© Esercito israeliano
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Teheran: "Stop agli attacchi contro Hezbollah o la risposta sarà forte". Axios: "Colloqui la prossima settimana negli Stati Uniti". Trump: "Molto ottimista che un accordo con l'Iran sia a portata di mano"
L'Idf ha ordinato l'evacuazione dei quartieri meridionali di Beirut. Teheran avverte che "le violazioni del cessate il fuoco" porteranno a "forti risposte". Netanyahu dice di voler avviare negoziati con il Libano dopo la telefonata di Trump. Sarebbe una svolta dopo oltre 70 anni. Il presidente americano spiega di essere "molto ottimista su un accordo con l'Iran" e di aver chiesto al premier israeliano di tenere un "profilo basso". Il ministro degli Esteri Tajani sarà a Beirut lunedì 13 aprile. La presidente del Consiglio Meloni: "Soddisfazione per i colloqui diretti tra Israele e Libano".
"Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!". E' quanto scrive il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth.
Il Board of Peace non si aspetta di ricevere entro la scadenza di sabato un'approvazione definitiva da parte di Hamas alla sua proposta di disarmo. Lo hanno indicato tre fonti informate al Times of Israel. Sebbene la scadenza sia improbabile da rispettare, colloqui intensivi con Hamas sono in corso al Cairo, con la partecipazione dell'Alto Rappresentante del Consiglio per la Pace per Gaza, Nickolay Mladenov, e di rappresentanti dei Paesi mediatori: Turchia, Qatar, Egitto e Stati Uniti, secondo due delle fonti.
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Meloni ha espresso il forte apprezzamento dell'Italia per l'impegno di Sharif e di tutto il governo del Pakistan che ha condotto a un accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran e ribadito il pieno sostegno ai negoziati che si svolgeranno a Islamabad a partire da domani. Nel corso della conversazione i due leader hanno avuto uno scambio sulle prospettive per una soluzione complessiva del conflitto e concordato di rimanere in stretto contatto. Meloni ha, in particolare, condiviso con il primo ministro pakistano la necessità di un accordo che possa assicurare il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano, la riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz e un quadro di sicurezza regionale.
L'esercito israeliano ha annunciato in serata di aver iniziato a colpire i "siti di lancio" di Hezbollah in Libano, poco dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato di aver ordinato al suo governo di avviare colloqui con Beirut sul disarmo del movimento islamista. Nel frattempo il capo di stato maggiore parlando alle truppe ha evocato un "colpo duro" inflitto alle milizie sciite.
In un'intervista a Nbc News, Donald Trump ha confermato di avere chiesto a Benjamin Netanyahu di mantenere un profilo "più basso" in Libano, mentre gli Stati Uniti cercano di negoziare con l'Iran per porre fine alla guerra. "Ho parlato con Bibi e lui manterrà un profilo basso. Credo semplicemente che dobbiamo essere, per così dire, un po' più discreti", ha affermato il presidente americano, aggiungendo di ritenere che Israele stesse "riducendo" le proprie operazioni in Libano.
Il primo ministro di Israele, Benyamin Netanyahu, ha rivolto un messaggio ai residenti nella zona settentrionale del Paese sottolineando che "non c'è cessate il fuoco con il Libano". "Continuiamo a colpire con decisione Hezbollah, e non ci fermeremo fino a quando non avremo ripristinato la nostra sicurezza", ha detto il primo ministro. "Ho già concluso quattro accordi di pace con Stati arabi e intendo concluderne altri. Una pace vera, una pace fondata sulla forza", ha aggiunto.
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un lungo messaggio a lui attribuito, ha promesso che l'Iran "non lascerà impuniti" gli aggressori, chiederà "un risarcimento per ogni danno inflitto" e "un indennizzo" per le vittime, avvertendo che ciò porterà la gestione dello Stretto di Hormuz "a una nuova fase". Lo riporta Iran International, aggiungendo che Khamenei esorta anche i vicini arabi a "mantenere la posizione corretta" e a prendere le distanze dalle potenze occidentali.
Il Kuwait sta fronteggiando un attacco con droni. Lo ha annunciato l'esercito del Paese.
