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Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum. Teheran: "Per gli Usa ritirata umiliante". Forse sabato a Islamabad primo round di colloqui, ma la tregua è già molto fragile
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A fine giornata interviene Netanyahu a fare il punto sulla fragile tregua con l'Iran. "Il nostro dito è sul grilletto, siamo sempre pronti alla guerra", afferma. A sorpresa Donald Trump aveva accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum per l'Iran, cedendo alle pressioni del Pakistan, che fisserebbe i tavoli dei negoziati . Lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica islamica acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz", scriveva il tycoon. Alcune navi hanno effettuato i primi attraversamenti, poi un nuovo stop da parte di Teheran per i raid israeliani sul Libano. In dieci minuti sono esplose circa 160 bombe. Un mezzo Unifil italiano è stato colpito dagli attacchi dell'Idf. Non è tardata ad arrivare la condanna del premier Giorgia Meloni e del ministro della Difesa Guido Crosetto.
L'incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte è terminato. Lo riferiscono funzionari della Casa Bianca, secondo cui Rutte ha lasciato l'edificio.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito di aver parlato oggi con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Ho detto a entrambi che la loro decisione di accettare un cessate il fuoco è stata la migliore possibile", ha spiegato su X. "Ho espresso la mia speranza che il cessate il fuoco venga pienamente rispettato da ciascuna delle parti belligeranti, in tutte le aree di confronto, incluso il Libano. Questa è una condizione necessaria affinché il cessate il fuoco sia credibile e duraturo. Deve aprire la strada a negoziati globali in grado di garantire la sicurezza per tutti in Medio Oriente". "Qualsiasi accordo dovrà affrontare le preoccupazioni sollevate dai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran, così come la sua politica regionale e le sue azioni che ostacolano la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz", ha proseguito Macron. "È così che si può costruire una pace solida e duratura, con il sostegno di tutti coloro che sono in grado di contribuire. La Francia farà pienamente la sua parte, in stretto coordinamento con i suoi partner in Medio Oriente. Questo è anche ciò di cui ho discusso oggi nei miei colloqui con i leader del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti, del Libano e dell'Iraq", ha concluso.
L'amministrazione Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni Paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai Paesi Nato ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l'Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana.
Secondo fonti libanesi attacchi aerei israeliani hanno colpito nuovamente i sobborghi meridionali di Beirut. Intanto il ministero della salute libanese afferma che i raid israeliani hanno ucciso 182 persone, il bilancio di vittime più alto in un solo giorno nella guerra tra Israele e Hezbollah.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per domani, giovedì 9 aprile, "una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili". Lo comunica l'ufficio del premier citato dal quotidiano libanese L'Orient Le Jour. Salam "continua a mantenere i contatti con i fratelli arabi e i leader internazionali al fine di porre fine alla macchina da guerra israeliana", conclude la nota.
Sta all'Iran decidere "se far saltare" la tregua a causa del Libano. Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran di "fare il passo successivo" verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno "molte opzioni" per tornare in guerra. "Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra", ha aggiunto Vance. "Credo che gli iraniani pensassero che il cessate il fuoco includesse il Libano, ma non è così. Non abbiamo mai fatto questa promessa. Non abbiamo mai lasciato intendere che sarebbe andata così - ha sottolineato Vance -. Quello che abbiamo detto è che il cessate il fuoco si sarebbe concentrato sull'Iran e sugli alleati dell'America" cioè "Israele e gli Stati arabi del Golfo".
