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Trump prova a rompere lo stallo sulla guerra: "Isoleremo l'Iran dal resto del mondo". Intanto, i cinque cittadini italiani coinvolti nell'assedio di Qusra, il villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania da cinque giorni sotto l'attacco di coloni estremisti israeliani, sono stati "espulsi con la forza dall'Idf". Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. La Farnesina segue gli sviluppi e, intanto, l'ambasciatore di Washington in Israele, Mike Huckabee, ha definito le azioni dei coloni israeliani nel villaggio atti di "terrorismo". L'inviato di Donald Trump, Jared Kushner, ha invece in programma un viaggio in Israele la prossima settimana, per colloqui con il premier Benjamin Netanyahu sulla situazione a Gaza. Kushner si recherà anche al Cairo per incontrare i mediatori egiziani, qatarini e turchi. Situazione sempre tesa nello stretto di Hormuz: due navi emiratine sono state colpite dall'Iran. L'accusa arriva da Egitto, Bahrein e dagli Emirati.
"Trump ha affermato che, dopo aver sconfitto l'Iran, dichiarerà presto lo Stretto di Hormuz territorio americano. Lo Stretto di Hormuz non si conquista con un tweet, una portaerei o un ordine. Non con un discorso elettorale. L'Iran non teme le minacce nè si lascia intimidire da una dimostrazione di forza". Lo ha scritto su X il vice ministro degli Affari Esteri per gli Affari Legali e Internazionali dell'Iran, Kazem Gharibabadi, rispondendo al presidente Usa, Donald Trump, che questa sera in un discorso alla Accademia di polizia, ha affermato che presto dichiarerà lo Stretto di Hormuz territorio statunitense. "Accettate una volta per tutte la realtà: fino a questo momento, avete subito fallimenti strategici e colpi duri; lo Stretto di Hormuz è stato, è e sarà iraniano; questo stretto si chiuderà e aprirà solo sotto il comando dell'Iran e finché non accetterete la realtà della sconfitta e non smetterete di illudervi, l'Iran continuerà a imporre il blocco", ha aggiunto il politico iraniano.
Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "in modo pesante economicamente". Lo ha detto Donald Trump ai microfoni di Fox News, prima di partecipare a un evento nello Stato di New York.
Per Donald Trump i nove mesi trascorsi dall'equipaggio della Lincoln in mare non sono troppi. Rispondendo a una domanda dei media sulle polemiche dei giorni scorsi per le condizioni dei marinai a bordo della portaerei il presidente americano ha detto che il dispiegamento "non è troppo lungo. Se mai non è lungo abbastanza". Poi ha aggiunto che la George Washington sta arrivando per dare il cambio alla Lincoln.
Il bilancio del nuovo attacco degli Houti contro l'aerea strategica di strategica di al-Makha (Mocha) è di almeno 6 morti. La zona, situata nei pressi dello stretto di Bab al-Mandeb, nel sud-ovest dello Yemen, è controllata dalle forze governative. Lo affermano fonti militari yemenite citate dall'Afp. Altre fonti, citate da al Arabiya, nel corso della giornata gli Houthi "hanno lanciato 44 droni, e tentato un attacco via mare poi fallito, con un bilancio di 8 ribelli uccisi".
Donald Trump prova a rompere lo stallo negoziale con l'Iran a ridosso della scadenza della tregua di 60 giorni concordata nel memorandum di Islamabad, scadenza che cade lunedì 17 agosto. Anche se i mediatori del Pakistan sarebbero in queste ore al lavoro per favorire una possibile proroga. Visto lo stallo sul terreno e sul fronte diplomatico, la Casa Bianca punta su un ulteriore stretta, col segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, che ha annunciato misure economiche "mai viste prima" contro Teheran, sufficienti a isolare il Paese dal mondo. Un pacchetto di provvedimenti in arrivo la prossima settimana a cui si affiancherà il blocco navale imposto da Washington che, secondo il segretario alla Difesa Pete Hegseth, potrà proseguire "a tempo indeterminato".