Il petrolio chiude a New York in rialzo, ma sotto i 100 dollari al barile, scontando comunque le pesanti incertezze sulla tenuta della tregua tra Usa e Iran: il Wti, il benchmark americano, sale del 4,02%, a 98,21 dollari, mentre il Brent si attesta a quota 96,56 dollari (+0,67%).
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump si è detto "molto ottimista" sul fatto che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano. In un'intervista telefonica con l'emittente Nbc News, Trump ha aggiunto: "I leader iraniani parlano in modo molto diverso durante un incontro rispetto a quanto fanno con la stampa. Sono molto più ragionevoli e stanno accettando tutto ciò che devono accettare. Ricordate, sono stati sconfitti. Non hanno piu' capacità militari". Se non raggiungono un accordo, ha concluso il presidente, "sarà molto doloroso".
La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz giovedì, dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. È quanto emerge dai dati di Marine Traffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo Stretto con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di Marine Traffic.
Il Libano vuole un cessate il fuoco prima di avviare negoziati con Israele. Lo ha dichiarato un funzionario del governo di Beirut alla France Presse, dopo che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato al suo esecutivo di avviare "negoziati diretti" con il Libano. "Il Libano vuole un cessate-il-fuoco prima di qualsiasi avvio dei negoziati", ha affermato questo funzionario, a conoscenza delle trattative che ha chiesto di restare anonimo.
"L'Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi". Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente" Aoun "e inviare un messaggio chiaro dall'Italia per la stabilità di questo importante Paese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa dopo la riunione ministeriale informale del Med9 a Spalato.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha reso noto di aver dato ordine di avviare al piu' presto negoziati diretti con il Libano, durante l'ultima riunione del gabinetto politico e di sicurezza. Netanyahu ha spiegato che "i negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla normalizzazione delle relazioni di pace tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del primo ministro libanese (Nawaf Salam) a smilitarizzare Beirut". L'annuncio arriva dopo quelle che il premier israeliano ha definito "ripetute richieste" da parte di Beirut di porre fine alla guerra per via diplomatica. L'annuncio arriva dopo una notizia riportata dall'emittente "Nbc", citando un alto funzionario dell'amministrazione statunitense, secondo cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano per contribuire al successo dei negoziati con l'Iran.
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios, citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
"Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.
Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell'amministrazione Trump. Israele ha accettato di "essere un partner collaborativo", ha messo in evidenza.
Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e Usa. Il Wti americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent, che sale del 4,3% a 98,9 dollari.
La Russia ritiene che gli accordi tra gli Usa e l'Iran per il cessate il fuoco abbiano una dimensione regionale, e quindi si estendano anche al Libano. Lo afferma il ministero degli Esteri di Mosca, citato da Interfax, riferendo di un colloquio telefonico tenuto oggi dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. "Condanniamo fortemente l'attacco israeliano dell'8 aprile sul Libano, che ha portato a numerose vittime civili e alla estesa distruzione di infrastrutture civili", ha detto da parte sua la portavoce del ministero, Maria Zakharova, citata dalla Tass.
Le banche centrali dovrebbero rialzare i tassi qualora le aspettative sull'inflazione dovessero entrare in una spirale negativa. "Gli incontri Fmi-Banca Mondiale della prossima settimana si concentreranno su come far fronte allo shock della guerra in Medio Oriente, attualmente in fase di pausa", ha detto il direttore generale Kristalina Georgieva. "Il Fmi può intensificare il sostegno ai Paesi con i piani esistenti, sono previsti ulteriori programmi in arrivo. Prevediamo che la domanda di sostegno da parte del Fmi nel breve termine aumenterà, attestandosi a 20-50 miliardi di dollari, considerate le ricadute della guerra" in Iran. Lo shock bellico "sta innescando aspettative inflazionistiche più elevate nel breve termine, mentre le aspettative a lungo termine sono rimaste invariate", ha osservato ancora Georgieva. "Esortiamo tutti i Paesi a respingere i controlli sulle esportazioni e sui prezzi, misure che potrebbero destabilizzare ulteriormente il quadro economico globale. Il ricorso a stimoli finanziati in deficit accrescerebbe l'onere a carico della politica monetaria", ha aggiunto.
