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L'Iran conferma la morte di Larijani e Soleimani | Si dimette il capo antiterrorismo Usa: guerra voluta da Israele
L'Idf lancia una serie di attacchi su Beirut e Teheran per colpire obiettivi terroristici di Hezbollah
© Ansa
A tre settimane dal suo inizio, prosegue il conflitto in Medio Oriente che secondo Donald Trump durerà altre "due settimane". L'Idf ha reso di aver ucciso in un raid mirato a Teheran il Segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, e il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. Nelle serata è arrivata la conferma dei Pasdaran. Un drone iraniano ha colpito l'ambasciata statunitense nei pressi dell'aeroporto di Baghdad provocando un'esplosione da cui si è levata una colonna di fumo nero. Il Wall Street Journal, citando il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha riferito che il regime iraniano avrebbe intensificato la repressione interna per prevenire possibili rivolte attuando centinaia di arresti e minacce di uso letale della forza contro i manifestanti a Teheran.
Secondo il capo della polizia, almeno 500 persone sono state fermate dall'inizio della guerra con l'accusa che vanno dalla collaborazione con media stranieri al sostegno a forze nemiche. Nella notte sono state udite almeno tre esplosioni a Dubai, dopo l'allarme missilistico delle ore precedenti. In Qatar è scattata, ancora una volta, l'allerta sicurezza dopo i forti boati che sono stati sentiti a Doha. Negli Emirati un'altra petroliera è stata attaccata da un proiettile non identificato. L'Idf: "raid contro obiettivi terroristici su Beirut e a Teheran".
Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.
L'esercito israeliano ha dato un ordine di evacuazione agli abitanti di Tiro, in Libano, dei campi profughi palestinesi e dei quartieri circostanti in previsione di ulteriori attacchi. In un post su X il portavoce per la lingua araba Avichay Adraee ha esortato i residenti ad "evacuare le proprie case" e a dirigersi a nord del fiume Zahrani. Le aree a cui l'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione includevano tre campi profughi palestinesi situati a Tiro: Rashidieh, Burj al-Shamali e al-Buss.
Un nuovo allarme è scattato in questi minuti a Tel Aviv e nel centro del Paese per un nuovo lancio di missili dall'Iran, il decimo della giornata.
L'Iran ha confermato la morte di Ali Larijani, il capo del Consiglio supremo della sicurezza, insieme al figlio e al suo vice. Lo riporta la stampa di Teheran. L'Idf aveva rivendicato la sua uccisione dopo un raid su Teheran. La notizia della morte era stata riportata anche dalla rete televisiva dell'opposizione iraniana Iran International, che citando "fonti informate" aveva precisato che nel bombardamento avrebbero perso la vita il suo vice, Ali Bateni, e il figlio di Larijani, che ricopriva il ruolo di assistente speciale. Secondi le fonti anche il numero due delle formazioni paramilitari basij, Qassem Qoreishi, sarebbe deceduto; i pasdaran da parte loro hanno confermato l'uccisione del comandante dei basij, Gholamreza Soleimani, la cui morte - insieme a quella di Larijani - era stata annunciata qualche ora prima dalle forze armate israeliane.
Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche statunitensi nel mondo di "effettuare immediatamente" valutazioni di sicurezza, citando "la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il potenziale rischio di effetti collaterali". Lo riferisce il Washington Post citando un ordine firmato dal segretario di Stato Marco Rubio, in cui chiede a "tutte le sedi del mondo" di convocare i Comitati d'azione d'emergenza, ovvero i team multidisciplinari progettati per identificare e pianificare le minacce e per rivedere la loro "postura di sicurezza".
Le forze armate israeliane continueranno a colpire chiunque "rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele", compresa la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: lo ha dichiarato il portavoce delle Idf, Effie Defrin. Alla domanda se vi fossero notizie sulla sorte di Khamenei, che non è apparso in pubblico dal giorno della sua nomina, il portavoce ha risposto negativamente: "Ma posso dire una cosa: continueremo, come abbiamo dimostrato, a dare la caccia a chiunque rappresenti una minaccia per lo Stato di Israele, e chiunque alzi un dito contro di esso non è immune. Lo inseguiremo, lo troveremo e lo neutralizzeremo". Israele inoltre continuerà a colpire anche i membri delle forze paramilitari iraniane dei Basij: "Li colpiremo tutti, ovunque e in qualsiasi momento".
