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Ultimo aggiornamento: 9 giorni fa
Speciale Guerra in Iran

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Iran, giallo sulle esplosioni avvertite nella città di Bandar Abbas | Khamenei sepolto a Mashhad, assente il figlio Mojtaba

Teheran si prepara a una nuova notte di attacchi? Gli Usa smentiscono coinvolgimenti. Netanyahu: "La guerra non è finita", poi sente Trump

09 Lug 2026 - 23:05
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Dopo i nuovi raid statunitensi contro l'Iran, e il successivo contrattacco firmato Teheran, il cessate il fuoco sembra già un lontano ricordo. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e in Bahrein. I Pasdaran hanno inoltre minacciato di estendere gli attacchi, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato. E Teheran sembra prepararsi a una seconda notte di fuoco, anche se al momento è giallo sulle forti esplosioni avvertite nella città di Bandar Abbas e vicino al sito nucleare di Bushehr, sempre nel Sud del Paese. Gli Usa al momento smentiscono un coinvolgimento, mentre il capo negoziatore iraniano intima di rispettare gli accordi tramite un post su X. "Non sprecate energie, lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane", ha scritto Mohammad Bagher Ghalibaf. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump in serata ha avuto un colloquio telefonico con Netanyahu. A Mashhad, intanto, è stato sepolto Ali Khamenei. Assente il figlio Mojtaba.

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"I media statali iraniani sostengono che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz sia consentito solo lungo le rotte designate dall'Iran. Realtà: l'Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. Dall'inizio di maggio, le forze statunitensi hanno contribuito a garantire il transito sicuro di oltre 800 navi commerciali e 380 milioni di barili di greggio attraverso questo vitale corridoio commerciale internazionale". Lo scrive l'Us Central Command su X.


È stato Mostafa Khamenei, il figlio maggiore del defunto ayatollah Ali Khamenei, a guidare le preghiere funebri per il padre in occasione della sua sepoltura a Mashhad. Le foto diffuse dai media di Stato iraniani mostravano la preparazione della tomba per Khamenei presso il santuario dell'Imam Reza. Non si è visto invece il nuovo leader supremo, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, del quale la preghiera guidata da Mostafa Khamenei ha messo ulteriormente in evidenza l'assenza. Migliaia di persone, vestite di nero, hanno affollato Mashhad, città natale di Khamenei, per la giornata conclusiva delle cerimonie funebri. I presenti sventolavano bandiere iraniane, oltre a bandiere rosse e nere che simboleggiano il lutto e la vendetta, e reggevano foto di Khamenei. Il periodo di lutto è iniziato sabato e termina con la sepoltura.


Il governatore della città di Konarak, nella provincia sud-orientale iraniana del Sistan e Baluchistan, ha dichiarato che un'area militare navale nella città è stata colpita da due ondate di raid aerei condotti da caccia. Lo riporta Iran International.


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha reso noto il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius. "I due si sono confrontati, in particolare, sulla situazione in Libano e nei territori palestinesi. Il cancelliere ha sottolineato che non devono esserci passi verso un'annessione parziale di fatto della Cisgiordania", ha affermato Kornelius. Merz ha inoltre ribadito "l'importanza dell'accordo quadro tra Stati Uniti e Iran" come "migliore opportunità per la stabilità della regione".


I media dell'Iran hanno riferito di esplosioni udite in diverse città del Paese, fra cui Bandar Abbas, Bushehr, Ahvaz, Konarak e Choghadak. Successivamente l'agenzia di stampa Isna ha smentito che ci siano state esplosioni a Bandar Abbas, Qeshm, Sirik, e Jask, ma il vice governatore di Bushehr per gli Affari politici e di sicurezza, Ehsan Jahanian, parlando con l'agenzia di stampa di Stato Irna ha invece confermato che ci sia stato un boato in città e ha spiegato che è stato dovuto al sistema di difesa aerea che è entrato in funzione. Un funzionario Usa ha dichiarato però alla Cnn che le forze Usa non stanno attualmente conducendo attacchi e l'emittente statunitense cita anche funzionari israeliani che hanno affermato di "non essere a conoscenza di alcun coinvolgimento di Israele in attacchi in Iran in questo momento".