Durante un'intervista alla Bbc, la ministra degli Affari sociali libanese, Haneen Sayed, ha dichiarato che è importante che Beirut abbia "un posto al tavolo" dei colloqui a Islambad per poter negoziare un accordo di cessate il fuoco. Sayed ha affermato che, secondo l'interpretazione del Paese, "il Libano era incluso nella tregua" e che è importante per il governo "negoziare su quale accordo di pace sia necessario". La ministra ha concluso dicendo che presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alle "gravi violazioni" commesse durante i raid israeliani di mercoledì su Beirut.
La guerra in l'Iran lascerà "cicatrici permanenti sull'economia globale", anche se si dovesse raggiungere un accordo di pace duraturo in Medio Oriente. Parlando ad un evento del Fmi, il direttore generale Kristalina Georgieva ha detto che gli effetti della guerra fino a oggi si tradurranno in una crescita globale più lenta nel 2026. Se non fosse scoppiato il conflitto sei settimane fa, il Fmi "avrebbe rivisto al rialzo" le stime di crescita globale, "ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso. Anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno netto e indolore allo status quo".
La guerra in Iran è alla base di "uno shock dell'offerta di vasta portata, con il flusso giornaliero globale di petrolio ridotto di circa il 13% e quello di Gnl di circa il 20%". Si tratta di uno shock "globale, poiché tutti noi ci troviamo ora a pagare di più per l'energia", mentre "le catene di approvvigionamento risultano interrotte in tutto il mondo; ed è asimmetrico, dato che il suo impatto dipende dalla prossimità al conflitto". E' quanto ha detto il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva. "Lo shock dell'offerta causato dalla guerra continuerà a propagarsi nell'economia, provocando la chiusura delle raffinerie di petrolio e carenze di prodotti", ha aggiunto Georgieva, rilevando che "altri 45 milioni di persone si trovano ora ad affrontare l'insicurezza alimentare, portando il numero totale di coloro che soffrono la fame a oltre 360 milioni" a causa dei ingenti danni alle infrastrutture, delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento, del calo della fiducia e di altri effetti allarmanti che si stanno già manifestando. Si consideri, ad esempio, il Qatar che è di "straordinaria rilevanza strategica", il cui gnl è in gran parte destinato alla regione dell'Asia-Pacifico. Il sito di Ras Laffan "si trova ora a dover fronteggiare una grave carenza di combustibile, è rimasto sostanzialmente inattivo dal 2 marzo, avendo subito danni".
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif nel corso di una telefonata con l'omologo libanese Nawaf Salam ha "condannato fermamente la continua aggressione di Israele contro il Libano". "Ho ribadito l'impegno del Pakistan a promuovere gli sforzi di pace, anche facilitando il dialogo attraverso i prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad", ha aggiunto. "Sono grato al primo ministro Nawaf Salam per aver espresso il suo apprezzamento per gli sforzi di pace del Pakistan e per aver sottolineato la necessità del nostro continuo sostegno per garantire la cessazione immediata degli attacchi contro il Libano e il suo popolo", ha concluso.
Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato che Teheran era sul punto di reagire alla violazione del cessate il fuoco, ma ha deciso di non farlo dopo la mediazione del Pakistan. A riportarlo è Iran International. Khatibzadeh ha poi confermato che la delegazione iraniana sarà presente a Islamabad per il primo round di colloqui per la pace.
L'esercito israeliano ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte del gruppo militante libanese Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare. "Le Forze di Difesa Israeliane continuano a operare e a colpire le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in diverse aree dei sobborghi meridionali. Le Idf non intendono farvi del male e agiscono solo contro i militanti di Hezbollah e obiettivi militari. Pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee.
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Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto e condizionato da un contesto di rischio elevato, nonostante gli annunci di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Secondo il sito web "Marine Traffic", nel primo giorno di tregua (l'8 aprile) sono stati registrati solo cinque transiti, paradossalmente in calo rispetto agli undici del giorno precedente, senza il passaggio di petroliere e con movimenti limitati a carichi di rinfuse secche. Il quadro operativo rimane dunque sostanzialmente invariato, con timori legati a possibili nuovi attacchi dopo l'ultimo incidente segnalato il 7 aprile, mentre numerosi operatori adottano un approccio attendista in vista di possibili sviluppi diplomatici. Secondo le stime, circa 820 navi commerciali restano bloccate nel Golfo Persico, in un contesto che rende economicamente non sostenibili molte operazioni di trasporto. Il livello di rischio nello Stretto resta classificato come "molto elevato", con impatti diretti sulle rotte energetiche globali.