Il ministero dei Trasporti israeliano ha annunciato che Israele riaprirà completamente lo spazio aereo del paese e riprenderà le normali operazioni presso l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv a partire dalla mezzanotte tra mercoledì e giovedì, circa un giorno dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo riporta Times of Israel. Il ministero ha dichiarato di collaborare con l'Autorità Aeroportuale Israeliana e l'Autorità per l'Aviazione Civile per il ripristino della piena operatività dell'aeroporto Ben Gurion, il principale scalo internazionale del Paese. Saranno inoltre riaperti i negozi duty-free e tutti i servizi del terminal. Il ministero ha comunicato ufficialmente alle compagnie aeree straniere e alle principali autorità di regolamentazione il ritorno alla normale operatività dei voli presso l'aeroporto Ben Gurion. Lo spazio aereo israeliano è stato chiuso alle compagnie aeree straniere dall'inizio del conflitto con l'Iran, il 28 febbraio.
La portata delle uccisioni causate dai raid israeliani in Libano è "orribile", ha affermato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, esortando la comunità internazionale a contribuire a porre fine a questo "incubo". "L'entità delle uccisioni e della distruzione in Libano è a dir poco orribile", ha dichiarato Volker Turk in un comunicato. "Una tale carneficina, a poche ore dall'accordo per il cessate il fuoco con l'Iran, è incredibile. Mette a dura prova una pace fragile, di cui i civili hanno disperatamente bisogno".
La polizia israeliana ha annunciato che i luoghi santi di Gerusalemme, chiusi a causa delle misure di sicurezza adottate durante la guerra con l'Iran, riapriranno a partire da giovedì. "In seguito alle linee guida aggiornate del Comando del Fronte interno, a partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera", si legge in un comunicato.
In un documento pubblicato anche sui social, il presidente del parlamento iraniano Mohammed Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di aver violato tre dei dieci punti su cui si era fondata la proposta di cessate il fuoco accettata dalle parti, e che Teheran riteneva "una base praticabile su cui negoziare". In particolare, gli Usa e Israele avrebbero violato il cessate il fuoco in Libano, usato droni per attaccare lo spazio aereo iraniano e hanno negato il diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio. "In tale situazione, un cessate il fuoco bilaterale o dei negoziati è irragionevole", conclude il comunicato.
Gli alleati della Nato "sono stati messi alla prova e hanno fallito". Lo ha detto Donald Trump in una nota letta dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Quanto al colloquio tra il presidente Usa e il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, "sarà schietto e onesto", ha detto la funzionaria.
L'Iran avrebbe "dato indicazioni di essere disposto a semplicemente consegnare l'uranio altamente arricchito" agli Usa. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, nel punto stampa odierno rispondendo a una domanda.
Sarà il vicepresidente americano JD Vance a guidare il team americano durante i negoziati con l'Iran, la cui data di inizio è stata fissata per sabato mattina a Islamabad. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, nel punto stampa di oggi. Ai negoziati parteciperanno anche il genero del presidente Trump, Jared Kushner, e l'inviat speciale Steve Witkoff.
"Il cessate il fuoco non è la campagna, ma una tappa verso il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi. Li raggiungeremo, o tramite l'accordo, o con la ripresa dei combattimenti. Israele ha ottenuto risultati eccezionali. E siamo pronti a riprendere i combattimenti in qualsiasi momento". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una conferenza stampa. "Siamo pronti a farlo ogni volta che sarà necessario. Il nostro dito è sul grilletto".
Sul tema del cessate il fuoco, Netanyahu ha spiegato: "Gli Usa non ci hanno sorpreso con la loro decisione. Il cessate il fuoco è stato pienamente coordinato con Israele. Chi sceglie di ignorare la forza di questa partnership tra noi e gli statunitensi, e tra me e il presidente Donald Trump, semplicemente ignora la realtà", ha sottolineato. Secondo il Wall Street Journal, al contrario, la consultazione tra Washington e Tel Aviv si sarebbe limitata a una telefonata del presidente Trump al primo ministro israeliano poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco. I mediatori hanno riferito che i funzionari israeliani non erano soddisfatti dei termini, inclusa la prevista inclusione del Libano nell'accordo.
La premier Giorgia Meloni "esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell'esercito israeliano". Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi, in cui si afferma che è "del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell'Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite". Gli attacchi israeliani in Libano, "che hanno già provocato troppi morti e un inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente". La nota poi si conclude con una richiesta: "Israele dovrà chiarire quanto accaduto", anche alla luce di quanto uscirà dalla convocazione dell'ambasciatore di Tel Aviv in Italia alla Farnesina.
