi alle navi nella regione. Secondo dati provvisori della società di monitoraggio navale Kpler, i volumi hanno raggiunto tra 19,5 e 22,5 milioni di barili al giorno il 24 settembre e dal 27 al 29 settembre, contro una media di 18 milioni di barili al giorno nel periodo precedente all'inizio del conflitto. La media mobile su sette giorni si attestava a 18,5 milioni di barili al giorno il primo ottobre. Il dato comprende i transiti attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso, le esportazioni dai terminali e i trasferimenti da nave a nave nel Golfo di Oman. Sono però aumentati i rischi per la navigazione: secondo la società di intelligence marittima Marisks, tra il 28 settembre e i primi giorni di ottobre 2026 sono stati registrati almeno sette attacchi contro navi nello Stretto di Hormuz, mentre l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha segnalato almeno un attacco al giorno nello Stretto o nel Golfo di Aden dal 2 ottobre.


Le forze governative yemenite hanno rivendicato 1.122 attacchi contro posizioni degli Houthi, tra cui postazioni di artiglieria, lanciarazzi e centri di comando e controllo. Il portavoce delle forze armate, il generale di brigata Majid Abdullah al Nuzaili, ha riferito che le operazioni sono state condotte con aerei, droni, missili, razzi, artiglieria e cecchini nelle province di Saada, al Jawf, Taiz e lungo la costa. Secondo il bilancio fornito da Nuzaili, 1.747 combattenti Houthi sarebbero stati uccisi. Le autorità yemenite hanno inoltre affermato che gli attacchi hanno distrutto o danneggiato 364 veicoli, mezzi e sistemi utilizzati per le operazioni e i rifornimenti militari. Le cifre non sono state verificate indipendentemente. La rivendicazione arriva mentre il governo yemenita internazionalmente riconosciuto conduce una nuova offensiva per riconquistare i territori ancora controllati dagli Houthi, dopo la ripresa dei combattimenti su diversi fronti. 

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