Gli Stati Uniti hanno speso almeno 12 miliardi di dollari nella guerra con l'Iran solo nelle prime due settimane del conflitto. Lo rivela il Time, citando funzionari dell'amministrazione Trump, secondo cui la cifra che sta rapidamente diventando un punto critico tra i critici della guerra. L'ultima stima è stata fornita da Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, che in un'intervista al canale Cbs News, ha dichiarato che la campagna militare ha finora avuto un costo di circa 12 miliardi di dollari. Pochi giorni prima, funzionari del Pentagono avevano riferito ai membri del Congresso, in un briefing riservato, che l'operazione era già costata 11,3 miliardi di dollari nei soli primi sei giorni.
Il premier indiano Narendra Modi afferma di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed Al Nahyan, di aver discusso "della situazione attuale in Medio Oriente" e di aver concordato con lui "sull'importanza di garantire una navigazione sicura e libera attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo riporta l'agenzia Pti. "Abbiamo ribadito la ferma condanna dell'India a tutti gli attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti che hanno causato la perdita di vite innocenti e danni alle infrastrutture civili", ha detto ancora Modi.
"Io non vedo pericoli di attacchi militari sull'Italia o sulle basi americane, anche perché sono super protette. Non credo che la Sicilia sia raggiungibile, i missili sono arrivati a Creta, ma non credo che possano arrivare fino alla Sicilia. Ma non credo che sia interesse loro. Noi rispettiamo gli accordi internazionali". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, conversando con una scolaresca a piazza Colonna.
"Non ho mai sentito Trump così arrabbiato in tutta la mia vita, e condivido la sua rabbia vista la posta in gioco". Lo ha detto il senatore repubblicano Lindsey Graham riferendo di aver parlato con il presidente sulla Nato. "L'arroganza dei nostri alleati nel suggerire che un Iran con l'arma nucleare non preoccupa e che l'azione militare per fermare l'ayatollah è un nostro problema e non loro è offensiva", ha aggiunto Graham, uno stretto alleato di Trump e un sostenitore dell'operazione contro Teheran.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha confermato la morte del comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno affermato che Soleimani è stato ucciso in un "attacco da parte del nemico americano-sionista".
Soleimani, che ha guidato le forze Basij negli ultimi sei anni e ha supervisionato le operazioni di sicurezza interna, "ha svolto un ruolo strategico e senza precedenti nell'ammodernare la struttura popolare e jihadista delle forze Basij, nello sviluppare movimenti costruttivi, nell'eliminare le privazioni e nel fornire assistenza ai gruppi oppressi e vulnerabili", si legge.
"Entrare in guerra per noi è complicato. Perché poi fare la guerra? Credo che il nostro impegno non sia quello, ma sia quello di cercare di trovare stabilità in Medio Oriente, trovare un accordo. E anche dal punto di vista militare non so quanto sia giusto andare a infilarsi in una guerra. Perché? Perché gli iraniani hanno missili e droni a non finire. Abbattere un drone a volte costa tanto".
L'ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando della crisi in Medio Oriente in un colloquio con Daniele Capezzone, a Roma. Quindi facendo un esempio di scuola ha aggiunto: "Se loro hanno, diciamo, 10.000 droni e le navi occidentali hanno 1.000 missili, una volta abbattuti 1000 droni, ne rimangano 9.000. Quindi non so quanto sia conveniente anche dal punto di vista militare".
La guerra contro l'Iran è stata una "piccola escursione", e si concluderà "nel giro di un paio di settimane". Lo ha detto Donald Trump durante un evento al Congresso in onore del premier irlandese Michael Martin, in occasione del 'St. Patrick's Day'. "Non ci vorrà ancora molto... Siamo decisamente in anticipo sulla tabella di marcia", ha aggiunto il presidente Usa.
Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall'esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell'accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer - e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte - incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost.
"Non ho paura di un altro Vietnam". Lo ha detto Donal Trump alla Casa Bianca rispondendo ad una domanda sull'eventualità che le truppe americane siano dispiegate in Iran.