Anche a dispetto degli allarmi legati alla portaerei Abraham Lincoln, in Medio Oriente da oltre 250 giorni, oggetto di segnalazioni sulle condizioni critiche a bordo: sarà sostituita dalla George Washington, partita dal Vietnam il 12 agosto, ha confermato Trump. Che, a una domanda sulla bufera scoppiata sulle condizioni dei marinai, ha replicato che il dispiegamento "non è troppo lungo. Se mai non è lungo abbastanza", gettando le basi per nuove polemiche.
I toni più aspri dell'amministrazione americana verso l'Iran puntano a portare verso migliori consigli i pasdaran, con una manovra a tenaglia. "Si tratterà di una combinazione di isolamento economico senza precedenti a livello mondiale e del mantenimento del blocco nello Stretto di Hormuz, che impedirà ogni movimento in entrata o in uscita dai porti iraniani", ha anticipato Bessent in un'intervista a Newsmax senza fornire dettagli. Le sue parole sono maturate proprio quando Hegseth ha assicurato che le forze armate Usa possono mantenere un blocco navale contro l'Iran senza limitazioni temporali. Gli scenari restano complessi e incerti. "Stiamo mantenendo un profilo basso - aveva detto domenica scorsa il presidente americano -. Stiamo conducendo solo una sorta di semi-negoziato con loro. Ci limitiamo a osservare l'Iran, alle prese con un'inflazione galoppante e con la mancanza di fondi", aveva detto ad Axios.
Per altro verso, il vicepresidente JD Vance, ha da ultimo rimarcato che la priorità degli Stati Uniti nella guerra all'Iran è adesso rendere i carburanti più economici per le tasche dei consumatori americani, con la riapertura di Hormuz. "So che oggi il prezzo del petrolio è in calo ed è sceso notevolmente rispetto ai picchi delle prime fasi del conflitto", ha detto Vance su Fox News. "Questo è l'obiettivo numero uno: mantenere bassi i costi di petrolio e benzina per gli americani in tutto il Paese. E poi, ovviamente, l'obiettivo numero due è garantire che l'Iran non ottenga mai armi nucleari", ha aggiunto. "A volte ci concentriamo sull'aspetto energetico, perché vogliamo che gli americani possano permettersi i prezzi di petrolio e benzina. Altre volte, come è ovvio, l'attenzione è rivolta all'ambito militare e al programma nucleare", ha osservato ancora il vicepresidente. I repubblicani temono che le politiche di Trump e il conflitto, con la relativa bolletta energetica elevata negli Usa, possano portare alla perdita del controllo del Congresso alle elezioni di midterm di novembre.
Le Forze di difesa israeliane hanno eliminato un presunto comandante di compagnia del movimento islamista palestinese Hamas "che stava pianificando attacchi terroristici" contro l'esercito israeliano nell'area di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono le stesse Idf, specificando che l'operazione è avvenuta ieri e che la vittima è Hudhaifa Khaled Suleiman Qawari, comandante di compagnia della brigata di Khan Yunis, appartenente al braccio armato di Hamas.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito il Regno Unito la "Repubblica Islamica di Gran Bretagna", criticando la copertura mediatica britannica su Israele in un podcast realizzato negli studi di una società incaricata dalla campagna elettorale del suo partito, il Likud- Netanyahu ha raccontato come, a suo dire, il figlio dell'ex premier britannico Winston Churchill, Randolph Churchill, abbia coperto Israele durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967 "in modo molto positivo", aggiungendo che questo non accadrebbe oggi in Gran Bretagna. "Andate a cercare qualcosa di simile nella Gran Bretagna di oggi, in quella che viene chiamata la Repubblica Islamica di Gran Bretagna", ha detto Netanyahu, citato dai media israeliani.