Il ministro degli Interni siriano Anas Khattab ha dichiarato che la cellula responsabile di quelli che ha definito attentati "terroristici" avvenuti martedì a Damasco è stata arrestata. Lo ha riferito la televisione siriana. Khattab ha affermato che le autorità renderanno note le identità dei membri della cellula, i loro ruoli e tutti i loro collegamenti al termine delle indagini, ha aggiunto il servizio dell'emittente. Due bombe erano esplose martedì nei pressi di un hotel a Damasco dove il presidente francese Emmanuel Macron aveva trascorso la notte, provocando il ferimento di 18 persone e mettendo in ombra la prima visita in Siria di un capo di stato dell'Unione Europea dalla caduta di Bashar al Assad alla fine del 2024.


Il presidente statunitense Donald Trump ha avuto un colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha riportato Axios. La notizia è stata confermata dall'ufficio del primo ministro dello Stato ebraico, che ha aggiunto che i due leader hanno concordato di proseguire il loro coordinamento su diversi fronti. Trump, in particolare, ha aggiornato Netanyahu sulle operazioni militari statunitensi nel Golfo, secondo quanto riferito dal resoconto israeliano della conversazione. Netanyahu ha continuato a sottolineare le dichiarazioni ostili pronunciate dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, stretto alleato di Trump e leader di un Paese membro della Nato, oltre che uno dei principali critici di Israele sulla scena internazionale.

Secondo l'ufficio del primo ministro dello stato ebraico, Netanyahu ha inoltre ribadito la necessità che Israele mantenga zone cuscinetto lungo i propri confini, mentre vengono segnalati progressi sul ritiro israeliano dalle cosiddette "zone pilota" in Libano, che saranno successivamente trasferite sotto il controllo dell'esercito libanese.


Un impianto militare nei pressi della città meridionale di Bushehr - sede dell'unica centrale nucleare operativa dell'Iran - è stato colpito in un attacco, secondo quanto riferito in serata dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. "Una struttura militare nelle vicinanze di Bushehr è stata attaccata e colpita da un proiettile lanciato dal nemico statunitense-sionista", ha dichiarato Ehsan Jahanian, vicegovernatore della provincia. Nel frattempo, un funzionario della difesa statunitense ha riferito che le forze armate degli Stati Uniti non hanno effettuato nuovi attacchi in Iran nelle ultime ore.


Diverse esplosioni sono state udite nelle aree meridionali dell'Iran, compresa Bushehr, dove si trova uno dei principali impianti nucleari del Paese, Choghadak. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr. Non sono note informazioni ufficiali su eventuali danni o vittime. Un funzionario statunitense citato dalla Cnn ha dichiarato che attualmente l'esercito statunitense non sta conducendo attacchi contro l'Iran. Le autorità iraniane non hanno al momento attribuito la responsabilità degli episodi a un soggetto specifico. La zona di Bushehr ospita una centrale nucleare costruita con assistenza russa e rappresenta un punto strategico del programma energetico iraniano.

Il governatore di Bushehr ha confermato l'agenzia di stampa Irna che sono state avvertite esplosioni a Bushehr e Choghadak. "È ancora in corso un'indagine per stabilire se il rumore avvertito sia stato provocato dall'azione dei sistemi di difesa delle forze armate, dall'impatto di un proiettile nemico nell'area o dall'intercettazione di un drone nemico. La causa esatta non è ancora stata determinata", ha dichiarato.


Forti esplosioni sono state avvertite nella città di Bandar Abbas, capoluogo della provincia di Hormozgan, sulla costa sud dell'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr.


I media iraniani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati nella città sud-orientale di Chabahar. Un altro rapporto ha indicato che si sono udite tre esplosioni a Chabahar e due a Bushehr, nel sud del Paese. Lo scrive Ynet.