Hezbollah ha dichiarato di avere il "diritto naturale e legale di resistere all'occupazione e rispondere alla sua aggressione". Si legge in un comunicato in riferimento all'ondata di raid israeliani sferrati su tutto il Libano che avrebbero ucciso almeno 120 persone ferendone oltre 820. "Il sangue dei martiri e dei feriti non sarà versato invano".
Il Bahrein ha annunciato che riaprirà il proprio spazio aereo, a seguito dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. La decisione arriva dopo una "chiusura temporanea adottata come misura precauzionale alla luce degli sviluppi verificatisi nella regione", ha dichiarato il ministero dei Trasporti e delle comunicazioni per l'aviazione civile in un post sui social media.
"Netanyahu ci ha trasformati in uno Stato satellite, ricevendo istruzioni per telefono su questioni fondamentali per la nostra sicurezza nazionale. Questa guerra è stata condotta come se i cittadini israeliani fossero carne da macello. È ora di ammettere la verità: Netanyahu ha perso la testa". Con queste parole, in una conferenza stampa poche ore dopo l'annuncio del cessate il fuoco, il leader dell'opposizione Yair Lapid ha attaccato il primo ministro israeliano.
"Netanyahu ha spinto gli Stati Uniti in guerra senza alcuna visione politica su come porvi fine. Ha prodotto il peggior risultato possibile: il regime iraniano non è stato sconfitto, la minaccia nucleare non è stata eliminata, i missili balistici e i razzi di Hezbollah sono ancora puntati su ogni casa in Israele. Israele è entrato in questa guerra con un consenso nazionale raro. L’opinione pubblica l’ha sostenuta all’unanimità. Dopo sei settimane di vittime e di cittadini in fuga verso i rifugi, è diventato chiaro che Netanyahu non è in grado di vincere una sola campagna. Il primo ministro ha ingannato i cittadini di Israele e ha ingannato i suoi partner, ha venduto all’opinione pubblica un piano strategico che non esisteva. Israele non ha avuto alcuna influenza sull’accordo firmato ieri sera tra gli Stati Uniti e l’Iran, vi diranno che l’abbiamo influenzato dietro le quinte ma sono solo bugie".
Le difese aeree iraniane starebbero sparando contro dei droni nella zona di Teheran. Lo riporta l'agenzia statale iraniana Mehr, secondo cui nei cieli della capitale si sentirebbe il continuo ronzio dei velivoli esplosivi. Le difese si sarebbero attivate anche nelle città di Vavan, Eslamshahr, Shahrak‑e Esteghlal e Mehrabad.
Esiste un solo gruppo di punti significativi "che sono accettabili per gli Stati Uniti, e ne discuteremo a porte chiuse durante questi negoziati, questi sono i punti che costituiscono la base su cui abbiamo concordato un cessate il fuoco". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, secondo cui "numerosi accordi, liste e lettere vengono inviati da persone che non hanno assolutamente nulla a che fare con i negoziati Usa/Iran, in molti casi si tratta di truffatori, ciarlatani e peggio. Saranno smascherati rapidamente dopo il completamento della nostra indagine federale". Trump ha poi attaccato "la fake news, che ha dato risalto a una "fonte" che non aveva alcun potere o autorita' per scrivere una lettera che rivendicava grande autorevolezza".
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha sottolineato che la vasta ondata di attacchi delle Forze di difesa (Idf) in Libano di questo pomeriggio ha preso di mira "centinaia di operativi di Hezbollah". Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. "Sono stati colpiti in attacchi a sorpresa contro quartieri generali in tutto il Libano, nel più grande colpo concentrato che Hezbollah abbia subito dall'operazione dei cercapersone", ha dichiarato il ministro, riferendosi all'attacco che ha preso di mira membri del movimento sciita libanese filo-iraniano nel 2024. Katz ha affermato che il leader di Hezbollah, Naim Qassem, era stato avvertito che il gruppo "avrebbe pagato un prezzo molto pesante per aver attaccato Israele per conto dell'Iran, e che arriverà anche il suo turno personale".