Piu' di un milione di persone, tra cui quasi 350.000 bambini, risultano sfollate in Libano a causa degli attacchi in corso, con migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e a rifugiarsi in centri sovraffollati. E' quanto riferisce l'Unicef Libano in un messaggio pubblicato sul proprio profilo X. "Migliaia di famiglie e bambini stanno abbandonando le loro case in preda alla paura e cercano rifugio in centri sovraffollati", si legge nel messaggio, che sottolinea come l'organizzazione sia impegnata sul campo per fornire assistenza sanitaria, sostegno psicosociale, acqua potabile e aiuti di emergenza.
L'Unicef ha quindi lanciato un appello per interventi immediati. "I bambini in Libano non possono permettersi ulteriori ritardi. Sono necessari interventi immediati per allentare la tensione e impedire che subiscano ulteriori danni. I bambini devono essere protetti. Adesso", conclude il messaggio.
Gli Stati Uniti "lasceranno l'Iran a breve, ma non siamo ancora pronti ad andarcene". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un incontro con il premier irlandese Micheal Martin. "Se ce ne andassimo ora, ci vorrebbero 10 anni per ricostruire", ha aggiunto Trump.
Gli alleati del Medio Oriente "hanno dato un grande supporto" agli Stati Uniti nelle operazioni contro l'Iran e nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un bilaterale con il premier irlandese Micheal Martin. "Qatar, Emirati, Arabia Saudita, Bahrein e chiaramente Israele, sono stati tutti grandi", ha rimarcato Trump, sottolineando come senza gli attacchi Usa "ci sarebbe stata una guerra nucleare in Medio Oriente, avrebbe colpito anche l'Europa".
La Casa Bianca critica Joe Kent, il capo del centro antiterrorismo che si è dimesso perché contrario alla guerra in Iran. "Ci sono molte false affermazioni" nella lettera di Kent, afferma la portavoce Karoline Leavitt. "Lasciatemi parlare di una in particolare, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono", ha spiegato sottolineando che "come il presidente ha chiaramente detto, c'erano prove forti che l'Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti".
"Sono felice che si fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia". Lo ha detto Donald Trump commentando le dimissioni di Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano. "Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza", ha aggiunto.
Le forze armate del Kuwait hanno reso noto di aver intercettato due missili balistici e 13 droni ostili nello spazio aereo del Paese nelle ultime 24 ore, con due persone rimaste lievemente ferite a causa della caduta di detriti. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa, colonnello Saud Abdulaziz al Atwan, in un comunicato ufficiale. "Il sistema di difesa aerea ha rilevato, nelle ultime 24 ore, due missili balistici nemici e 13 droni ostili all'interno dello spazio aereo kuwaitiano, che sono stati intercettati", si legge nella nota. Il comunicato precisa che si sono registrate "due ferite lievi a seguito della caduta di schegge", con condizioni stabili, senza danni materiali rilevanti. Le forze armate kuwaitiane hanno inoltre ribadito la "piena prontezza" a proteggere la sicurezza del Paese e a salvaguardarne la sovranità.
"La diplomazia è l'unica soluzione possibile per Hormuz. Lavoriamo con i partner del Golfo, con la Giordania, con l'Egitto ma anche con i partner di altre regioni. Cerchiamo di capire che proposte possiamo fare affinché si fermi questa guerra. Siamo tutti d'accordo su una cosa: vogliamo che finisca perché ha un costo troppo elevato per tutti a livello globale". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo.
Donald Trump reagisce al rifiuto dei principali alleati degli Stati Uniti di prendere parte alle operazioni militari nello Stretto di Hormuz. "Non sono sorpreso dal loro comportamento, poiché ho sempre considerato la Nato — per la quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere proprio questi Paesi — come una strada a senso unico: noi proteggiamo loro, ma loro non fanno nulla per noi, specialmente nei momenti di necessità", scrive il presidente Usa su Truth. "Fortunatamente, abbiamo annientato le forze armate dell'Iran" e "proprio in virtù di questo straordinario successo militare, non abbiamo più 'bisogno' — né desiderio — dell'assistenza dei Paesi della Nato; non ne abbiamo mai avuto bisogno! Lo stesso vale per il Giappone, l'Australia o la Corea del Sud. Di fatto, parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America — di gran lunga il paese più potente al mondo — non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno!", afferma Trump.