Il Libano chiede colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1.000 feriti. Lo riferisce Al Jazeera. "I nostri corrispondenti sul posto in Libano riferiscono che il governo libanese sta chiedendo colloqui diretti con Israele", scrive l'emittente qatarina.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che sarà a Islamabad per i negoziati con gli Usa, avverte che "le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte" e invita a "smettere immediatamente" con gli attacchi al Libano. "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco", afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.
"Non sono stati osservati rischi immediati di emergenze nelle forniture di gas, mentre sono previste conseguenze a lungo termine. Pertanto, è importante iniziare a prepararsi per l'inverno. L'Ue ora ha il tempo e gli strumenti per anticipare le sfide e prepararsi di conseguenza". È quanto riferisce una funzionaria ue al termine della riunione del gruppo di coordinamento sul gas convocato oggi dalla Commissione europea con i rappresentanti degli Stati membri. "L'infrastruttura Ue è pronta a riempire le riserve almeno all'80% entro il 1° novembre, a seconda della disponibilità di GNL. L'immissione anticipata è uno sviluppo molto positivo, che può contribuire a evitare la corsa di fine estate. Questo era stato auspicato anche dal commissario all'Energia Dan Jørgensen nella sua lettera agli Stati membri", aggiunge la fonte.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe lanciato un nuovo ultimatum all'Europa per ottenere sostegno nello Stretto di Hormuz. Secondo informazioni ottenute dal periodico tedesco Spiegel, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha comunicato alle capitali europee che Trump, si aspetta impegni concreti entro i prossimi giorni per il dispiegamento di navi da guerra o altre capacità militari da parte dell'Europa. Le promesse politiche, come quelle fatte nei giorni successivi all'inizio della guerra, non sono più sufficienti
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha deciso di dedicare la riunione del Collegio dei commissari di lunedì prossimo, 13 aprile, inizialmente prevista sulla Cina, alla "situazione in Medio Oriente e il suo impatto più ampio sull'Europa". Lo ha annunciato Paula Pinho, portavoce della Commissione europea. I commissari coglieranno l'occasione per "fare il punto insieme su tutte le attività che la Commissione sta intraprendendo per affrontare la situazione attuale" e l'impatto sulle varie aree di interesse europeo. Il dibattito sull'orientamento strategico sulla Cina è "rimandato leggermente", ma la portavoce ha affermato che rimane una questione "importante" che, anche se non ha un incontro dedicato per ora, "emerge regolarmente" negli incontri del Collegio.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha preso parte alla manifestazione organizzata oggi a Teheran in omaggio all'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica islamica, ucciso il 28 febbraio dai raid di Stati Uniti e Israele. La presenza di Pezeshkian - accompagnato da alcune guardie del corpo - è stata documentata dalle immagini trasmesse dal profilo X del governo e riprese dai media statali. Nel breve filmato, si vede Pezeshkian nella folla dei manifestanti, in mezzo a bandiere della Repubblica islamica. Altri rappresentanti del governo e vertici militari non sono invece apparsi in pubblico. Le manifestazioni si sono svolte anche in altre citta' del Paese, oltre alla capitale.
Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo dell'Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri saudita, riferendo che il principe "ha ricevuto una telefonata" da Araghchi. "Durante la telefonata, hanno esaminato gli ultimi sviluppi e discusso modi per ridurre le tensioni per ripristinare sicurezza e stabilità nella regione"
Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell'uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Mohammad Eslami ha affermato che tali appelli sono "illusioni" e non possono fermare le attività nucleari dell'Iran. "Nessuna legge o individuo può fermarci", ha affermato Mohammad Eslami, aggiungendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento. Lo riporta Iran International.