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Un colono armato è stato filmato mentre spara in aria e poi punta la sua arma contro palestinesi e attivisti israeliani giunti su un terreno privato palestinese nella zona di Beit Sahour, vicino a Betlemme, nella Cisgiordania meridionale. Lo riportano i media israeliani. Secondo Mia Biran, un'attivista di "Combatants for Peace" presente sul posto e intervistata dal Times of Israel, circa 100 attivisti palestinesi e israeliani sono giunti sul luogo questa mattina insieme ai proprietari palestinesi del terreno privato, in seguito all'occupazione di un edificio abbandonato da parte dei coloni, un fatto che aveva destato timori che questi potessero assumere il controllo dell'intera area. Biran afferma che, dopo che il gruppo ha raggiunto l'edificio e ha iniziato a rimuovere le bandiere israeliane che i coloni vi avevano appeso, sostituendole con bandiere palestinesi, sono stati esplosi dei colpi d'arma da fuoco.
Un drone MQ9 di fabbricazione statunitense è stato intercettato e distrutto nei cieli della provincia dell'Hormozgan nel sud dell'Iran. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr, specificando che il veivolo è stato intercettato dal nuovo sistema di difesa delle Guardie della Rivoluzione islamica.
Il Qatar "condanna con forza l'attacco iraniano contro due petroliere degli Emirati Arabi appartenenti alla societa' Adnoc mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz". Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri, chiedendo "la sua riapertura senza condizioni". Inoltre, prosegue la nota, "la liberta' di navigazione in questo corridoio vitale e' un principio consolidato e non negoziabile e il protrarsi della chiusura dello Stretto mette a rischio gli interessi vitali dei Paesi della regione e dell'economia mondiale". Precedentemente la societa' di Abu Dhabi aveva reso noto, in un comunicato, che l'episodio non ha provocato feriti e che la situazione e' stata posta sotto controllo.
Il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), Brad Cooper, durante la sua visita in Israele "ha spinto per la ripresa degli attacchi contro l'Iran". Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 13, secondo cui Cooper è stato in Israele la scorsa settimana e ha partecipato alla riunione del forum operativo di alto livello dell'esercito, insieme al capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, e a tutti i generali e comandanti delle Forze di difesa israeliane. Secondo quanto riferito, il messaggio che avrebbe espresso è che occorre riprendere i combattimenti in Iran, tornando ad attaccare le infrastrutture nazionali, tra cui anche gli impianti delle industrie del gas, del petrolio e dell'elettricità. Secondo le stesse fonti, Cooper avrebbe anche presentato la sua posizione al generale Dan Caine, capo di Stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, e la proposta è stata trasmessa al presidente Donald Trump. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato commenti immediati in merito alle affermazioni dell'emittente israeliana. Gli Usa e l'Iran hanno concordato un cessate il fuoco mediato dal Pakistan ad aprile e successivamente hanno firmato un accordo il 17 giugno, avviando i negoziati per un accordo definitivo. Tuttavia, i colloqui si sono poi bloccati a causa di disaccordi sulle garanzie di sicurezza e sulla libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Tra l'8 e il 24 luglio, Stati Uniti e Iran si sono scambiati ulteriori attacchi militari, con Washington che ha lanciato assalti contro obiettivi all'interno dell'Iran. Teheran ha risposto colpendo quelle che ha definito installazioni e attrezzature militari statunitensi in diversi Paesi arabi, tra cui Giordania, Bahrein e Kuwait.
Le forze israeliane "hanno espulso con la forza alcuni attivisti italiani" che nei giorni scorsi avevano raggiunto le abitazioni delle famiglie palestinesi assediate dai coloni alla periferia del villaggio di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale palestinese "Wafa". Secondo quanto reso noto ieri dal quotidiano statunitense "Wall Street Journal", due famiglie palestinesi sono rimaste intrappolate nelle loro case a Qusra "insieme a cinque cittadini italiani che erano in visita presso una di loro". In base a quanto si legge su "Wafa", oggi le forze israeliane hanno impedito a diversi attivisti israeliani e stranieri di raggiungere le tre abitazioni assediate da domenica scorsa, 9 agosto, in cui vivono circa 15 palestinesi, tra cui due minori. Una delle abitazioni è di proprietà di un cittadino statunitense.