Due militari dell'esercito libanese sono stati uccisi da un attacco delle Forze di difesa di Israele (Idf) nei pressi di Zebdine, nel distretto di Nabatiyeh, nel sud del Paese, mentre viaggiavano in scooter. Lo ha riferito un comunicato dell'esercito. In precedenza, le Idf hanno ucciso un altro militare e ne hanno feriti quattro in un altro raid sempre nella zona di Nabatiyeh, a Qaqaiyat al Jisr.
Nell'attuale contesto la Francia non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto di Hormuz: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. "I nostri obiettivi sono chiari: proteggere i nostri cittadini e i nostri interessi nella regione, tenerci al fianco dei nostri partner", ha detto il capo dello Stato. "La Francia non ha scelto questa guerra", ha poi aggiunto Macron.
"Andiamo alla grande nella guerra. Stiamo stravincendo". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in una breve telefonata con il Corriere della Sera. "Francamente, nessuno ha mai visto una cosa del genere, e non ci vorrà molto tempo", ha aggiunto. Le parole del tycoon arrivano il giorno dopo il rifiuto da parte di diversi Paesi europei, inclusa l'Italia, di inviare navi per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Un rifiuto di cui Trump si era detto deluso aggiungendo però che gli Stati Uniti "sono il Paese più forte del mondo" e "non hanno bisogno di nessuno".
''Idf è a conoscenza della notizia secondo cui diversi soldati delle forze armate libanesi sono rimasti feriti a seguito di un nostro attacco nella zona di Froun, nel Libano meridionale. L'incidente è oggetto di indagine. Sottolineiamo che Idf opera contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non contro le forze armate Libanesi o i civili libanesi''. Lo riferisce il portavoce militare israeliano in una nota.
Le forze armate israeliane invitano i cittadini di Iraq e Yemen a contattare un proprio account Telegram riservato per segnalare "attività terroristiche" condotte da milizie filo-iraniane nei loro Paesi. "Capisco la difficile situazione in cui vivete, sotto le dure condizioni imposte dalle milizie che operano nei vostri Paesi", afferma il portavoce delle Forze di difesa d'Israele (Idf), colonnello Avichay Adraee, in un messaggio rivolto "ai cittadini di Iraq e Yemen". Adraee dice di aver ricevuto "molti messaggi" negli ultimi giorni: "Alcuni di voi mi inviano informazioni sulle attività terroristiche compiute dalle milizie. Molti di voi mi chiedono di contattare le autorità israeliane affinchè il vostro Paese non si trovi in una situazione simile a quella che sta vivendo l'Iran". Tuttavia, il portavoce delle Idf aggiunge di "non essere la persona giusta per tali richieste". "Il massimo che posso fare è indirizzarvi al canale Telegram della Direzione dell'Intelligence militare israeliana (...) Il link è sicuro per voi e garantisce la massima riservatezza", conclude.
Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent in una nota pubblicata sul suo account su X.
La nave d'assalto anfibio della Marina statunitense Uss Tripoli si sta avvicinando allo Stretto di Malacca, al largo di Singapore, mentre fa rotta verso il Medio Oriente. Lo riferisce la rete televisiva Cnn citando dati di tracciamento marittimo Ais. Secondo tre fonti a conoscenza dei piani, la Tripoli trasporterebbe a bordo i Marine della 31ma Unita' di spedizione (Meu), una forza di risposta rapida di 2.200 effettivi con base a Okinawa, in Giappone, dopo che il Pentagono ne avrebbe ordinato il dispiegamento. Funzionari statunitensi avrebbero confermato che l'unità è diretta in Medio Oriente, senza precisare la destinazione esatta, ne' la missione assegnata. I dati del sito Marinetraffic.com mostrerebbero la traccia di una "nave da guerra Usa non specificata" partita da Okinawa l'11 marzo, in transito nel Mar Cinese Meridionale e in avvicinamento a Singapore nella mattinata di oggi, 17 marzo, a una velocità di circa 35 chilometri orari.
Un'esplosione ha squarciato oggi una nave nel porto di Sharjah, negli Emirati, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, citati dalla Cnn. "Si è verificata un'esplosione di una nave a Sharjah", ha scritto oggi l'agenzia di stampa statale IRIB su Telegram. In precedenza una nave nel Golfo dell'Oman era stata colpita vicino all'importante porto petrolifero di Fujairah, sempre negli Emirati, secondo l'agenzia marittima britannica, diventando la 21esima nave colpita dall'inizio dell'offensiva israelo-americana, il 28 febbraio.