Il Qatar è stato bersaglio di un attacco con sette missili balistici e diversi droni lanciati dall'Iran, tutti intercettati con successo dalle forze armate qatariote. Lo rende noto il ministero della Difesa di Doha in un comunicato ufficiale. Le forze armate hanno dichiarato di essere riuscite "a intercettare e neutralizzare tutti i missili balistici e i droni", senza fornire al momento ulteriori dettagli su eventuali danni o vittime. L'episodio si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da elevata tensione, nonostante l'annuncio di una tregua tra Stati Uniti e Iran, e conferma la persistenza di minacce dirette ai Paesi del Golfo anche nelle ore successive all'intesa
Il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha lasciato la sua roccaforte nei sobborghi meridionali di Beirut, conosciuti come Dahiyeh, e si sta riposizionando verso il nord della capitale del Libano e le aree più eterogenee della città. Lo ha dichiarato il tenente colonnello Ella Waweya, portavoce in lingua araba delle Forze di difesa israeliane (Idf), sottolineando che "a seguito delle operazioni delle Idf nella Dahiyeh, Hezbollah ha capito che la roccaforte che aveva stabilito non è più un luogo sicuro, e pertanto ha iniziato a spostarsi da lì". La portavoce ha inoltre avvertito i civili libanesi che "la distruzione che Hezbollah ha portato sulla Dahiyeh si sposterà insieme ad esso". "Operativi terroristi di Hezbollah, non esiste un luogo sicuro per voi. Le Idf continueranno a inseguirvi e ad agire con grande forza", ha aggiunto Waweya.
L'Iran parteciperà ai colloqui di pace con gli Stati Uniti in Pakistan solo se la tregua raggiunta questa notte comprenderà anche il Libano: è quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alle trattative.
Secondo le fonti i mediatori iraniani avrebbero affermato che continueranno ad attaccare i Paesi vicini, tra cui Israele, e revocheranno la decisione di riaprire lo Stretto di Hormuz se le forze armate israeliane continueranno a colpire Hezbollah in Libano. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - e Israele - ha affermato che l'accordo di cessate il fuoco non comprende le operazioni in Libano.
L'Iran avrebbe pubblicato una proposta in 10 punti per i colloqui, ma è diversa da quella che ha visto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferisce il giornale americano New York Times. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato al Nyt che i punti sollevati non corrispondono a quanto affermato da Trump. L'Iran ha diffuso la sua versione della proposta la mattina successiva all'accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, chiedendo il ritiro delle truppe americane dalla regione, riaffermando il controllo iraniano sullo strategico Stretto di Hormuz e mantenendo il diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio.
Molte di queste richieste rischiano di entrare in conflitto con la proposta in 15 punti presentata il mese scorso dai mediatori statunitensi, riferisce il giornale statunitense. Quella proposta non è mai stata resa pubblica, ma funzionari informati sul piano, che hanno parlato con il New York Times a condizione di anonimato per discutere dettagli sensibili, hanno affermato che riguardava i programmi missilistici balistici e nucleari iraniani, nonché il commercio marittimo. I mediatori statunitensi avevano spinto nei precedenti negoziati per limitare la gittata dei missili balistici iraniani e per fermare completamente l'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran.
"L'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è un sollievo, ma nella regione permane l'incertezza. A Riyadh ho incontrato il ministro degli Esteri saudita e il segretario generale del Consiglio del Golfo per discutere di come passare dalla tregua di due settimane a una pace più duratura. Abbiamo anche affrontato questioni regionali più ampie". Lo afferma l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "Questa crisi ha dimostrato la necessità di un partenariato più forte tra l'Ue e il Golfo, anche in materia di cooperazione in materia di sicurezza e difesa, che possa rafforzare entrambe le parti".