"Noi la previsione l'abbiamo fatta ai primi di marzo. Abbiamo fatto tre scenari, il primo era che se fosse finita la guerra nel Golfo prima dell'estate avremmo fatto lo zero (di crescita). Il rischio è che se continuiamo così, se continua la guerra del Golfo, il rischio che si possa arrivare a una recessione è molto alto". Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini rispondendo a una domanda al termine del suo intervento all'assemblea generale di Confindustria Reggio Emilia. "Detto questo le esportazioni, fortunatamente, stanno tenendo: un più 3%. E noi faremo questa missione in Mercosur e credo che sia una grande opportunità, perché quello è un mercato da 14 miliardi per noi", ha proseguito. "La grande salvezza di questo Paese - ha sottolineato Orsini - è che continua a esportare e ha dei grandi campioni, dei capi filiera che continuano a esportare. Però oggi la previsione è questa con Hormuz chiusa e con i costi alle stelle dell'energia, io credo che sia un problema".


L'ayatollah Ali Khamenei, defunto leader supremo dell'Iran ucciso il 28 febbraio da Israele e Stati Uniti, è stato sepolto oggi 9 luglio nel santuario dell'Imam Reza a Mashhad, sua città natale, al termine di una settimana di cerimonie funebri che hanno visto la partecipazione di autorità iraniane, delegazioni straniere e migliaia di fedeli. A richiamare l'attenzione è stata soprattutto l'assenza del nuovo leader supremo, il figlio di Ali, Mojtaba Khamenei, che non ha preso parte neppure alla cerimonia di sepoltura. Secondo quanto riferito da fonti iraniane e osservatori locali, la mancata presenza del nuovo leader supremo sarebbe stata decisa per ragioni di sicurezza, in considerazione del rischio di possibili tentativi di assassinio da parte di Israele. La sepoltura si è svolta nel mausoleo dell'Imam Reza, uno dei luoghi più sacri dello sciismo, dove migliaia di persone hanno accompagnato il feretro dell'ex Guida suprema con bandiere iraniane e slogan a favore della Repubblica islamica. Imponente il dispositivo di sicurezza e limitazioni al traffico aereo nella regione di Mashhad per consentire lo svolgimento della cerimonia.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia contro qualsiasi ulteriore "avventurismo" militare da parte degli Stati Uniti, dopo aver condannato gli attacchi statunitensi contro l'Iran come una violazione del Memorandum d'intesa (MoU) di Islamabad. Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il capo dell'esercito del Pakistan, come ha reso noto il ministero degli Esteri della repubblica islamica.


La guerra "non è ancora finita" e Israele si prepara ad affrontare nuovi scenari, mentre nei prossimi dieci anni aumenterà il bilancio della difesa di circa 350 miliardi di shekel, pari a 116 miliardi di dollari. Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di consegna dei brevetti al 192mo corso piloti dell'aeronauticamilitare, nella base di Hatzerim. "Accanto alle vecchie sfide ne stanno emergendo di nuove. Ne teniamo conto e siamo preparati a ogni scenario", ha affermato Netanyahu, sottolineando che il mantenimento della superiorità aerea israeliana è "una pietra angolare della sicurezza nazionale". Il riferimento potrebbe essere, in particolare, alla Turchia, in predicato di ottenere i caccia avanzati Usa F-35. Il premier ha inoltre ribadito che l'Iran non disporrà mai di un'arma nucleare, "con o senza un accordo". L'aumento delle spese militari, deciso insieme al ministro della Difesa Israel Katz, sarà destinato a rafforzare l'autonomia strategica di Israele e la produzione nazionale di munizioni.


Le forze armate israeliane sono "in allerta e pronte a riprendere la campagna" contro l'Iran. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz durante una cerimonia di consegna dei brevetti ai piloti. L'esercito, ha affermato Katz, è pronto a "riconquistare la superiorità aerea e condurre autonomamente attacchi israeliani in Iran per eliminare le minacce, anche per una terza volta". "Se dovremo tornare, torneremo con una forza ancora maggiore", ha aggiunto il ministro.


Le forze armate giordane hanno intercettato otto missili iraniani penetrati nello spazio aereo del Regno. Lo ha annunciato il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo. "Sono scattate le sirene d'allarme dopo che lo spazio aereo del Regno è stato violato da missili lanciati dall'Iran, i quali sono stati intercettati", ha dichiarato Mohammad Momani.


 Due esplosioni sono state udite nella provincia di Bushehr, nel sud dell'Iran. Lo ha riportato l'agenzia di stampa iraniana "Mehr". Nell'area si trova uno dei principali stabilimenti nucleari del Paese, l'unico rimasto funzionante dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele nel corso della guerra. L'agenzia di stampa "Fars", citando il governatore di Bushehr, ha riferito che la centrale nucleare non è stata colpita.