Israele sta "destabilizzando il regime" di Teheran "nella speranza di dare al popolo iraniano l'opportunità di rovesciarlo. Non succederà in una volta sola, non sarà facile. Ma se perseveriamo, daremo loro l'opportunità di poter prendere il loro destino nelle proprie mani. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in una video-dichiarazione, sottolineando che "ci sono ancora molte sorprese. Faremo guerra con astuzia". "Parallelamente, stiamo aiutando i nostri amici statunitensi nel Golfo (...) C'è cooperazione tra le nostre forze aeree e navali (di Israele e Stati Uniti), tra me e il presidente (Donald) Trump e i suoi collaboratori. Aiuteremo sia con attacchi indiretti, che creano una pressione enorme sul regime iraniano, sia con azioni dirette", ha spiegato Netanyahu.
L'agenzia di stampa iraniana di opposizione Iran International, con sede a Londra, afferma che circa 300 membri della milizia Basij sono stati uccisi negli attacchi di questa notte nella Repubblica Islamica. Iran International aggiunge che gli attacchi hanno colpito vari centri di comando e logistici, tra cui un sito che ospitava centinaia di veicoli utilizzati dalle forze Basij per i loro famigerati pattugliamenti. In particolare sarebbero state duramente colpite proprio le unità che svolgevano un ruolo chiave nella repressione delle proteste. Israele aveva precedentemente affermato di aver ucciso il capo delle forze, Ghelmar Soleimani, così come il suo vice e altri alti funzionari, ma non ha fornito cifre.
La Commissione europea è "profondamente preoccupata" per la situazione in Libano, dove "la situazione umanitaria è drammatica e i civili stanno pagando il prezzo più alto". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni. "Accogliamo con favore l'appello delle autorità libanesi per negoziati diretti con Israele ed è essenziale che Libano e Israele tornino al tavolo delle trattative e concordino un cessate il fuoco immediato", ha detto. La Commissione europea ha inoltre confermato aiuti umanitari, compreso un "ponte aereo umanitario da Copenaghen a Beirut" e la consegna di "vestiti invernali per bambini e altri beni" in collaborazione con l'Unicef.
Le autorità della Repubblica islamica dell'Iran hanno arrestato 55 persone nella provincia di Hormozgan, nel sud del Paese, con l'accusa di collaborare con Israele e gli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Il leader supremo iraniano, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti, presentate a Teheran da due Paesi intermediari. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un alto funzionario iraniano, che ha chiesto di rimanere anonimo. Il funzionario ha affermato che la Guida Suprema ha dichiarato che non è "il momento giusto per la pace finché gli Stati Uniti e Israele non saranno messi in ginocchio, non avranno accettato la sconfitta e non avranno pagato un risarcimento".
I raid aerei israeliani contro edifici residenziali in Libano destano preoccupazione ai sensi del diritto internazionale, ha dichiarato un portavoce dell'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani. "I raid aerei israeliani hanno distrutto interi edifici residenziali in aree urbane densamente popolate, uccidendo spesso più membri della stessa famiglia, comprese donne e bambini", ha detto ai giornalisti a Ginevra il portavoce Thameen Al-Kheetan. "Tali attacchi destano preoccupazione ai sensi del diritto internazionale umanitario", ha aggiunto.
Il canale Telegram ufficiale del segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha pubblicato un suo messaggio postumo dedicato al martirio, mentre è arrivata la conferma della sua morte da parte del governo israeliano. Il messaggio è dedicato ai membri della marina iraniana e a bordo della neve Dena, morti dopo che l'imbarcazione è stata colpita a inizio marzo. "Il martirio degli eroici membri della Marina Militare della Repubblica Islamica a Dena è parte del sacrificio del popolo coraggioso, che in questo momento di lotta contro gli oppressori internazionali si è manifestato. Il loro ricordo sarà sempre nel cuore del popolo iraniano e questi martiri rafforzano per anni le fondamenta dell'esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate", si legge nel messaggio di Larijani. "Chiedo a Dio Onnipotente l'elevazione dei gradi per questi cari martiri", conclude il testo. Il riferimento al martirio riveste un significato centrale nella cultura sciita, dove il sacrificio in difesa della comunità e della fede è considerato un valore fondante, richiamato in particolare dalla figura dell'imam Hussein, ucciso nella battaglia di Karbala nel VII secolo.
