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Iran, telefonata Trump-Starmer: "Essenziale riaprire Hormuz" | I Pasdaran: "Se colpiti, attaccheremo le strutture energetiche nemiche"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha detto che il suo Paese non intende negoziare una sospensione delle ostilità, ma una fine duratura del conflitto
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Sono trascorse quattro settimane dall'inizio del conflitto tra Israele e Stati Uniti contro l'Iran. La chiusura al passaggio delle navi ad Hormuz preoccupa il destino delle economie globali ed è stata al centro di una telefonata tra il presidente degli Usa, Donald Trump, e il primo ministro britannico, Keir Starmer. I due leader hanno discusso della necessità di riaprire al più presto il passaggio al fine di riprendere il traffico marittimo globale. Nel frattempo diverse esplosioni sono state udite a Teheran in seguito al lancio di "un'ampia ondata di attacchi" israeliani. Il ministro degli Esteri iraniani, Abbas Araghchi, intervistato dall'agenzia di stampa giapponese Kyodo, che Teheran non intende negoziare una sospensione delle ostilità, ma una fine duratura del conflitto. Il ministro degli Esteri nipponico, Toshimitsu Motegi, ha indicato la possibilità di inviare le forze di autodifesa per le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz, a condizione che venga raggiunto al più presto un cessate il fuoco. I Pasdaran minacciano: "Se colpiti, attaccheremo le strutture energetiche nemiche".