All'ospedale pubblico Rafik Hariri di Beirut i "pazienti arrivano con ferite da schegge ed emorragie gravi. Uno è arrivato in ospedale dopo aver perso entrambe le gambe. La situazione è caotica", mentre nell'ospedale Jabal Amel di Sour, nel sud del Libano, Medici senza frontiere registra "un afflusso di pazienti feriti, tra cui una bambina che ha perso 6 membri della sua famiglia" e "una delle famiglie che è stata portata in ospedale era tornata a casa poche ore prima, pensando che fosse in vigore un cessate il fuoco".
A raccontarlo è Christopher Stokes, coordinatore delle emergenze di Msf in Libano. "Allo stesso tempo, il personale sanitario viene ferito e spinto allo sfinimento: ieri sera l'ospedale Hiram, sempre a Sour, dove Msf ha fornito delle donazioni, è stato colpito dalle forze israeliane, ferendo diversi operatori sanitari - spiega - Gli attacchi continui contro i civili devono cessare. Le strutture sanitarie, il personale e i pazienti devono essere protetti. Il ripetuto sfollamento forzato delle persone - un crimine di guerra - deve cessare". Dall'ospedale Rafik Hariri di Beirut Safa Bleik, vice coordinatrice medica di Msf, racconta che almeno 40 feriti sono arrivati al pronto soccorso e che ad alcuni pazienti sono state amputate entrambe le gambe. "La situazione è incredibilmente difficile e le sale sono piene", spiega. Dall'ospedale Jabal Amel di Sour, vicino a Tiro, la dottoresa Thienminh Dinh racconta che durante la notte c'erano stati festeggiamenti per il cessate il fuoco. Oggi le bombe: "Abbiamo curato delle sorelle i cui corpi erano crivellati di schegge", racconta. "Questo pomeriggio le bombe hanno continuato a cadere intorno a noi, a far tremare le pareti degli ospedali, mentre i corpi continuavano ad arrivare in ospedale", aggiunge.
L'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il conflitto in Medio Oriente è arrivato in Iran. Lo scrive la Bbc. Le Nazioni Unite affermano che Jean Arnault intende ascoltare, durante questo viaggio, le opinioni dei funzionari iraniani sul percorso da seguire per la pace.
E' stata la guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, a incaricare i suoi negoziatori all'accordo con gli Stati Uniti. Lo riporta Axios, sottolineando che il suo coinvolgimento è stato "clandestino e laborioso". Di fronte al rischio di essere ucciso da Israele, Khamenei ha infatti comunicato principalmente tramite messaggeri che si scambiavano messaggini. Secondo le fonti di Axios, il via libera di Khamenei ha rappresentato una "svolta". Anche se il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e la Cina hanno giocato un ruolo importante nelle trattative, tutte le maggiori decisioni prese lunedì e martedì "sono passate attraverso Khamenei. Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato un accordo", hanno riferito le stesse fonti ad Axios.
La Marina iraniana ha minacciato di distruggere le navi che dovessero tentare di attraversare lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione di Teheran, puntualizzando che il transito attraverso il canale rimane bloccato. Lo riportano diversi media citando fonti del settore marittimo. Il messaggio inviato dalla Marina iraniana alle imbarcazioni recita: "Qualsiasi imbarcazione tenti di navigare in mare aperto... sarà presa di mira e distrutta...".
La società di intermediazione navale SSY ha confermato a Bbc Verify che le navi presenti nel Golfo hanno ricevuto il seguente messaggio: "Attenzione a tutte le imbarcazioni nel Golfo Persico e nel Mar d'Oman. Questa è la stazione navale delle Guardie Rivoluzionarie. Il transito nello Stretto di Hormuz rimane vietato ed è necessario il permesso delle Guardie Rivoluzionarie prima di poterlo attraversare. Qualsiasi imbarcazione tenti di entrare in mare sarà presa di mira e distrutta". Claire Grierson, responsabile della ricerca sulle petroliere presso SSY ha dichiarato a Bbc Verify che l'azienda è a conoscenza del fatto che gli equipaggi delle navi hanno sentito questo messaggio su un canale radio utilizzato per gli allarmi marittimi internazionali.