L'Unità di crisi della Farnesina, insieme al consolato generale italiano a Gerusalemme e all'ambasciata a Tel Aviv, segue gli sviluppi nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania, assediato dai coloni israeliani e in cui sono presenti anche cinque cittadini italiani. Secondo quanto reso noto ieri dal quotidiano statunitense Wall Street Journal, due famiglie palestinesi sono rimaste intrappolate nelle loro case a Qusra "insieme a cinque cittadini italiani che erano in visita presso una di loro". Una delle abitazioni è di proprietà di un cittadino statunitense: l'ambasciatore di Washington in Israele, Mike Huckabee, ha definito ieri le azioni dei coloni israeliani nel villaggio atti di "terrorismo", sottolineando tuttavia che i coloni "non sono il problema in Giudea/Samaria (termini biblici per la Cisgiordania). Lo sono i de-coloni, si tratta di una piccolissima minoranza che arreca gravi danni alle famiglie palestinesi e a Israele".
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto nella notte nuovi attacchi nel sud del Libano, concentrati in particolare sulla località di Mansouri, nel distretto di Tiro Lo ha riferito il quotidiano libanese francofono "L'Orient Le Jour", secondo cui all'alba sono stati segnalati movimenti di veicoli militari israeliani all'interno di Haddatha (Bint Jbeil), bersaglio di bombardamenti di artiglieria e fuoco di mitragliatrice. Successivamente, aerei da guerra hanno condotto diversi raid aerei consecutivi sulla citta' di Mansouri. Durante la notte, droni delle Idf hanno sganciato barili esplosivi su Mansouri per cinque volte e hanno aperto il fuoco con armi automatiche nella sua direzione. L'artiglieria israeliana ha inoltre bombardato la valle di Zibqine, sempre nel distretto di Tiro, la valle di Slouki (Marjeyoun) e la periferia della città di Meyfadoun (Nabatiyeh). Le Idf hanno poi aperto il fuoco con armi automatiche di medio calibro verso Kfar Tebnit e Ali Taher (Nabatiyeh). Hanno inoltre preso di mira Dabshe Hill, Tahra e Dohat Kfar Remmane, nello stesso distretto. Sono stati lanciati razzi illuminanti anche sui boschi di Ali Taher. Giovedì sera, un drone israeliano ha sganciato esplosivi su Mansouri, dopo aver sottoposto la città a due raid durante il giorno e aver bombardato intensamente sei villaggi con l'artiglieria. L'esercito israeliano ha anche effettuato diverse operazioni di demolizione in altre sei località, prendendo di mira case e infrastrutture.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) annunciano di aver ucciso, con un attacco aereo, un comandante del movimento islamista palestinese Hamas che invase Israele il 7 ottobre 2023 e tenne in ostaggio diversi israeliani nella Striscia di Gaza dopo l'assalto. In base a quanto riportato dalle Idf in una nota, il presunto comandante ucciso era Muhammad Bassam Mushtaha, del battaglione Al Shati di Hamas, morto dopo un attacco aereo del 30 luglio nel nord di Gaza. I media palestinesi avevano riferito la scorsa settimana che l'uomo era morto per le ferite riportate alcuni giorni dopo l'attacco. Secondo le Idf, Mushtaha era responsabile della prigionia di diversi israeliani rapiti il 7 ottobre 2023, tra cui: Tsachi Idan, morto in cattività nel dicembre 2023; la caporale Noa Marciano, morta a Gaza nel novembre 2023; e anche Ziv Berman, Omri Miran, Ori Megidish, Naama Levy e Matan Angrest, tutti successivamente liberati o recuperati dalle forze israeliane nella Striscia. Nelle ultime settimane, Mushtaha "ha tentato di portare avanti piani terroristici contro le Idf e i cittadini dello Stato di Israele", motivo per cui è stato preso di mira, affermano le forze armate. Secondo un'analisi del quotidiano "Times of Israel" pubblicata a luglio, negli ultimi mesi le Idf avrebbero intensificato una "vasta campagna di rappresaglia" contro Hamas, con l'obiettivo dichiarato di dare la caccia ed eliminare ogni singolo miliziano che prese parte al massacro del 7 ottobre 2023.
La Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) ha dichiarato che due delle sue navi sono state attaccate ieri sera mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz. Non si registrano feriti. Gli Emirati Arabi Uniti hanno accusato l'Iran di aver compiuto l'attacco. L'Egitto, tramite il ministero degli Esteri, ha condannato l'attacco, affermando che l'incidente ha minacciato la sicurezza marittima e la libertà di navigazione. Il Cairo ha espresso solidarietà agli Emirati Arabi Uniti e ha chiesto moderazione, de-escalation e rispetto del diritto internazionale per mantenere la sicurezza e la stabilità nella regione. Il ministero degli Esteri del Bahrein ha descritto l'incidente come un "attacco terroristico iraniano" e ha affermato che ha violato il diritto internazionale e le norme che regolano la libertà di navigazione. Si tratta del secondo incidente di questo tipo che coinvolge navi dell'Adnoc in meno di una settimana. Sabato scorso gli Emirati Arabi Uniti avevano condannato quello che avevano definito un attacco iraniano contro una nave collegata alla compagnia petrolifera statale durante il transito nello stretto.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha istruito le forze armate a preparare un piano per trasferire alla Polizia i poteri di applicazione della legge nei confronti dei civili in Cisgiordania. Lo ha reso noto l'ufficio di Katz in una dichiarazione, secondo cui il ministro ha impartito la direttiva dopo un incontro tenutosi ieri con il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, e altri ufficiali. Secondo Katz, il ruolo delle Idf è "combattere il terrorismo palestinese e concentrarsi sulla difesa dei confini e delle comunità dalle minacce", non "dare la caccia ai giovani sulle colline" (i coloni violenti in Cisgiordania). "La piena responsabilità dell'applicazione delle norme civili e del mantenimento della legge e dell'ordine sarà trasferita alla Polizia israeliana", ha affermato il ministro. "Alla luce delle rivolte estremiste (dei coloni israeliani) nel villaggio di Qusra", a sud della città di Nablus, Katz sta valutando un piano che trasferirebbe alla Polizia l'applicazione della legge nei confronti degli israeliani che commettono reati in Cisgiordania, secondo quanto riportato nella nota. La Polizia dovrà "preparare e costituire una forza adeguata a occuparsi e gestire le questioni civili e le saranno concessi tutti i poteri e i budget necessari", aggiunge la dichiarazione. Secondo Katz, le Idf non sono "in grado di gestire l'applicazione della legge sulle questioni civili" in Cisgiordania, a causa del "previsto e gradito aumento del numero di coloni" in seguito all'approvazione, da parte dell'attuale governo israeliano, di nuovi insediamenti nel territorio palestinese.
Secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna), citata da Al-Jazeera, le forze israeliane hanno continuato le operazioni di bombardamento e distruzione in diversi villaggi e città del Libano meridionale. L'Nna ha riferito che le forze israeliane hanno causato una forte esplosione nella zona di Mashaa al-Mansouri intorno alla mezzanotte ora locale, insieme al lancio di contenitori esplosivi. Sono stati inoltre segnalati colpi di mitragliatrice alla periferia di Majdal Zoun e al-Mansouri e nelle valli circostanti. Una serie di forti esplosioni sono state segnalate anche a Beit Yahoun, Hadatha e Qounine, con le deflagrazioni udite fino ai villaggi costieri. Aerei da guerra e droni israeliani hanno continuato a sorvolare la zona, aggiunge l'agenzia. L'Nna ha affermato che le esplosioni sono coincise con i movimenti dei carri armati israeliani e con l'avanzata verso Hadatha, nel distretto di Bint Jbeil.