Gli attacchi statunitensi hanno causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 78 in due giorni: lo afferma il ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera. Teheran, scrive l'emittente qatarina, segnala esplosioni in diverse città iraniane lungo lo Stretto di Hormuz, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik.


"Questa è una rappresaglia per il bombardamento navale di ieri da parte dell'Iran. Se dovesse ripetersi, la situazione peggiorerebbe di molto". Lo ha scritto su Truth nella notte il presidente americano Donald Trump commentando gli ultimi raid americani. Il tycoon ha anche pubblicato alcune foto che mostrerebbero i bombardamenti.


L'attuale escalation del conflitto tra Washington e Teheran potrebbe durare uno o due giorni, una settimana o un mese, a seconda che l'Iran continui o meno i suoi attacchi contro le navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo riporta il sito Axios, citando un funzionario americano. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, la Casa Bianca ritiene di avere maggiore margine di manovra per un'escalation, dal momento che centinaia di petroliere sono riuscite a lasciare il Golfo attraverso lo stretto nelle ultime settimane.


La bara di Khamenei viene trasportata dall'Iraq all'Iran. Secondo l'agenzia di stampa Mehr - citata da Al Jazeera - la bara dell'ex leader supremo viene trasportata da Najaf in Iraq a Mashhad in Iran, dove oggi è prevista la sepoltura. Il trasferimento è l'ultima delle cerimonie funebri che si sono susseguite per sei giorni in Iran e Iraq, comprese le città sante di Najaf e Karbala. Mohammad Mohammadi Golpayegani, capo dell'ufficio di Khamenei, ha affermato che il defunto leader aveva chiesto di essere sepolto a Mashhad, vicino al santuario dell'Imam Reza.


Gli iraniani "vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo" ma "non so se saranno in grado di rispettarlo, questo è il problema". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump a bordo dell'Air Force One, mentre tornava a Washington dal vertice Nato. Lo riportano i media americani. Trump ha aggiunto che gli iraniani lo hanno "chiamato".


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Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche afferma che gli attacchi statunitensi hanno colpito i ponti sulle strade che portano a Mashhad, la città in cui l'ex guida suprema Khamenei verrà sepolto nel corso della giornata. Lo riporta Al Jazeera.


Tre persone sono rimaste uccise nell'Iran occidentale durante i raid aerei statunitensi, secondo quanto riporta l'Afp. È avvenuto nella seconda notte di attacchi militari sull'Iran da parte delle forze militari statunitensi, come rappresaglia agli attacchi iraniani a tre petroliere che navigavano nello Stretto di Hormuz.


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Il traffico nello Stretto di Hormuz è quasi completamente bloccato. Lo riferisce Al Jazeera citando Bloomberg news. Il blocco è la conseguenza diretta del secondo giorno consecutivo di attacchi statunitensi all'Iran. Ieri soltanto 14 navi mercantili avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni; il numero più basso dall'accordo tra Stati Uniti e Iran del 16 giugno. La media di navi in passaggio per queste tre settimane è stata di 34 navi al giorno.


L'esercito statunitense ha colpito circa 90 "obiettivi militari" in Iran, compresi sistemi di difesa aerea, durante la sua ultima serie di attacchi. Lo ha annunciato il Comando Centrale delle Forze armate americane (Centcom). "Gli Stati Uniti hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz", si legge in una dichiarazione rilasciata su X dal Centcom.


"L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze". Lo ha scritto in un post sul suo account X Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l'Iran nella trattativa con gli Stati Uniti. "Non sprecate energie, che affonderete ancora di più - aggiunge - lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane". Le parole di Ghalibaf sono state riprese anche dall'agenzia iraniana Fars.


Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, i Pasdaran, hanno affermato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein e minacciano di estendere gli attacchi, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.


Sul possibile ritiro delle truppe americane dall'Europa, Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. "Molto dipenderà dalla Groenlandia e dall'Iran", ha messo in evidenza, precisando che ora l'Europa vuole aiutare sull'Iran ma "non ne abbiamo bisogno".