L'Ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, è stato convocato alle ore 19.30 alla Farnesina su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo che in Libano un convoglio di mezzi italiani della missione Onu Unifil è stato bersagliato da unità dell'Idf. E' quanto si apprende da fonti della Farnesina.
Sarebbe di 112 morti e oltre 830 feriti il primo bilancio dei pesantissimi raid israeliani, che hanno colpito Beirut nelle ultime ore. Lo ha diffuso il ministero della Salute libanese dopo che la Croce Rossa aveva stimato oltre 300 tra morti e feriti.
L'oleodotto saudita Est-Ovest è stato colpito nelle ultime ore con droni. Lo riporta Bloomberg. Si tratta della struttura fondamentale per consentire al petrolio, circa 7 milioni di barili ogni giorno, di aggirare lo stretto di Hormuz e viaggiare verso il Mar Rosso, e da lì verso il resto del mondo. Secondo Reuters, l'attacco avrà un impatto - ancora non definito se importante o limitato - sul flusso di greggio.
Axios, citando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha fatto sapere che il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Nel primo comunicato ufficiale dopo il raggiungimento dell'accordo, il primo ministro pachistano Sehbaz Sharif aveva invece specificato: "Insieme ai loro alleati, Usa e Iran hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove con effetto immediato".
L'Unione europea "non registra rischi di interruzione delle forniture" di petrolio "né se ne prevedono per aprile ma si osserva un impatto sui prezzi". Lo fa sapere un funzionario Ue dopo la riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è svolta a Bruxelles, precisando che "l'Ue dispone di strumenti per gestire la crisi" e confermando che sono in fase di preparazione una serie di azioni concrete "per aiutare gli Stati membri a mitigare l'impatto della crisi".
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Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano. Lo fa sapere l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, con un post su X.
"Sono state segnalate violazioni del cessate il fuoco in diverse località della zona di conflitto, che minano lo spirito del processo di pace. Esorto vivamente e sinceramente tutte le parti a esercitare moderazione e a rispettare il cessate il fuoco per due settimane, come concordato, affinché la diplomazia possa svolgere un ruolo guida verso una soluzione pacifica del conflitto". Sono le parole scritte su X dal premier pakistano Shehbaz Sharif in quello che sembra essere un riferimento all'operazione militare effettuata nel pomeriggio da Israele in Libano.
"Ho appena dato indicazioni di convocare al ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
"Purtroppo la tregua in Libano non esiste è diventato un fronte sempre più critico", ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del Question Time alla Camera. "Abbiamo chiesto a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah, che hanno trascinato il Paese in un nuovo devastante conflitto", ha aggiunto. "Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili contro Israele. Quest'ultimo è obbligato a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario". Secondo il titolare della Farnesina "quella della diplomazia è l'unica via percorribile. Continueremo a lavorare con determinazione per riannodare i fili del dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutta la regione", ha concluso.
"Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale" ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, condannando l'attacco a un mezzo italiano Unifil da parte dell'Idf. "Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell'esercito israeliano. La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell'Onu non può essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione", ha detto.
Un Lince, un veicolo tattico leggero multiruolo in dotazione all'Esercito italiano, è stato colpito dagli attacchi di avvertimento dell'Idf in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi - a guida italiana - e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato pneumatici e paraurti.
L'Iran starebbe valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro Israele in risposta a quelle che considera "violazioni del cessate il fuoco temporaneo in Libano". Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando un funzionario iraniano. La notizia è stata riportata da Al Jazeera.