Ynet, media israeliano, ha ricevuto la conferma dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran. Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica.
L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in un raid mirato a Teheran il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani. Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, l'operazione è stata condotta dall'aeronautica sulla base di informazioni di intelligence e ha colpito il comandante, in carica da circa sei anni. Le Basij fanno parte dell'apparato di sicurezza iraniano e, secondo Israele, hanno avuto un ruolo centrale nella repressione delle proteste interne, con operazioni caratterizzate da arresti di massa e uso della forza contro i civili. L'uccisione di Soleimani si inserisce in una serie di operazioni che, secondo Israele, hanno portato all'eliminazione di numerosi alti comandanti iraniani, con l'obiettivo di indebolire la struttura di comando e controllo del sistema di sicurezza di Teheran. L'esercito israeliano ha affermato che continuerà le operazioni contro i vertici militari iraniani.
Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno annunciato l'arresto di "dieci spie straniere" senza precisarne la nazionalità. "Dieci mercenari e traditori sono stati identificati e arrestati", ha dichiarato l'organizzazione di intelligence delle Guardie nella provincia nord-orientale di Razavi Khorasan, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna. Le Guardie hanno affermato che quattro di loro stavano raccogliendo informazioni "su siti sensibili e infrastrutture economiche", mentre gli altri erano collegati a un "gruppo terroristico monarchico".
Un incendio è scoppiato nella zona industriale di Fujairah (Foiz), negli Emirati Arabi Uniti, dopo che l'area è stata colpita da un drone. Lo hanno riferito le autorità dell'emirato.
L'Iran ha colpito la base militare statunitense di Al Udeid in Qatar e alcune infrastrutture di difesa missilistica in Israele, lo riferisce il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica citato dall'agenzia Fars. "La cinquantasettesima fase dell'operazione Vera Promessa 4 è stata condotta con successo contro obiettivi nel cuore di territori occupati", si legge nella dichiarazione, che menziona infrastrutture di comando, comunicazione e difesa missilistica.
Una persona è morta a causa dei detriti di un missile intercettato caduti nell'area di Bani Yas, ad Abu Dhabi. Lo riferisce l'ufficio per le comunicazioni dell'emirato. La vittima è un cittadino pachistano.
Tre esplosioni sono state udite a Dubai dopo un allarme missilistico lanciato alle prime ore del mattino. Agli scoppi è seguito un avviso sui telefoni cellulari dei residenti che li invitava a "cercare immediatamente un luogo sicuro" a causa di "potenziali minacce missilistiche". Numerose deflagrazioni sono state sentite anche a Doha. Il Qatar, come diverse nazioni del Golfo, è stato preso di mira da droni e missili negli ultimi giorni.
Il Wall Street Journal, citando il capo della polizia iraniana Ahmad-Reza Radan, ha riferito che il regime ha intensificato la repressione interna per prevenire possibili rivolte, con centinaia di arresti e minacce di uso letale della forza contro eventuali manifestanti. Secondo il capo della polizia almeno 500 persone sono state fermate dall'inizio della guerra, con accuse che vanno dalla collaborazione con media stranieri al sostegno a forze nemiche. Molti arresti riguardano la diffusione di immagini dei siti colpiti dai raid. Pattugliamenti armati, controlli diffusi e posti di blocco sono all'ordine del giorno a Teheran.
Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" mentre era all'ancora a circa 23 miglia nautiche a est della città emiratina di Fujairah, nel Golfo dell'Oman, secondo il centro britannico per il monitoraggio del traffico marittimo. L'unità ha riportato danni strutturali lievi, senza feriti tra l'equipaggio e nessun impatto ambientale. Le autorità hanno invitato le navi in transito a mantenere la massima cautela e a segnalare eventuali attività sospette.
L'Idf ha reso noto di aver dato vita a una serie di raid su Beirut e su Teheran destinati a colpire obiettivi terroristici riconducibili a Hezbollah.
L'ambasciata statunitense a Baghdad è stata colpita da un attacco con droni e razzi, lo ha riferito un funzionario della sicurezza. La difesa aerea, secondo quanto riporta un giornalista dell'Afp, ha intercettato il primo vettore mentre il secondo avrebbe colpito la sede diplomatica provocando un'esplosione. Dall'ambasciata si è levata una colonna di fumo nero.