"Mi auguro che riapra lo stretto di Hormuz e che si ristabilisca l'equilibrio delle forniture. Qualora questo non avvenisse, cosa che non auguro, valuteremo caso per caso perché le nostre forniture dal Golfo Persico non sono enormi. Noi ci riforniamo, sia per il petrolifero che per il gas, da tante parti del mondo". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, parlando a margine della presentazione dello studio "Energia per competere" realizzato da Edison Next, Engie, Renovite Veolia per monitorare l'outlook dei servizi energetici in Italia, oggi a Roma.
Israele continuerà a colpire Hezbollah "ovunque sia necessario". Lo afferma il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Le azioni quotate alla Borsa di Tel Aviv sono in rialzo, alimentate da un cauto ottimismo riguardo al cessate il fuoco che pone fine per due settimane all'offensiva militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Lo riporta il quotidiano Times of Israel, secondo cui l'indice di riferimento TA-125 della Borsa di Tel Aviv ha guadagnato l'1,8 per cento nelle contrattazioni mattutine, in rialzo di quasi il 14 per cento dall'inizio dell'anno. L'indice TA-35 delle blue-chip e' salito dell'1,9 per cento, mente l'indice TA-90, che monitora i titoli a maggiore capitalizzazione non inclusi nell'indice TA-35, e' aumentato dell'1,7 per cento. L'indice TA-Assicurazioni ha invece registrato un'impennata del 3,5 per cento, mentre il TA-Banche del 2 per cento.
L'Iran e' pronto a rispondere a qualsiasi violazione del cessate il fuoco. Lo ha detto il vice presidente della Repubblica islamica, Mohammad Reza Aref, citato dall'agenzia di stampa "Isna". Reza Aref ha affermato che il Paese "è pronto a rispondere a qualsiasi violazione del cessate il fuoco", aggiungendo che qualsiasi violazione "sarà accolta con una risposta decisa, immediata e dolorosa". Da parte sua, il portavoce dell'esercito Mohammed Akrami Nia, citato dalla stessa agenzia, ha ribadito: "Non riponiamo alcuna fiducia nel nemico". Akrami Nia ha affermato: "Mostrando il pugno duro, abbiamo costretto il nemico ad accettare il cessate il fuoco" e ha assicurato che Teheran imporrà il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz.
La CIna ritiene che la sovranita' e la sicurezza del Libano non debbano essere violate e che le vite dei civili debbano essere tutelate. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, nel corso di una regolare conferenza stampa, dopo che ieri il lancio di massicci attacchi aerei da parte di Israele ha colpito oltre 100 obiettivi in Libano nel giro di soli 10 minuti. "La Cina esorta le parti interessate a mantenere la calma e a esercitare moderazione al fine di allentare le tensioni nella regione", ha concluso Mao.
L'Iran consentirà alle navi di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz in conformità con le "norme internazionali e il diritto internazionale" una volta che gli Stati Uniti avranno posto fine alla loro "aggressione" in Medioriente e Israele smetterà di attaccare il Libano. È quanto ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando con la Bbc. Il vice ministro ha dichiarato che l'Iran ha chiuso lo Stretto dopo che Israele, alleato degli Stati Uniti, ha commesso una "grave violazione intenzionale del cessate il fuoco". Khatibzadeh ha aggiunto: "Sicuramente garantiremo la sicurezza per un passaggio sicuro e ciò avverrà dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione".
Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna. Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre 10 persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, precisando che le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della Salute ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1.739.
Il premier britannico, Keir Starmer, è arrivato negli Emirati Arabi Uniti per colloqui sulla guerra in Iran. Lo riferisce la Bbc. Starmer ha già incontrato il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman a Gedda e dovrebbe incontrare il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan.
È di almeno 7 morti il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito il villaggio di Abbasiyeh, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, precisando che si tratta di un bilancio preliminare. Ieri Israele ha intensificato i suoi attacchi in Libano, sostenendo che la sua lotta contro il gruppo Hezbollah, sostenuto dall'Iran, non rientri nell'accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran.