Wall Street apre in volata. Il Dow Jones sale del 2,93% a 47.949,83 punti, il Nasdaq avanza del 3,37% a 22.754,21 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso del 2,56% a 6.786,02 punti.
Il petrolio è in forte calo anche a New York, dove le quotazioni perdono il 18,30% a 92,28 dollari al barile dopo la tregua fra Iran e Usa.
L'ambasciatore e rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour.
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, nel corso di una conferenza stampa, ha affermato: "Ora c'è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale con l'Iran, siamo noi che controlliamo il loro destino".
Gli attacchi israeliani hanno causato oltre 300 morti e feriti a Beirut e nella sua periferia meridionale Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah. Lo riferisce ad Al Arabi il capo della Croce Rossa libanese, come riporta Haaretz. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Il ministero libanese parla di decine di morti e centinaia di feriti.
"Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
In una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della Commissione europea Von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney hanno affermato "i nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz".
I leader europei Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della Commissione europea Von Der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney hanno affermato: "Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato oggi tra gli Usa e l'Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. L'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici".
"La riapertura dello Stretto di Hormuz e il libero e sicuro passaggio delle persone sono essenziali". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, riferendo di aver avuto un colloquio telefonico con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, "riguardo alla buona notizia del cessate il fuoco in Medioriente, che apre una finestra di speranza". "Ho espresso il mio sostegno al Qatar di fronte agli ingiustificati attacchi iraniani, che devono cessare", ha aggiunto Albares.
"La nostra posizione è stata chiara fin dall'inizio e non la cambieremo: chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano, nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. L'Ue, ha aggiunto, inoltre "sostiene pienamente l'Unifil nell'adempimento del suo mandato e che qualsiasi attacco contro l'Unifil è inaccettabile e deve cessare immediatamente".
"Gli iraniani hanno accettato di riaprire Hormuz, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare gli attacchi. Questa è la base della tregua fragile che abbiamo ora". Sono le parole dette dal vicepresidente americano, JD Vance, al Mathias Corvinus Collegium di Budapest, think tank vicino al governo di Viktor Orban. "Come mi ha detto il presidente ieri sera, gli iraniani sono negoziatori migliori di quanto siano combattenti. So che non gradiranno sentirlo, ma è vero", ha aggiunto. "Trump è impaziente di ottenere risultati e ci ha chiesto di negoziare in buona fede".
La piattaforma web di tracciamento in tempo reale delle navi e di intelligence marittima, Marine Traffic, ha segnalato i primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Le parole del capo dell'Eliseo sono state riportate dall'agenzia Reuters. "Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico", ha detto Macron.
"Accolgo con soddisfazione l'annuncio di una tregua immediata di due settimane". Lo ha detto il Papa all'udienza generale parlando dell'intesa raggiunta tra Usa e Iran.
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è stato nominato capo della delegazione che si incontrerà venerdì a Islamabad con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Isna, riferisce la Tass. Sempre secondo Isna, il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ricoprirà il ruolo di capo della delegazione per la parte americana.
"Accolgo con favore l'annuncio da parte degli Stati Uniti e dell'Iran di un cessate il fuoco della durata di due settimane. Esorto tutte le parti a rispettarne i termini al fine di raggiungere una pace duratura nella regione. L'Ue è pronta a sostenere gli sforzi in corso e rimane in stretto contatto con i propri partner nella regione. Ringrazio il Pakistan e tutte le altre parti coinvolte nel facilitare questo accordo". Lo afferma il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
Avvio di corsa per le Borse europee dopo la tregua di due settimane tra Usa e Iran. Francoforte balza del 4,8% con il Dax a quota 24.021 punti. Parigi sale del 3,54% con il Cac 40 a 8.200 punti e Londra di un +2,61% con il Ftse 100 a 10.620 punti.