I soldati israeliani hanno lasciato ieri sera la maggior parte delle abitazioni di Qusra, a sud di Nablus (Cisgiordania), dove erano entrati nell'ambito di un'operazione per evacuare gli avamposti presenti nella zona. Lo hanno riferito al Times of Israel alcuni residenti del villaggio. Le truppe delle Idf (Forze di Difesa israeliane) erano entrate nelle abitazioni ieri mattina nell'ambito dell'operazione, ma diverse ore dopo l'esercito dello stato ebraico ha fatto marcia indietro, annunciando che i soldati non sarebbero rimasti nelle case abitate. I coloni avevano allestito un avamposto che da sei giorni impediva l'accesso alle abitazioni di due famiglie ai margini del villaggio, provocando una vasta operazione delle Idf e una forte condanna internazionale. Secondo i residenti, i soldati hanno lasciato tutte le abitazioni del villaggio tranne una delle case sotto assedio, appartenente a Yusuf Hassan. I residenti hanno tuttavia aggiunto che i coloni continuano a rimanere all'esterno delle abitazioni delle famiglie.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha smentito le indiscrezioni, rilanciate anche dai media iraniani, secondo cui sette militari della Marina Usa sarebbero morti e altri sarebbero rimasti feriti in uno scontro a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln, impegnata nelle operazioni di sicurezza marittima e blocco navale attorno allo Stretto di Hormuz. Il comando ha definito false le informazioni, precisando che nessun militare a bordo è deceduto. Il Comando centrale ha aggiunto che l'equipaggio, in mare da oltre 260 giorni, "rimane resiliente e determinato" e ha confermato un solo incidente: il 3 agosto scorso un marinaio sarebbe caduto in mare, ma è stato recuperato rapidamente e senza conseguenze. La smentita arriva mentre la lunga permanenza della portaerei in mare alimenta preoccupazioni sulle condizioni del personale, con altre fonti che hanno riferito di problemi logistici e di episodi di disagio psicologico tra i membri dell'equipaggio.
Il vice presidente Usa Jd Vance ha dichiarato che la priorità assoluta degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran è mantenere bassi i prezzi del petrolio e della benzina per i cittadini americani, mentre impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari si colloca al secondo posto. "So che oggi il prezzo del petrolio è in calo ed è sceso notevolmente rispetto ai picchi registrati nelle prime fasi del conflitto", ha detto Vance in un'intervista a Fox News. "Questo è l'obiettivo numero uno: mantenere bassi i costi di petrolio e carburante per gli americani in tutto il Paese". "E poi, ovviamente, l'obiettivo numero due è garantire che l'Iran non ottenga mai armi nucleari", ha aggiunto. Vance ha anche detto che Trump è "all'apice della sua autorità, disponendo di numerosi strumenti: diplomatici, militari ed economici"
Il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent ha minacciato di sottoporre l'Iran a un isolamento economico "come il mondo non ha mai visto prima", precisando che sono previste nuove misure dalla prossima settimana. "Sarà una combinazione di isolamento economico, come il mondo non ha mai visto prima", ha dichiarato Bessent nel programma "Rob Schmitt Tonight" dell'emittente televisiva conservatrice Newsmax, aggiungendo che "il blocco continuo dello Stretto di Hormuz... impedirà a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani". "Restate sintonizzati per ulteriori annunci la prossima settimana", ha affermato Bessent che ha descritto un approccio su due fronti, caratterizzato da pressioni finanziarie e da un blocco fisico dei porti. Il vicepresidente
Gli Stati Uniti sono pronti a mantenere il blocco navale contro l'Iran a tempo indeterminato, aumentando la pressione economica su Teheran mentre i negoziati per il cessate il fuoco restano in stallo. Il segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth, in visita a Panama, ha dichiarato ai giornalisti che la Marina può continuare a garantire il blocco alternando le unità navali dispiegate nella regione. Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, dal quale prima della guerra transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, è crollato: l'11 agosto sono passate appena otto navi, contro una media di 130-140 prima dell'inizio del conflitto. Il 13 agosto due petroliere della compagnia petrolifera statale emiratina Abu Dhabi National Oil Company sono state attaccate durante il transito; gli Emirati Arabi Uniti hanno attribuito l'attacco all'Iran.
L'inviato di Donald Trump, Jared Kushner, pianifica un viaggio in Israele la prossima settimana per colloqui con il premier Benjamin Netanyahu sulla situazione a Gaza. Lo scrive sui social il corrispondente di Axios Barak Ravid.