In un attacco a Beirut, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno eliminato Ali Yusuf Harshi, consigliere personale e nipote del leader del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, Naim Qassem. Lo fanno sapere le stesse Idf in un comunicato, aggiungendo che nella notte sono stati colpiti diversi siti infrastrutturali di Hezbollah. "Harshi era uno stretto collaboratore e consigliere personale del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, e svolgeva un ruolo centrale nella gestione e nella sicurezza del suo ufficio", hanno riferito le forze israeliane. Nella notte, hanno aggiunto, sono stati colpiti "due importanti valichi di frontiera utilizzati dai terroristi e dai comandanti di Hezbollah per spostarsi da nord a sud del fiume Litani in Libano, per trasferire migliaia di armi, razzi e lanciarazzi". Inoltre, si legge nel comunicato, "sono stati colpiti circa 10 depositi di armi, lanciarazzi e centri di comando utilizzati dall'organizzazione terroristica Hezbollah nel Libano meridionale".
L'ambasciatore di Teheran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha dichiarato che una delegazione iraniana raggiungerà stasera la capitale pachistana Islamabad per i colloqui con gli Usa in programma nel fine settimana.
Mubasher Mohammed Wishah, un corrispondente dell'emittente televisiva in lingua araba Al Jazeera, è stato ucciso ieri in un attacco sferrato da un drone israeliano a ovest di Gaza City. Secondo l'emittente, Wishah sarebbe il dodicesimo giornalista ucciso a Gaza dall'inizio dell'offensiva israeliana nell'ottobre 2023. Nel complesso, sarebbero almeno 262 i giornalisti uccisi nella Striscia dall'inizio del conflitto e almeno 700 i palestinesi morti dopo la firma del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. In Iran, invece, dall'inizio del conflitto il 28 febbraio scorso, sarebbero almeno sette i giornalisti morti.
Dopo 40 giorni di chiusura imposta dalle autorità israeliane, a Gerusalemme ha riaperto la moschea di Al-Aqsa. La notizia della riapertura è stata riportata da Al Jazeera, affermando che i fedeli si sono riversati nel luogo sacro sin dalle prime ore di questa mattina, dopo l'annuncio della revoca delle restrizioni in vigore.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha condannato le ultime ondate di attacchi aerei israeliani contro il Libano, bollandoli come "indiscriminati" e denunciandone l'elevato numero di vittime. Il capo dell'Eliseo ha riferito di aver parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro Nawaf Salam, esprimendo "la piena solidarietà della Francia".
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano di mercoledì è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo riferisce Al Jazeera citando la Protezione civile libanese.
"Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitensi, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando il vero accordo raggiunto non sarà pienamente rispettato". Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, il che è altamente improbabile, allora "inizieranno gli scontri a fuoco", più grandi, migliori e più forti di quanto si sia mai visto prima. L'accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, non ci sarà nessuna arma nucleare, e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro. Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa della sua prossima conquista. L'America è tornata!", ha concluso il tycoon.
Il presidente americano, Donald Trump, ha espresso il suo dissenso verso la Nato attraverso un post su Truth. "La Nato non c'era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo di nuovo", ha scritto il tycoon in un post tutto a lettere maiuscole. Qualche ora prima di scrivere il post, Trump ha ricevuto alla Casa Bianca il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
Il prezzo del petrolio statunitense è tornato a salire dopo il forte calo registrato ieri, in seguito all'annuncio di una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran da parte del presidente Donald Trump. Il greggio West Texas Intermediate (Wti) è aumentato di 2,68 dollari, pari al 2,84%, raggiungendo 97,09 dollari al barile poco dopo la mezzanotte di oggi. In precedenza i mercati azionari globali avevano registrato forti rialzi mentre il petrolio era crollato del 14%, scendendo fino a 90,40 dollari e stabilizzandosi intorno ai 95 dollari al barile dopo la notizia della pausa nel conflitto.
Secondo quanto riportato dal New York Times, nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas avrebbe attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è scattato il cessate il fuoco. Il quotidiano cita i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale secondo la quale solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riusciti ad attraversarlo.
Lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione. Lo riferisce l'emittente iraniana Press Tv, secondo cui i dati di tracciamento marittimo mostrano che la petroliera Aurora, in rotta verso l'uscita dello Stretto, ha improvvisamente cambiato direzione vicino alla costa di Musandam, in Oman, ed eseguito una virata di 180 gradi tornando nel Golfo Persico.