Gli Stati Uniti in Iran hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo ottenere sul piano militare" e si è trattato di "una vittoria totale da quel punto di vista e da ogni altro punto di vista". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con l'emittente britannica Sky News, secondo quanto riporta la stessa emittente. Trump ha aggiunto che ritiene che l'accordo "sia buono", ma ha aggiunto che se così non fosse gli Usa torneranno in guerra. In quel caso "ci torniamo immediatamente, molto facilmente", ha affermato.
Crolla il prezzo del gas in avvio con l'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, scendono di oltre il 19% a 43 euro al megawattora.
Lo spread tra Btp e Bund giù in avvio di giornata con la tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran. Il differenziale scende a 73 punti da 88,3 punti della chiusura di ieri. Forte calo anche dei rendimenti. Il decennale italiano passa dal 3,96% al 3,63%.
Il primo ministro britannico Keir Starmer si reca oggi nel Golfo per incontrare i leader regionali e per "discutere gli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco". Lo fa sapere Downing Street.
"Accogliamo con favore l'accordo raggiunto tra il presidente Trump e il regime iraniano per sbloccare lo stretto di Hormuz e dichiarare il cessate il fuoco, nonché gli sforzi di mediazione del Pakistan. La determinazione americana funziona. Crediamo che sia giunto il momento per una determinazione sufficiente a costringere Mosca a un cessate il fuoco e a porre fine alla sua guerra contro l'Ucraina". Lo scrive su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.
È di almeno 8 morti e 22 feriti in Libano il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito la città di Sidone, nel sud del Paese. Lo ha riferito nella notte il ministero della Sanità libanese. L'attacco è avvenuto senza preavviso e l'esercito israeliano non ha specificato chi fosse l'obiettivo.
La Cina, che è il principale partner commerciale di Teheran, ha parlato con gli iraniani per convincerli a trovare una via per un cessate il fuoco con gli Usa. Lo riferiscono ad Associated Press due fonti parlando a condizione di mantenere l'anonimato. Secondo le fonti, mentre i negoziati erano in corso i funzionari cinesi erano in contatto con quelli iraniani per incoraggiare Teheran a trovare una via verso un accordo.
Pechino per prima cosa aveva lavorato con gli intermediari, fra cui Pakistan, Turchia ed Egitto, nel tentativo di usare la propria influenza. Martedì mattina Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, aveva dichiarato: "Tutte le parti devono dimostrare sincerità e porre rapidamente fine a questa guerra che in primo luogo non avrebbe dovuto verificarsi". Aveva aggiunto che la Cina è "profondamente preoccupata" per l'impatto che il conflitto ha sull'economia mondiale e sulla sicurezza energetica.
"Un grande giorno per la pace nel mondo!". Lo ha scritto il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth, dopo l'annuncio dell'accordo concordato da Usa e Iran per una tregua di due settimane e la riapertura dello Stretto di Hormuz. "L'Iran vuole che accada, ne ha abbastanza!", ha scritto Trump, riferendosi alla pace, "e lo stesso vale per tutti gli altri!".
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione diffusa dal suo ufficio afferma che il cessate il fuoco di due settimane concordato da Usa e Iran non include il Libano. La sua dichiarazione è in contrasto con quanto riferito precedentemente dal premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, che in un post su X ha parlato di "un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove".
Netanyahu ha affermato: "Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane, a condizione che l'Iran riapra immediatamente lo Stretto (di Hormuz ndr.) e cessi ogni attacco contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l'impegno degli Stati Uniti volto a garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per l'America, Israele, i vicini arabi dell'Iran e il mondo. Gli Stati Uniti hanno comunicato a Israele il proprio impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano".
Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad venerdì. Lo riporta Axios citando alcune fonti
Donald Trump ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell'ultimatum per l'Iran. Lo afferma il presidente sul suo social Truth.
La questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla France Press, definendo l'accordo con l'Iran una vittoria per gli Stati Uniti. "Vittoria totale e completa. Al 100%. Senza alcun dubbio", ha messo in evidenza.
"Sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, inclusi il Libano e altrove". Lo afferma il premier del Pakistan Shehbaz Sharif su X.